Qatargate, giudici di Brescia: “Sì alla consegna al Belgio della figlia di Panzeri”

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Lo ha deciso la Corte di appello dopo aver valutato la relazione sulle carceri. La difesa della donna: “Valuteremo il ricorso in Cassazione”

di Annalisa Cretella

© Armando Dadi / AGF
– Antonio Panzeri

 

AGI – Via libera dai giudici della corte d’appello di Brescia alla consegna al Belgio di Silvia Panzeri, la figlia dell’ex europarlamentare Antonio Panzeri, arrestato nell’ambito del Qatargate, con l’accusa di corruzione e riciclaggio.

Dopo un’ora e mezza di Camera di Consiglio e dopo aver valutato la relazione sulle carceri del Belgio, la corte ha deciso di accogliere la richiesta del mandato d’arresto europeo del giudice Michel Claise

Per il giudice di Bruxelles, Silvia Panzeri “sembra essere pienamente consapevole delle attività” del padre, insieme alla madre Maria Dolores Colleoni. Per le autorità del Belgio le due donne potrebbero essere coinvolte nel giro di soldi e regali dal Qatar e dal Marocco per agevolare le decisioni europee favorevoli ai due Paesi.

La decisione del tribunale del Riesame di Bergamo ha respinto le tesi degli avvocati della difesa. I soldi erano stati congelati dalla magistratura su richiesta della Procura di Bruxelles

La difesa: “Valuteremo il ricorso in Cassazione”

La difesa di Silvia Panzeri ha cinque giorni per fare il ricorso in Cassazione sulla decisione di consegnare l’indagata al Belgio, da parte della corte d’appello di Brescia. “Valuteremo il da farsi, bisognerà studiare le motivazioni. Una sentenza emessa due secondi fa deve essere meditata”. Lo ha spiegato l’avvocato Angelo De Riso, che insieme al collega Nicola Colli, difende la figlia europarlamentare arrestato per lo scandalo Qatargate.

Il fatto che per la madre, Maria Dolores Colleoni, si sia fatto ricorso in Cassazione non vuol dire che si procederà alla stesso modo per la figlia.

“È stato detto che gli indizi ritenuti originariamente nella convalida, che hanno portato alla concessione degli arresti domiciliari, sono ancora esistenti – spiega ancora il legale – motivo per il quale la signora per adesso rimane agli arresti domiciliari, se dovesse fare ricorso in Cassazione si sospenderebbero i termini dell’esecutorietà del provvedimento di oggi. Se non si dovesse fare nessun tipo di ricorso la legge seguirà il suo corso”. Silvia Panzeri non se l’aspettava, “così come noi difensori, avevamo delle ragioni che pensavamo potessero essere condivise, ma evidentemente questo principio di fiducia tra gli Stati è stato considerato più importante rispetto” alle motivazioni difensive.

L’avvocato Angelo De Riso ha poi spiegato che  “il tribunale ha deciso per la consegna di Silvia Panzeri in ossequio del principio di reciproca fiducia tra Stati europei. Non tenendo in considerazione, secondo questa difesa, di tutte le insufficienze della risposta belga: non si è fatta una considerazione di merito sulle nostre osservazioni ma sul principio della reciproca fiducia tra Stati europei, è stata dichiarata la consegna”.  L’indagata, sarà “consegnata al carcere di Haren, meno afflittivo, recentissimo”.

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