Con Giorgia Meloni: ginecanabasi vs. femminismo?

Politica

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Circola da qualche tempo un neologismo, «ginecanabasi», il cui impatto potrebbe andare assai oltre la mera valenza ermeneutica di “ascesa della donna”, derivante dalla sua etimologia di nome composto in greco antico da gineco (da γυνή γυναικός cioè «donna») e anabasi (da ἀνάβασις, letteralmente «andare in salita»).

L’interrogativo che si pone dunque ora è se, a differenza di altre pasticciate parole del lessico politico moderno, un simile termine possa o meno porsi in alternativa, quindi non con più o meno la mera valenza di sinonimo, rispetto al femminismo, ovvero il movimento storicamente teso a conquistare per la donna la parità dei diritti nei rapporti civili, economici, giuridici, politici e sociali rispetto all’uomo, le cui origini sono addirittura fatte risalire al tardo Illuminismo e alla Rivoluzione francese.

In un quadro di cambiamenti epocali (globalizzazione, antropocene e infosfera…), dove sempre più donne giungono al comando delle leve del potere, il dibattito intorno ai fenomeni di emancipazione femminile è destinato ad entrare in una nuova fase.

Ed è inutile girarci intorno, in Italia, con l’ascesa di Giorgia Meloni che è riuscita ad intestarsi un primato che rimarrà nella storia: prima donna Presidente del Consiglio, la questione potrà porsi in maniera ancora più significativa, tanto sul piano politico che sociologico, con un confronto serrato fra posizioni conservatrici e progressiste.

 

 

 

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