Pd: dubbi sul Manifesto dei Valori. Possibile il voto in assemblea

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Gli ex Pd di Articolo uno attendono di conoscere il nuovo manifesto del Pd, il “partito nuovo”, per decidere se rientrare o meno. Elly Schlein: “Questa fase serviva a riaprire le porte a chi era deluso”

di Paolo Molinari

Elly Schlein e Goffredo Bettini

 

AGI – Votare o non votare il manifesto dei valori in assemblea Pd. Su questo nodo si stanno confrontando i dem che hanno partecipato fino ad ora ai lavori del Comitato Costituente, da cui è nato il documento. Al momento, i dirigenti dem ostentano ottimismo sulla possibilità che si voti. Più difficile che si porti in assemblea un documento da approvare ‘salvo intese’ per poi lasciare alla nuova assemblea, che si formerà dopo il congresso, il compito di approvarla in via definitiva.

Sarebbe troppo difficile da spiegare agli iscritti, dopo un percorso congressuale sacrificato nei tempi a vantaggio del confronto sui nomi. Sulla fase costituente si è soffermata, non a caso, anche Elly Schlein durante la presentazione del libro di Goffredo Bettini.

“L’idea e l’apertura generosa del Pd di fare un congresso costituente serviva proprio a ragionare sui temi prima di gettarsi sui nomi. Siamo quattro candidature, non è detto che non ne mergano delle altre, ma credo che questa fase servisse al Pd e servisse a riaprire le porte a chi era deluso”, spiega Schlein. Un interrogativo, quello sul voto in assemblea, solo all’apparenza tecnico o burocratico: al fondo del dubbio dei dem c’è il rischio di una spaccatura nell’assise Pd.

Ma non solo: gli ex Pd di Articolo uno attendono di conoscere il nuovo manifesto del Pd, il “partito nuovo” di cui parlava anche il segretario Letta a inizio percorso, per decidere se rientrare o meno. Se il voto sul manifesto dovesse essere demandato alla nuova segreteria, Speranza e compagni sarebbero legittimati a interrogarsi sulla opportunità di entrare in un partito di cui non si conoscono ancora i valori fondanti.

Dovrebbe riunirsi il Comitato Costituente del Pd per esaminare il documento del Manifesto dei Valori, così come uscito dal percorso avviato da Enrico Letta ad ottobre. Rimane da decidere se portare il testo in assemblea nel fine settimana: fonti del Partito Democratico avvertono il rischio che il testo, frutto di un lungo confronto fra le diverse sensibilità presenti nel partito, possa portare a una conta in assemblea e a uno scontro fra chi vuole portare avanti il percorso costituente e chi potrebbe leggere nel manifesto un tentativo di mettere da parte i valori fondanti del Pd così come erano stati enunciati dal manifesto del 2008.

Dal Nazareno non trapela nulla, ma chi ha parlato con il segretario riferisce che Letta “sottolinea il lavoro intenso e approfondito” che ha portato al manifesto dei valori. Non è escluso, inoltre, che il testo possa essere posto all’esame della Commissione Congressuale di Garanzia appena istituita. Chi ha avuto modo di vedere il documento parla di contenuti “niente affatto divisivi o abrasivi”.

Nell’attesa, la Commissione Congressuale di Garanzia si è riunita oggi alla presenza di Silvia Roggiani, che è stata nominata Presidente all’unanimità. Tra i temi affrontati nella riunione quello attinente all’organizzazione della prima fase del percorso congressuale, che prevede il voto degli iscritti nei circoli territoriali.

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