Il Bari punito per i tanti errori sotto porta. Sconfitto da un inconsistente Palermo

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Foto SSC Bari

Di questo tipo di gare, chi vi scrive, ne ha viste tante, tantissime, forse troppe in relazione al blasone che pur sempre ha il Bari, gare che avrebbe meritato di vincere, o quanto meno di non perdere, ed invece le ha puntualmente e miserabilmente perdute. E oggi ne è capitata un’altra – l’ennesima – di quelle maledette.

Un Bari che ha tenuto bene il campo, ha fatto la partita, e venire sotto il Monte Pellegrino a fare la partita non era facile, né crediamo sia facile per nessuno, un Bari che ha dominato a centrocampo, ha disegnato pregevoli geometrie concedendo poco o nulla ai rosanero, che ha cercato spesso la porta, che ha creato alcune occasioni importanti per portarsi in vantaggio con Ceter e con Cheddira ma non le ha realizzate. E come spesso capita nel calcio è stato punito con il classico gol casuale sul solito rimpallo che tanto ha fatto irritare perché fosse stato confezionato con qualche pregevole fattura avremmo pure applaudito, ma subire un gol del genere fa rabbia, molta rabbia anche a chi legge, vede e giudica le gare in modo imparziale. Ma il calcio è questo: chi sbaglia paga. E così anche nella vita.

Non doveva finire così, no, perdere questa partita è un vero peccato, il Palermo si è mostrato davvero poca cosa e assolutamente alla portata. Il Bari meritava di vincere, altro che, il pareggio che sembrava ormai far capolino gli stava pure stretto, ed invece è andata così. Strani presagi sin dal mattino hanno creato un alone di perplessità quando siamo atterrati all’aeroporto “Falcone e Borsellino” con una dannata turbolenza che ha fatto ballare ed impaurire i passeggeri, poi una strana pioggia col sole in cielo, il vento abbastanza forte, quindi abbiamo provato ad esorcizzare il tutto sedendoci in una trattoria ad assaggiare le sarde in tutti i modi possibili ed inimmaginabili, e poi la pioggia a folate in serata allo stadio, roba che da queste parti non si vedeva da 50 anni visto che a Palermo le temperature sono quasi sempre al di sopra della media, quasi estive, e non è un caso che spesso in TV a gennaio o a febbraio passano immagini della spiaggia di Mondello dove i palermitani ne approfittano per tuffarsi con 20-25 gradi, la pioggia, poi, quanto meno di queste proporzioni, da queste mancava – ci hanno detto – da più di tre anni. Ecco doveva arrivare il Bari, e noi al seguito, per far cambiare la natura. E come se non bastasse, a dar fosforo al cattivo presagio, ecco anche la sconfitta immeritata. Perché il calcio è anche questo: giochi, spadroneggi in campo, gestisci bene la gara, crei occasioni da gol, le sbagli puntualmente, l’avversario non tira mai nello specchio della porta, dà l’impressione di subire il Bari che, da lì a poco, può segnare il gol della meritata vittoria, ed invece perdi la partita con il golletto da oratorio.

C’è niente da fare, il “Renzo Barbera” continua ad essere un campo tabù per il Bari che non riesce ad espugnare da tanti anni. Fa rabbia perché il Palermo quando viene a Bari, ultimamente, trova talvolta la vittoria, ma il Bari non è mai capace di vincere da queste parti.

Si continua a dar fiducia a Ceter in attesa del suo svezzamento, Dorval che alterna giocate da categoria ad altre ancora da serie D, Cheddira fa come in Qatar che si fa ammonire ed espellere nel giro di dieci minuti, sbaglia un gol clamoroso e da lui nessuno se lo sarebbe aspettato, nemmeno i colleghi di Palermo con i quali si siamo intrattenuti a fine gara, si continua a lavorare per la benedetta prospettiva ed invece si dovrebbe pensare al presente e all’immediato futuro che potrebbe essere la promozione in serie A se solo si credesse di più e se solo si avesse più coraggio.

Infine, giusto per mera obiettività, la città di Palermo conferma la sua straordinaria bellezza, sebbene incerottata da troppa incuria e decadenza.

Massimo Longo

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