A Kiev sono arrivati gli elicotteri ‘Sea King’ britannici

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Continua il pressing ucraino sulla Germania per la consegna dei tank Leopard. Appello del consigliere di Zelensky, Podolyak: “L’indecisione tedesca sui Leopard sta costando vite umane”. La replica di Mosca: “Armi offensive portano a una catastrofe globale”
L’elicottero Sea King britannico

 

AGI – In Ucraina sono arrivati gli elicotteri Sea King donati dalla Gran Bretagna. Lo ha annunciato il ministro della Difesa ucraino, Oleksii Reznikov. “Si tratta di un gran rinforzo per la Marina ucraina. La nostra cooperazione continuerà ad aumentare”, ha assicurato il ministro in un tweet.

L’Ucraina ora attende anche i tank tedeschi. Anche perché “l’indecisione” degli alleati a inviare carri armati Leopard 2 “costa vite umane”. È l’accusa lanciata dal consigliere presidenziale ucraino Mykhailo Podolyak che su Twitter ha rinnovato l’appello a fornire “le armi necessarie”. “Capirete che non ci sono altre opzioni per mettere fine alla guerra oltre alla sconfitta della Russia”, ha affermato, sottolineando che “ogni giorno di ritardo significa la morte degli ucraini. Pensate più velocemente”.

La replica russa

“La fornitura di armi offensive da parte dell’Occidente a Kiev porterà a una catastrofe globale e a misure di ritorsione russe con l’uso di armi piu’ potenti“. La sottolineatura minacciosa arriva dal presidente della Duma di Stato russa, Vyacheslav Volodin, citato da Ria Novosti.

“Se Washington e i Paesi della Nato forniranno armi che verranno utilizzate per colpire le città e tentare di impadronirsi dei nostri territori, ciò porterà a misure di ritorsione che utilizzano più armi potenti”, ha scritto Volodin nel suo canale Telegram. “I membri del Congresso degli Stati Uniti, i deputati del Bundestag, dell’Assemblea nazionale francese e di altri Parlamenti europei dovrebbero rendersi conto della loro responsabilità nei confronti dell’umanità”.

I racconti sul grande schermo

Intanto due nuovi documentari di registi ucraini che mettono in luce la carneficina provocata nel loro Paese dall’aggressione russa – e gli effetti insidiosi della propaganda del Cremlino – vengono presentati in anteprima al Sundance film festival questa settimana. ’20 days in Mariupol’, è stato proiettato venerdì sera, e ritrae con dettagli strazianti l’arrivo della guerra l’anno scorso in una città che è diventata uno dei luoghi di battaglia più sanguinosi dell’invasione, il tutto ripreso da giornalisti video sotto assedio.

‘Iron Butterflies’, presentato in anteprima domenica, racconta l’abbattimento del volo Malaysia Airlines 17 nel 2014 da parte dei separatisti armati dai russi nell’Ucraina orientale, e la sua prefigurazione del più ampio conflitto odierno.

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