Esplorando il mondo dei capricci. Intervista a Barbara Franco

Arte, Cultura & Società

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A cura di Mariangela Cutrone

Durante il percorso di crescita dei nostri figli è inevitabile avere a che fare con i capricci che possono far perdere la pazienza.  Non dobbiamo mai dimenticare che dietro un capriccio c’è tutto un mondo da conoscere ed esplorare. Imparare a riconoscerlo e soprattutto comprenderlo consente di gestire al meglio i momenti più critici. Un capriccio cela infatti un bisogno profondo in cui il mondo delle emozioni è inevitabilmente coinvolto.

È ciò che si apprende da Il Grande Libro dei Capricci, il nuovo percorso di crescita proposto da QUID+ di Gribaudo. Un libro dedicato a tutte le mamme che si trovano a vivere una fase così delicata e cruciale. Questo libro è duale. Comprende una parte ricca di storie illustrate, utile ai nostri figli per aiutarli a comprendere ciò che è alla base di un capriccio perché solo acquisendo consapevolezza di ciò che accade si può ricercare una strategia utile per superare un “momento no”.

Nei 14 racconti dei Il Grande Libro dei Capricci ritornano Pietro ed Elisa, i protagonisti dei bestseller “Il Linguaggio delle Emozioni”, “Tante Paure”, “Senza Paura” e “Il Grande Libro della Rabbia”. Questi simpatici personaggi, ai quali è inevitabile affezionarsi, ci raccontano episodi di vita quotidiana in cui i bambini si possono facilmente identificare. Ci insegnano tanti trucchi per gestire i momenti “capricciosi”.

Il libro comprende una seconda parte che è una vera e propria guida per i genitori grazie alla quale acquisire maggiore consapevolezza sulle cause scatenanti dei capricci. Fornisce gli strumenti utili per gestirli in modo efficace.

Una lettura divertente e interessante che permette di trascorrere in maniera qualitativa il tempo che dedichiamo ai nostri figli, un tempo in cui si impara tanto.

Ce lo conferma Barbara Franco, ideatrice e curatrice de Il Grande Libro dei capricci e della linea editoriale Quid + di Gribaudo, Gruppo Feltrinelli, nata per regalare ai bambini e ai genitori strumenti educativi per vivere un tempo di qualità insieme.

In questa intervista parliamo di capricci e del ruolo dell’intelligenza emotiva nel percorso di crescita dei nostri figli.

 

Com’è nata l’idea di scrivere questo libro che fa parte della linea editoriale Quid+ di Gribaudo, molto attenta alle tematiche psicopedagogiche?

Essenzialmente è nata dalla mia maternità. Sono ingegnere di base ma da circa venti anni lavoro nell’ambito editoriale realizzando libri per terzi.  Quando sono diventata mamma la mia vita è mutata completamente.  Sono cambiati i miei valori di riferimento, le mie priorità e il mio modo di percepire il mondo. Inevitabilmente sono stata assalita da tanti dubbi e incertezze nello svolgere il ruolo di mamma. Ed è stato così che ho sentito l’esigenza di ideare questa collana editoriale volta a fornire risposte alle mamme che come me affrontano quotidianamente questa grande avventura.  Il Grande Libro dei Capricci tratta la tematica dei capricci che è di grande interesse per molti genitori. Questo libro spiega come gestire al meglio i capricci che esprimono determinate esigenze da parte dei nostri bambini. Il capriccio è una sorta di escamotage teso ad esprimere un bisogno, una mancanza, una frustrazione. Appartiene al mondo della comunicazione del bambino.

Secondo lei quali sono i principali errori che noi genitori commettiamo nella gestione di un capriccio?

Pensare che un bambino faccia un capriccio per provocarci. Spesso la prendiamo sul personale ma in realtà non è così. Una prima reazione errata dei genitori difronte ad un capriccio è arrabbiarsi e ciò non fa assolutamente bene. Colti da questa rabbia negativa cerchiamo di ridurre il problema senza capirne essenzialmente la causa. Tendiamo a cercare un risultato immediato. In realtà bisognerebbe indagare sull’origine del capriccio. Spesso alla base di esso non c’è un vero e proprio problema ma una semplice richiesta di attenzione. Rintracciando le cause di un capriccio possiamo imparare a prevenirlo in un secondo momento.

Mi ha colpita che alla base del suo libro vi è un interesse spiccato nei confronti del mondo dell’intelligenza emotiva perché spesso un capriccio cela un’emozione inespressa…

Può essere scaturito da una reazione di fuga, dalla necessità di ricevere delle attenzioni. Un capriccio è anche la manifestazione di un sentimento di frustrazione. Sono tantissime le emozioni che sono alla base di un capriccio. Generato da diverse cause che nel libro abbiamo chiamato col termine di “detonatore”. È importante da parte nostra come genitori imparare il linguaggio delle emozioni. È compito nostro guidare i nostri figli in questo mondo complesso in cui ci sono le sensazioni e gli stati emotivi insegnando loro a riconoscerli, a nominarli al fine di gestirli al meglio. Si consolida così una consapevolezza emotiva che è importante per conoscere sé stessi e il mondo che ci circonda. Serve per sviluppare la capacità empatica. Il mondo delle emozioni è delicato e spinge noi genitori a risolvere questioni irrisolte come la gestione della rabbia. La linea editoriale Quid + è stata progettata proprio per intraprendere un vero e proprio percorso di crescita in cui anche il genitore è coinvolto e partecipe.

Cosa abbiamo da imparare noi genitori dai capricci dei nostri figli?

Tantissimo. Difatti come loro apprendono da noi anche noi mamme di conseguenza impariamo tanto da loro. È importante che noi genitori grazie ai nostri figli alleniamo la nostra intelligenza emotiva magari raccontando loro le nostre reazioni emotive, per far capire loro cosa proviamo in un determinato momento. Serve molto alla loro crescita emotiva.

Nel suo libro parla di educazione positiva. Come possiamo definirla?

È un approccio educativo basato sulla comunicazione, sul rispetto reciproco, la gentilezza e la comprensione. È un metodo in cui c’è anche dell’autorevolezza perché noi non dobbiamo diventare i migliori amici ma dobbiamo essere degli educatori responsabili.

Esiste davvero un metodo A.N.T.I.C.A.P.R.I.C.C.IO?

Quello di cui facciamo riferimento nel libro è un metodo che sintetizza una serie di piccole attenzioni da mettere in pratica per gestire al meglio un capriccio. Parte da una serie di analisi del bambino quando scaturisce un capriccio perché molto spesso il bambino non è al corrente di ciò che accade, non se ne rende conto. Solo se abbiamo la consapevolezza di ciò che sta accadendo possiamo anticipare determinate reazioni da parte del bambino. Questo modus operandi ci facilita nella gestione del capriccio. Permette al genitore di imparare a mettersi nei panni del bambino al fine di disinnescare il capriccio.  Se gestito bene il capriccio nel corso del tempo tende ad estinguersi.

A chi consiglia la lettura de Il Grande Libro dei Capricci?

Lo consiglio ai genitori della fascia d’età di due e tre anni, una fase delicata in cui i bambini tendono a dire sempre no. È una lettura interessante ed educativa che consiglio anche ai genitori e agli educatori.

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