Il Campidoglio ha censurato il documentario sugli effetti avversi da vaccino

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A seguito del successo in tutta Italia del documentario INVISIBILI, che apre alla discussione sugli effetti avversi da vaccino, il Comitato Ascoltami, Ali Avvocati Liberi e Playmastermovie avevano deciso di organizzare in Campidoglio, sede dell’Amministrazione comunale di Roma, di un evento-dibattito sul tema.

Per abbattere un’ultima barriera, quella della reticenza delle istituzioni ad accettare un doveroso confronto con i cittadini, anche adesso che lo stato di emergenza da Covid-19 è ormai alle spalle.

Grazie al sostegno di Fabrizio Santori, capo gruppo della Lega alla giunta capitolina, è stata richiesta il 18 Gennaio 2023 la sala della Protomoteca del Campidoglio per una proiezione di INVISIBILI in data 13 febbraio, con le modalità che già in altre occasioni hanno ricevuto il patrocinio di alcuni Comuni italiani.

Pertanto, in data 1febbraio il Comitato Ascoltami ha invitato ufficialmente i Direttori Sanitari delle principali Aziende Ospedaliere romane per avere una presenza e un dibattito libero e costruttivo, sono stati invitati altresì ufficialmente il Sindaco e tutti i Consiglieri Comunali di Roma.

Ricordiamo che il Comitato ha chiesto da sempre cure con ambulatori dedicati nel servizio pubblico che ad oggi non esistono.

Ebbene, in data 2 febbraio la Giunta Capitolina con delibera n. 38 ha ritenuto opportuno cambiare il regolamento concessione sale, quindi in conseguenza a ciò rapidamente il 6 febbraio è giunto il diniego all’utilizzo della Sala.

La Giunta ha pensato bene, di approvare con una delibera “ad hoc”, una nuova disciplina per l’utilizzazione delle sale, secondo cui è possibile che la fruizione degli spazi sia negata in caso di tematiche delicate e oggetto di forti contrasti, come si potrebbe verificare per l’evento proposto, che tocca argomenti che sollevano perplessità su recenti interventi legislativi ritenuti legittimi dalla corte costituzionale.

Con questo escamotage è stata di fatto vietata la proiezione del documentario INVISIBILI all’interno di uno spazio istituzionale, creando così un precedente che potrebbe essere adottato da altre giunte comunali.

Così facendo, è stato contrastato un documentario che, lungi da trarre conclusioni dal punto di vista scientifico (il contributo dei medici intervistati si basa sulla lettura dei dati Ema e Aifa), altro non fa che dare voce a testimonianze di cittadini che hanno riscontrato gravi patologie in seguito all’inoculazione del vaccino COVID-19 e a cui sono state negate diagnosi e cura.

“A fianco degli opportuni provvedimenti legali (che stanno venendo presi in queste ore e su cui forniremo costanti aggiornamenti), noi di Comitato Ascoltami, Ali Avvocati Liberi e Playmastermovie – si legge in una nota stampa diffusa –  che ci siamo spesi per l’organizzazione di un evento volto a restituire ai cittadini un momento di dialogo, di confronto, di accoglienza, auspichiamo che venga data la giusta eco a questi fatti gravissimi che tentano una volta di più di silenziare coloro che hanno attraversato, e attraversano tuttora, difficoltà significative”.

Chiedono pertanto ai siti di informazione genuinamente indipendenti un sostegno nel diffondere il messaggio del comunicato stampa con tutti i mezzi ritenuti più idonei (servizi, articoli, video o post dedicati) e alle associazioni e gruppi che intendono organizzare una proiezione-dibattito di INVISIBILI, di considerare ovunque possibile il coinvolgimento delle istituzioni (impiego di spazi comunali, richiesta di patrocino, invito delle autorità civili e sanitarie).

Informano inoltre che, nonostante gli ostacoli, sarà mantenuto l’impegno divulgativo di cui si sono fatti carico in occasione dell’evento INVISIBILI in Campidoglio, seppur con modalità differenti da quelle definite originariamente.

È prevista infatti, sempre per il 13 febbraio alle ore 19,30 in Piazza Campitelli 9 a Roma, una conferenza stampa a cui invitano tutte le testate che hanno a cuore di raccogliere l’appello di quanti, portatori di verità scomode, stanno rischiando di essere ridotti ad uno status di invisibilità.

Nonché la cittadinanza che, a fronte di una presa di coscienza della progressiva e inesorabile cancellazione di diritti connaturati all’essere umano in quanto tale, avverta ancora forte la determinazione a far sentire, in un fronte unito, la propria voce.

Vito Piepoli

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