L’anemone, il fiore che affascina

Lazio

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Non so in altri quartieri di Roma, ma qui a Colli Aniene, dove abito, non è facile vedere l’anemone, il fascinoso, elegante, “fiore del vento”. Qualche mattina fa ne avevo notati due in un’aiuola, nel cortile di una scuola elementare. Stesso posto dove ne avevo visto uno all’inizio della primavera dell’anno passato. Ebbe vita breve, povero fiore, giacché un giardiniere falciò l’erba e non ebbe pietà del bellissimo fiore. Ma forse neppure l’aveva notato, chissà. Purtroppo vita breve hanno avuto anche i due nuovi anemoni, giacché a distruggerli immagino sia stato qualche bambino attratto dalla loro bellezza, ma inconsapevole della fragilità del fiore del vento. Al loro posto, sono rimasti in terra tre petali azzurri, già sciupati. Non può essere stato l’incauto giardiniere, giacché l’erba non è stata tagliata. Una signora sul Gruppo Facebook del quartiere, dove avevo pubblicato la foto degli anemoni, mi aveva consigliato di avvertire il personale della scuola, di farli recintare. Non ho fatto in tempo. Un fiore che affascina, l’anemone. Dovrò aspettare l’anno prossimo per rivederne di così belli? Andrò a Tarquinia. Per gli etruschi era il fiore dei morti, e intorno alle necropoli a primavera si possono ammirare distese d’anemoni.
Carmelo Dini

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