Educazione politica

Politica

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La posizione politica dei Connazionali all’estero non può essere rapportata con quella dei cittadini residenti nel Bel Paese. I motivi sono, sostanzialmente, due: la limitata “informazione” per i fatti interni della Penisola e l’integrazione alla realtà socio/politica nei Paesi ospiti.

Intanto, l’interesse alla politica nazionale non è mai venuto meno neppure per le prime Generazioni di Migranti. E’ vero, però, che situazioni contingenti di sopravvivenza non ne avevano favorita l’estensione. Le posizioni si sono evolute proprio in quest’ultimo periodo, quando la rappresentatività formale non bastava più per garantire in Patria d’alcuni fondamentali diritti degli italiani all’estero. Ora la questione sarebbe da rivedere. Adesso sono gli eletti nella Circoscrizione Estero a non essere in grado d’affrontare le problematiche d’interesse dei loro elettori. Da questa premessa, s’è sviluppata la nostra proposta di dare operatività a un Dipartimento per gli Italiani all’Estero (DIE).

Del resto, gli eletti, residenti o meno, nella Circoscrizione Estero, ripartiti nelle quattro ripartizioni geografiche di pertinenza, fanno capo, comunque, ai Partiti nazionali. Ne consegue che la politica italiana non sostiene le esigenze di chi vive all’estero. Il suggerito Dipartimento, invece sì. Non manca, secondo noi, l’educazione politica degli elettori d’oltre Alpe ma, semmai, l’incoerenza di chi li dovrebbe rappresentare in seno al Governo. Tra l’altro, sarebbe interessante, ma anche utile, conoscere l’opinione in merito dei Connazionali che vivono oltre confine su questa nostra proposta. In politica, essere partecipativi è importante.

Giorgio Brignola

One Reply to “Educazione politica”

  1. Giorgio Pizzol ha detto:

    Condivido la proposta dell’istituzione di un Dipartimento per gli Italiani all’Estero (DIE). Credo che gli italiani all’estero abbiano la necessità di portare all’attenzione del Governo e del Parlamento le loro condizioni di vita nel paese che li ospita di modo che Governo e Parlamento possano predisporre interventi a loro tutela e per questa via mantenere vivo il legame con la madrepatria. Il Dipartimento potrebbe essere un veicolo importante per questo scopo. La possibilità di eleggere cittadini italiani residenti all’estero, a mio modesto parere, non era e non è stata uno strumento efficace per lo scopo su indicato. Con l’occasione osservo che oggi, dopo la drastica riduzione del numero dei seggi del Parlamento, il diritto di voto concesso ai residenti all’estero appare privo di qualsiasi significato ed efficacia data l’eterogeneità delle situazione degli elettori (che vivono aree di vastità enorme). Fatto questo che rende praticamente impossibile una comunicazione fra elettori ed eletti. I membri del Parlamento eletti all’estero sono destinati a rimanere isolati nel dibattito parlamentare occupato nelle questioni interne. Quindi ben venga l’istituzione proposta da Giorgio Brignola.

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