La Unione europea , la Cina e il rischio economico dell’Italia

Economia & Finanza

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 L’Italia di oggi soffre una cronica mancanza di ricambio meritocratico nella sua classe dirigente, imprenditoriale e politica  che è la vera causa del declino italiano da almeno tre decenni.

Mediamente tra il 1980 e il 2007 scoppio della bolla dovuta ai mutui subprime ,  al crollo di Lehman Brothers il PIL dell’Italia è aumentato di circa 26 miliardi l’anno. Se fossimo cresciuti con lo stesso ritmo alo scoppio della pandemia nel 2019,  avremmo avuto un PIL di 2122 miliardi invece dei 1725 storici.

TRECENTONOVANTASETTE miliardi di scarto.

Quando torneremo al livello pre crisi 2007 il PIL nel 2025 sarà pari , a  1797 miliardi  , quindi equivalente al PIL ante . DICIOTTO ANNI  PERDUTI con fior fiore di ministri dell’economia e capi di governo  ?

 Riflessione inutile :  torneremo comunque  dove eravamo nel 2005 non , che abbiamo recuperato  qualcosa poco o molto che sia.

 Sul PNRR 127 miliardi di prestiti e 82 di sussidio a “ fondo perduto” , che attenzione devono ESSERE FINANZIATI DAL BILANCIO UE quindi contributi degli STATI MEMBRI.

Quindi fatti i conti , perché la regola è CONTRIBUTI RISPETTO AL PIL NOMINALE l’Italia sborserà 40 miliardi . Quindi “ regali netti “ 82 meno 40 = 42 . Sui prestiti e rispetto ai tassi di quanto è stato approvato il PNRR un altro risparmio sugli interessi di 6 miliardi. Totale 42 + 6 = 48 miliardi che ripartiti su sei anni ( PNRR che “ scade” nel 2026 ) fanno 8 miliardi l’anno.

Ma non è finita perché poi c’è il contributo al BILANCIO europeo che complessivamente è stimato in 20 miliardi. Quindi? 48 miliardi meno 20 uguale 28 miliardi, che ripartiti in sei anni fanno nemmeno 5 miliardi l’anno.

A questo punto diventa ESSENZIALE spendere questi “ spiccioli” in INVESTIMENTI ad ALTA REDDITIVITA SOCIALE e FINANZIARIA.

  IL freno allo sviluppo delle opportunità è rappresentato dai privilegi delle rendite, che insieme alla furbizia contro le regole ha formato quel blocco ,che ha frenato lo sviluppo e portato il paese nella palude dell’impoverimento e della decadenza.

Negli ultimi 30 anni l’economia italiana ha perso34 punti di PIL

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha proposto , ieri  30 marzo, di rivedere, almeno in parte, le relazioni euro-cinesi, preannunciando strumenti che nel caso possano vietare investimenti europei nel paese. Soprattutto si coglie il cambio di prospettiva .

 Appare comunque strano considerato che il paese leader della UE la Germania in un  contesto  internazionale, caratterizzato da inflazione e scarsa disponibilità di materie prime e gas, ha registrato una  diminuzione della bilancia commerciale tutta da imputare   a un aumento del valore delle importazioni dei beni, in particolare dei prodotti delle industrie energetica e chimica . La dipendenza della Germania dalle importazioni cinesi è arrivata a registrare nel maggio 2022 un incremento mensile del 106 per cento rispetto al 2019, per oltre il 60 per cento dovuto al settore chimico. Nel settore dell’industria chimica la quota di mercato della Cina in Germania è passata dal 4% del 2021 al 17% a dieci mesi fa.

 La Cina come mercato di sbocco  vale tra il 25% e il 40% di interi settori, come quello automobilistico, dei beni di lusso e delle attrezzature industriali.

Inoltre la Cina oggi è produttore di tecnologie di altissimo contenuto innovativo e  con una classe media sempre più folta. Senza la Cina, puoi diversificare quanto vuoi ma non farai grandi cammini  Cina centrale nelle strategie dell’industria italiana.

La Cina è il più grande mercato di sbocco al mondo: automazione,componentistica ,automotive, abiti dl lusso dove conta per la metà del nostro export. totale. IL mercato dei componenti auto cesserebbe di esistere per il Nord Italia in caso di disimpegno totale verso la Cina.

 Molte industrie europee sono insediate in Cina a seguito applicazione della strategia del reshoring .  Mollare la Cina equivale indirettamente a mollare un continente di 4 miliardi di persone.

Inoltre condizioni uniche per costo della manodopera, le competenze e la logistica.  La Cina è un esportatore netto per quanto riguarda l’elettronica, i metalli di base e i prodotti chimici.

 IL PIL della Cina è pari al 18% di quello mondiale di 6 punti percentuali inferiore a quello USA, ma pari a quello della Unione europea.

 E’ leader nel settore della intelligenza artificiale , nei device elettronici per il 5 G . La ricerca “Quantum computational advantage using photons “ (Vantaggio quantistico computazionale usando i fotoni) è stata pubblicata su Science. IL vantaggio quantistico o supremazia quantistica è riferita alla capacità di un dispositivo quantistico di risolvere un dato problema computazionale ,in maniera più efficiente rispetto a qualunque dispositivo  classico.

Banalmente si riferisce al vantaggio che un calcolatore quantistico può portare in termini di velocità e potenza di calcolo rispetto a un computer classico.

 La rivoluzione nel modo di essere del paese e di noi italiani, rappresenta la condizione per evitare di completare il disastro.

Rivoluzione dentro una geopolitica e una geoeconomia ,che vede lo scontro per azzerare quello che Giscard d’Estaing chiamava il “ privilegio esorbitante” del dollaro , le valute digitali e la tendenza , a un grande reset monetario per una nuova Bretton Woods  che generi una moneta universale.

 

 

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