In Emilia-Romagna oltre cento comuni alluvionati. Oggi il Consiglio dei ministri

Economia & Finanza

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Dal governo stanziamenti per “alcune centinaia di milioni”. Pichetto: “La stima dei danni è ancora impossibile”. Nuove evacuazioni a Forlì.  In Piemonte finita l’emergenza per la piena del Po   Laura Pausini dona il cachet dei suoi concerti

AGI – È ancora difficile fare la conta dei danni causati dall’alluvione in Emilia Romagna. Fango e acqua continuano a sommergere vastissime aree. “La stima dei danni legati al maltempo che si è abbattuto in Emilia-Romagna è ancora abbastanza impossibile. Abbiamo avuto ieri sera l’elenco dei comuni da considerare ‘alluvionati’ e sono circa cento. Ci vorrà qualche giorno prima di riuscire ad avere un quadro più chiaro”, ha detto il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin.

“La prima fase è sicuramente quella relativa alla sospensione delle bollette – ha spiegato il ministro – domani ci sarà il Consiglio dei ministri a cui seguirà una riunione con il governatore Bonaccini e i rappresentanti dell’Emilia-Romagna”.

Il governo stanzierà alcune centinaia di milioni

Il governo è impegnato in queste ore nella preparazione del decreto per dare una prima risposta all’emergenza maltempo. Il provvedimento, che l’esecutivo esaminerà nella riunione del Consiglio di ministri fissata oggi alle 11, dovrebbe stanziare alcune centinaia di milioni di euro. L’importo non è ancora definito, ma il punto di caduta, sempre a quanto si apprende, porterà a quel risultato.

Domenica a Ravenna, al termine dell’incontro in prefettura con il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, e il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha chiarito che in questa fase saranno utilizzati fondi europei, ma non il Pnrr.

Non ci sarà nessun commissario

Detto che non ci sarà – precisano fonti di governo – alcuna nuova nomina di un Commissario, le misure puntano invece a un ventaglio di interventi che spaziano dall’ampliamento delle aree interessate dallo stato d’emergenza, per esempio alla provincia di Rimini e agli Comuni interessati, alla sospensione dei tributi sempre nelle aree più colpite.

“I primi provvedimenti sono per l’emergenza, per esentare aziende e cittadini dal pagamento delle imposte, per fermare tutti gli adempimenti che le persone e le imprese non possono portare avanti”, ha detto la premier.

“Dopodiché – ha aggiunto – bisogna lavorare sugli indennizzi e sulla ricostruzione, ma questo richiede una stima dei danni completa. Va fatto anche un lavoro sulla semplificazione delle procedure, e questa forse è una delle cose più strategiche ora”. Sulle risorse, bisogna “cercare di concentrarle per spendere subito quello che possiamo spendere”, ha sottolineato Meloni.

Smottamenti e danni a parchi e giardini

La Regione Emilia-Romagna è al lavoro per la ricognizione sui danni al patrimonio culturale che si sono verificati a seguito degli eventi che hanno colpito la Regione, e in particolare Bologna e la Romagna, con le alluvioni a partire dal 2 maggio. E’ prematura una valutazione complessiva dei danni che interessano Musei, Biblioteche, Archivi, Case di Illustri, Monumenti e Siti archeologici. Ma, a una prima ricognizione, sono numerosi e diffusi i contesti che destano preoccupazione e su cui sarà necessario intervenire, dopo la priorità per l’incolumità e la messa al sicuro della popolazione colpita. Il dissesto idrogeologico ha causato la perdita di importanti alberature nei parchi e giardini storici.

A Bologna, nei Giardini di Villa Spada si registrano danni a causa di una frana, mentre la biblioteca è chiusa gia’ da alcuni giorni per lo stesso motivo. Sempre a Bologna si registrano danni al Museo Medievale dove si è allagato il piano interrato, attualmente interessato da operazioni di aspirazione dell’acqua, senza comunque danni alle opere. In Romagna i danni sono riferiti alle frane, sradicamenti, inondazioni e allagamenti in corso.

Resta l’allerta rossa

Stamattina i romagnoli si sono svegliati sotto un cielo sereno, il tempo è migliore e le temperature sono in aumento, ma resta l’allerta rossa della protezione civile per le piene dei fiumi e dei corsi d’acqua minori e per le frane. In giornata sono attese deboli piogge ma non si prevedono significativi incrementi dei livelli idrometrici. Tuttavia le residue piogge osservate e previste determineranno un rallentamento dell’esaurimento delle piene su tutti i corsi d’acqua della Regione.

Nelle zone montane-collinari centro orientali permangono condizioni di vulnerabilità, con possibilità di frane sui versanti geologicamente più fragili. In particolare nelle aree collinari della Romagna e dell’Appennino bolognese, persistono condizioni favorevoli allo sviluppo e all’evoluzione di frane che si erano già attivate nei giorni scorsi.

Si spala ancora, al lavoro anche stranieri e disabili

Proseguono le operazioni di pulizia e sgombero dal fango. Mentre alcune aree del Ravennate sono ancora sott’acqua, a Cesena, Forli’, Faenza e negli altri comuni c’è uno sforzo corale da parte di migliaia di volontari che stanno dando una mano. Tra questi anche tantissimi studenti, stranieri e diversamente abili: da Forlì arriva l’esempio di un ragazzo che nel quartiere Romiti – uno dei più colpiti – nonostante sia in sedia a rotella non ha mancato di imbracciare una pala per contribuire alle operazioni di ripristino.

Molti stranieri segnalano qualche difficoltà: “ogni volta che ci mettiamo al lavoro le forze dell’ordine ci chiedono documenti e permesso di soggiorno”, dice uno di loro all’AGI. Nel frattempo prosegue la conta dei danni: il settore dell’agricoltura appare devastato da quanto accaduto

Devastata produzione agricola da 1,5 miliardi

L’alluvione ha devastato oltre 5.000 aziende agricole e allevamenti in una delle aree più agricole del Paese con una produzione lorda vendibile della Romagna pari a circa 1,5 miliardi di euro all’anno che moltiplica lungo la filiera grazie a un indotto di avanguardia, privato e cooperativo, nella trasformazione e distribuzione alimentare che è stato fortemente compromesso. È quanto emerge dal primo monitoraggio della Coldiretti sugli effetti del maltempo dal quale emerge che ai danni sulla produzione agricola si aggiungono quelli alle strutture come gli impianti dei frutteti, le serre, gli edifici rurali, le stalle, i macchinari e le attrezzature perse senza contare la necessità di bonificare i terreni e ripristinare la viabilità nelle aree rurali.

Sono centinaia le aziende agricole che rischiano di scomparire con in terreni segnati da frane e smottamenti ma a preoccupare sono anche i danni alle infrastrutture con strade interrotte e ponti abbattuti con difficoltà a garantire acqua e cibo agli animali isolati per le interruzioni nel sistema viario.

L’alluvione ha invaso i campi con la perdita di almeno 400 milioni di chili di grano nei terreni allagati, dove si ottiene circa 1/3 del grano tenero nazionale, in un contesto internazionale particolarmente difficile. Ma l’esondazione ha sommerso anche i frutteti “soffocando” le radici degli alberi fino a farle marcire con la necessità di espiantare e poi reimpiantare quasi 15 milioni di piante tra pesche, nettarine, kiwi, albicocche, pere, susine, mele, kaki e ciliegi.

Ma preoccupante è la situazione anche per i 250mila bovini, maiali, pecore e capre allevati nelle stalle della Romagna alluvionata dove si contano anche circa 400 allevamenti avicoli, tra polli, galline da uova e tacchini dove si evidenziano purtroppo diverse situazioni di criticità con migliaia di animali morti e affogati. Consistente anche la produzione di mais, orzo, girasole, soia, erba medica e molto rilevante dal punto di vista economico sono le colture da seme per cereali, bietole, girasole, erba medica e ortaggi con migliaia di ettari coltivati completamente coperti dal fango.

Sott’acqua anche ulivi e vigne che sono stati anche travolti dalle frane nelle aree collinari. Nelle aree colpite sono a rischio nell’intera filiera almeno 50mila posti di lavoro tra agricoltori e lavoratori dipendenti nelle campagne, nelle industrie e nelle cooperative di lavorazione e trasformazione.

Saline Cervia sommerse, “aiutateci, rinasceremo”

L’alluvione mette a rischio anche il pregiatissimo sale di Cervia, donato ogni anno per tradizione anche al Papa. Inondati dal Savio tutti gli 827 ettari di superficie delle saline, oggi il panorama è desolante e rischia di mandare in fumo due anni di lavoro.

4.963 interventi vigili del fuoco a oggi

Finora sono 4.963 gli interventi svolti dai vigili del fuoco impegnati a fronteggiare l’emergenza:

  • 1.148 a Bologna,
  • 2.089 a Ravenna,
  • 1.362 a Forlì Cesena,
  • 364 a Rimini.

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