Rossana Rossanda: La Sibilla Cumana del giornalismo di sinistra della Prima Repubblica

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Rossana Rossanda, giornalista, scrittrice e cofondatrice de il manifesto, potrebbe essere considerata la Sibilla Cumana del panorama giornalistico ed intellettuale di sinistra della Prima Repubblica italiana. La sua vita di battaglie e il suo pensiero critico hanno lasciato un’impronta duratura nel dibattito politico e culturale del paese.

Il 20 settembre 2020 è scomparsa un’importante figura del giornalismo e dell’intellettualità italiana: Rossana Rossanda. Giornalista, scrittrice e traduttrice, Rossanda è stata una figura di spicco del panorama politico e culturale della Prima Repubblica. La sua vita, ricca di battaglie e di idee eretiche, ha contribuito a plasmare il dibattito di sinistra in Italia.

Nata a Pola nel 1924, Rossanda ha combattuto attivamente contro il regime fascista durante la Resistenza. La sua militanza politica la porta a diventare una dirigente del Partito Comunista Italiano (PCI) negli anni ’50 e ’60. Tuttavia, la sua posizione critica all’interno del partito la porta all’espulsione nel 1969, insieme ad altri esponenti della sinistra critica come Lucio Magri, Luigi Pintor e Valentino Parlato.

È proprio con questi compagni di strada che Rossanda fonda il manifesto, inizialmente come rivista e successivamente come quotidiano. Il manifesto si distingue per la sua linea editoriale critica e indipendente, offrendo una voce fuori dal coro nel panorama giornalistico italiano. Rossanda ha dedicato gran parte della sua carriera a questo progetto, contribuendo con il suo pensiero acuto e la sua capacità di analisi.

È proprio il suo pensiero critico che le vale il confronto con la figura mitologica della Sibilla Cumana. Come l’oracolo di Cuma, Rossanda era considerata una profetessa del giornalismo di sinistra, in grado di offrire analisi e predizioni avveniristiche. La sua capacità di vedere al di là delle apparenze e di individuare le dinamiche nascoste nella società e nella politica italiana le conferiscono un’aura di saggezza e intuizione.

La Sibilla Cumana era nota per i suoi oracoli raccolti in libri di profezie, offerti al re Tarquinio il Superbo. In modo simile, Rossanda ha espresso le sue idee attraverso i libri, gli articoli e le interviste, cercando di influenzare il dibattito pubblico e di promuovere un’analisi critica delle dinamiche sociali ed economiche del paese.

La figura di Rossana Rossanda è stata complessa e poliedrica. Ha vissuto a lungo a Parigi, ed è stata amica di intellettuali come Jean-Paul Sartre. La sua formazione filosofica e il suo interesse per l’arte hanno influenzato il suo pensiero e le sue posizioni politiche.

Rossanda ha mantenuto un approccio critico e indipendente, spingendosi sempre oltre le linee di pensiero preconfezionate. Ha abbracciato una visione politica radicale e ha sostenuto la necessità di una trasformazione sociale profonda.

Durante gli anni della Prima Repubblica, Rossanda ha analizzato e criticato le dinamiche politiche ed economiche del paese, sottolineando l’importanza di un vero cambiamento sociale e di una partecipazione attiva dei cittadini. Il suo punto di vista non si è mai limitato al dibattito teorico, ma ha abbracciato anche le lotte sociali concrete, come il movimento studentesco del ’68, i movimenti femministi e il sindacato dei metalmeccanici.

Le sue posizioni non sono state prive di controversie. Rossanda ha spesso sostenuto una posizione critica nei confronti dell’Unione Sovietica e del modello di socialismo reale, senza tuttavia abbracciare l’ideologia liberale o il capitalismo. Ha sostenuto la necessità di una sinistra autonoma e non allineata, in grado di affrontare i nuovi problemi posti dalla globalizzazione e dal capitalismo finanziario.

La sua eredità nel giornalismo italiano è notevole. Rossanda ha influenzato una generazione di giornalisti e intellettuali, stimolando un approccio critico e indipendente all’informazione. Ha contribuito a creare uno spazio per un giornalismo di sinistra che si opponesse alle narrazioni dominanti e offrisse una voce autentica e plurale.

Oltre alla sua carriera giornalistica, Rossanda ha scritto numerosi libri che riflettono il suo pensiero politico e la sua visione del mondo. Opere come “Autunno italiano” e “Viaggiare inutile” hanno contribuito a diffondere le sue idee e a stimolare il dibattito intellettuale.

Rossana Rossanda è stata una figura eccezionale nel panorama giornalistico e intellettuale italiano. La sua personalità complessa, la sua intelligenza acuta e la sua capacità di vedere al di là delle apparenze hanno lasciato un’impronta duratura. Come la Sibilla Cumana, ha offerto profezie e visioni avveniristiche, guidando una generazione di pensatori critici.

La scomparsa di Rossana Rossanda ha rappresentato a una grande perdita per il giornalismo e per la cultura italiana. La sua eredità, tuttavia, rimane viva attraverso le sue opere e il suo pensiero, che continuano a stimolare il dibattito e a offrire spunti di riflessione critica.

In un’epoca in cui il giornalismo si trova di fronte a nuove sfide e pressioni, l’esempio di Rossana Rossanda ci ricorda l’importanza di una stampa indipendente, critica e coraggiosa. La sua figura rimarrà sempre un faro  per coloro che cercano la verità e la giustizia sociale.

 

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