Il Tesoro: “La ratifica del Mes renderà i Btp più appetibili”

Economia & Finanza

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“Non ci sono rischi”, scrive il capo di gabinetto del Mef in un parere inviato alla Commissione Esteri della Camera

AGI – Una eventuale attivazione del Mes, rispetto agli altri Stati membri azionisti, rappresenterebbe “direttamente una fonte di remunerazione del capitale versato” ed indirettamente “un probabile miglioramento delle condizioni di finanziamento sui mercati“. Lo scrive il capo di gabinetto del Mef in un parere inviato alla Commissione Esteri della Camera, presieduta da Giulio Tremonti, che sta discutendo in questi giorni una proposta di legge presentata da Pd ed Iv sulla ratifica del trattato sul meccanismo europeo di stabilità.

Nel documento si legge che riguardo ad eventuali effetti indiretti dell’attivazione del fondo salva stati “questi appaiono di difficile valutazione”. Secondo il parere del Mef “potrebbero astrattamente presentarsi qualora le modifiche apportate con l’accordo rendessero il Mes più rischioso e quindi maggiormente probabile la riduzione del capitale versato o la richiesta di pagamento delle quote non versate di quello autorizzato”. Ma, specifica il testo, “non si rinvengono nell’accordo modifiche tali da far presumere un rischio legato a suddetta istituzione”.

“Per quanto riguarda gli effetti diretti sulle grandezze di finanza pubblica, dalla ratifica del suddetto accordo non discendono nuovi o maggiori oneri rispetto a quelli autorizzati in occasione della ratifica del trattato istitutivo del meccanismo europeo di stabilità del 2012”, si legge nella lettera.

“Con riferimento a eventuali effetti indiretti, in linea generale questi appaiono di difficile valutazione. Essi potrebbero astrattamente presentarsi qualora le modifiche apportate con l’accordo rendessero il Mes piu’ rischioso e quindi maggiormente probabile la riduzione del capitale versato o la richiesta di pagamento delle quote non versate nel capitale autorizzato. Ciò premesso, non si rinvengono nell’accordo modifiche tali da far presumere un peggioramento del rischio legato a suddetta istituzione. Inoltre non si ha notizia che un peggioramento del rischio del Mes sia stato evidenziato da altri soggetti quali le agenzie di rating, che hanno invero confermato la più alta valutazione attribuitagli anche dopo la firma degli accordi sulla riforma”, si aggiunge.

“In particolare, l’agenzia Moody’s, nel giugno 2022, ha alzato il proprio rating sul Mes, portandolo al massimo (ad Aaa da Aa1), citando la riforma del trattato tra i fattori che hanno determinato il miglioramento del rating”, sostiene il Mef. “Inoltre, le maggiori agenzie di rating che stimano la rischiosità di un’emittente (S&P, Fitch e appunto Moody’s), al momento conferiscono al Mes la tripla a o valutazione equivalente – si aggiunge -.

Inoltre, relativamente agli effetti indiretti sulle grandezze di finanza pubblica derivanti dalla sola ratifica dell’accordo, sulla base di riscontri avuti da analisti e operatori di mercato, è possibile che la riforma del Mes, nella misura in cui venga percepita come un segnale di rafforzamento della coesione europea, porti una migliore valutazione del merito di credito degli Stati membri aderenti con un effetto piu’ pronunciato per quelli a più elevato debito come l’Italia. Quanto questo comporti in termini di possibile riduzione del costo di indebitamento del nostro Paese è, tuttavia, molto difficile da prevedere ex ante”.

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