Medio Oriente, dopo i fatti di Jenin Guterres (ONU) condanna Israele: “Protegga i civili”

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Durante l’attacco molte case sono andate distrutte e altre sono state occupate per ore dai soldati che hanno mangiato cibo e usato i loro cani per spaventare i civili palestinesi

di Alessandra Fabbretti

Foto: Medici senza frontiere

ROMA – “Gli attacchi aerei e le operazioni di terra di Israele in un campo profughi sovraffollato costituiscono la violenza più grave mai commessa in Cisgiordania da molti anni, con un impatto significativo sui civili. Torno a chiedere a Israele di rispettare i suoi obblighi ai sensi del diritto internazionale”. Così il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha commentato l’offensiva che il 3 luglio scorso l’esercito di Tel Aviv ha avviato contro il campo profughi di Jenin, che si è conclusa con 13 morti, un centinaio di feriti, almeno 3mila sfollati e la distruzione di case e strade. “Il ricorso ad attacchi aerei non è coerente con la condotta che dovrebbero tenere le forze dell’ordine”, ha aggiunto Guterres, che ha concluso: “Israele, in quanto potenza occupante, ha la responsabilità di garantire che la popolazione civile sia protetta da ogni atto di violenza. Capisco le legittime preoccupazioni di Israele per la sua sicurezza, ma l’escalation non è una risposta“.

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LE ONG: CASE DISTRUTTE E OCCUPATE DAI SOLDATI

A Jenin intanto proseguono i sopralluoghi delle organizzazioni umanitarie per definire i bisogni urgenti della popolazione e gli interventi per sopperire all’assenza di acqua ed elettricità, dopo la distruzione degli impianti da parte delle forze israeliane. “Abbiamo visto la completa distruzione di alcune case e pazienti con malattie croniche che necessitano di farmaci” ha dichiarato Jovana Arsenijevic, coordinatrice delle operazioni di Medici Senza Frontiere (Msf) a Jenin. In una nota l’ong riporta il racconto di un residente del campo, secondo cui i soldati hanno usato la sua casa come base per dieci ore. “Uno dei loro cani- ha detto l’uomo- mi è saltato addosso e sono caduto a terra, e loro hanno riso di me. Ho detto loro che avevo 63 anni e che avevo la glicemia alta. Mi hanno fatto prendere le medicine dopo due ore”.

Un residente mostra i segni dei morsi di un cane dell’esercito israeliano agli operatori di Medici senza frontiere

I CANI DEI SOLDATI USATI PER SPAVENTARE LA POPOLAZIONE

Msf continua citando la storia della famiglia di Salam, composta da cinque persone: “I soldati israeliani hanno sfondato la porta di casa sua all’una di notte, hanno puntato le armi contro di loro e sono rimasti lì per 16 ore, mangiando il cibo e giocando a carte, mentre il cane dei soldati spaventava Salam e le sue tre figlie” riferisce l’organizzazione umanitaria, che ha donato forniture mediche d’urgenza a un’équipe paramedica comunitaria che opera all’interno del campo profughi di Jenin.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

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