Il governo va avanti sul caro voli

Economia & Finanza

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Dopo la reazione scomposta dell’amministratore delegato di Ryan Air, Eddy Wilson, che certo dovrebbe essere uno degli ultimi a lamentarsi del nostro paesi, dal momento che negli ultimi venti anni, è stato sommerso da sovvenzionali locali per garantire i collegamenti nel nostro paese, il governo con un comunicato chiaro da parte del ministero guidato da Adolfo Urso ribadisce la volontà di proseguire nella sua intenzione di intervenire sul caro biglietti. “In tutta onestà nemmeno Harry Potter sarebbe in grado di decifrare questo decreto”. Sono state le parole nette dell’amministratore delegato di Ryanair, che si è sfogato con diversi media nazionali, attaccando duramente le misure del governo, contenute nel decreto Omnibus. Wilson ha annunciato ricorso contro le misure prese dal Consiglio dei ministri, dicendosi convinto che “l’Europa boccerà questa norma perché è anti-concorrenziale, va palesemente contro ogni regola di funzionamento del mercato e persino contro il buonsenso”. 

“Con questo decreto – ha aggiunto l’ad della compagnia irlandese –  io sarò costretto a ridurre i voli e le frequenze in particolare nel periodo invernale. Lo faranno anche gli altri. E in un mercato normale quando scende l’offerta salgono i prezzi. Per tutti. Non solo: dovendo tagliare le frequenze e i voli dove andrò a incidere? Su quei voli da/per le isole che d’inverno non hanno il traffico record del periodo estivo. Doppio danno per chi vive nelle isole: dovrà pagare di più e avrà anche meno voli a disposizione”. Il ministero dopo un comunicato in cui manifestava stupore per le parole del dirigente della compagnia irlandese, ha replicato in serata con una nota in cui cercava di spiegare il senso dell’intervento del governo, per mettere mano ad una situazione che onestamente sembrava davvero essere andata fuori controllo. In merito a notizie di agenzia secondo cui la Commissione europea potrebbe chiedere, come peraltro è di prassi, notizie sulla formulazione del provvedimento assunto contro i fenomeni distorsivi del mercato cui si è assistito in questa settimane, fonti Mimit precisano che nell’ambito del consueto dialogo tecnico tra gli uffici sarà fornito ampio supporto motivazionale. “Le misure adottate riguardano la tutela degli utenti in relazione ai collegamenti aerei con le Isole, dove non esistono alternative di mercato, o in presenza di eventi catastrofali, ed è giustificato dagli interventi delle autorità di controllo e di garanzia. Nel dicembre scorso è stata infatti l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato a puntare i riflettori sui picchi di oltre il 700% riscontrati nei verso Catania e Palermo a ridosso delle festività natalizie. Sempre l’AGCM ha indicato come questo incremento dei prezzi dei biglietti aerei possa essere frutto di un comportamento collusivo tra i vettori aerei, probabilmente facilitato dall’utilizzo di algoritmi di prezzo. Peraltro, sui meccanismi di profilazione nella vendita dei biglietti aerei sono disponibili ampie evidenze scientifiche riportate da prestigiose riviste internazionali” Si legge nella nota molto lunga e dettagliata del ministero delle imprese e del made in Italy. Il ministero fa anche riferimento al prezzo impazzito dei voli in situazioni eccezionali, come in occasione del deragliamento di un treno a Maggio o per alluvione in Emilia Romagna che aveva reso quasi impossibile la circolazione ferroviaria, aumentando considerevolmente la richiesta di voli, che per certe tratte aveva superato anche la cifra di 1000 euro a tratta. Esempi che dimostrano come il libero mercato in questa vicenda c’entri davvero poco o nulla, mentre sembra entrarci molto la speculazione causata dalla scarsa concorrenza e il mancato contrasto ai comportamenti distorsivi della normale dinamica domanda-offerta.

Ma certamente il ministero fa anche trapelare la sua piena disponibilità “ad un confronto nel merito anche con le compagnie aeree, come dimostrato negli incontri di oggi con Ryanair e Ita, per raggiungere soluzioni equilibrate per passeggeri e compagnie, tenendo però sempre fermo i diritti degli utenti, in particolar modo di tutte le aree meno soggette alla concorrenza perché non raggiungibili con altre forme di trasporto ad avere un servizio adeguato e a prezzi di mercato.” La Commissione europea ha acceso un faro sul decreto chiedendo spiegazioni che sono chiaramente di prassi in questi casi. Si tratta ora di vedere se e come il decreto potrà mitigare il prezzo dei voli, che vanno ad accrescere il rincaro già considerevole di stabilimenti balneari, case vacanze e alloggi, rendendo le agognate vacanze sempre più difficili per chi deve fare i conti con il proprio misero bilancio familiare.

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