Mercato robusto tra giovani ed esperti. Resta un retrogusto di amarezza per l’attaccante mancato

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Si chiude con una robusta spesa il mercato del Bari, 14 i nuovi arrivati, esattamente quelli che si preventivavano a fine torneo scorso. Decisamente positive le risorse umane che faranno parte della nuova rosa di Mignani che, finalmente, è completa in ogni ordine di ruolo. Ma rimane un retrogusto di amarezza per quello che si sarebbe potuto fare e che invece non si è fatto.

Sono arrivati: i portieri Brenno dal Brasile in prestito e Farroni dalla Vis Pesaro in cambio di Polverino, Fabrotta in prestito dalla Juventus, Koutsoupias in prestito dal Benevento, Astrologo, centrocampista dalla Vis Pesaro come scambio con Rossetti, Acampora dal Benevento, Edjouma in prestito dalla Steaua Bucarest, Faggi svicolato, Menez svicolato, Sibilli in prestito dal Pisa, Diaw in prestito dal Monza, Aramu, la punta di diamante di questo mercato, in prestito dal Genoa, Achik attaccante acquistato dal Cerignola, e Nasti in prestito dal Milan. A questi si vanno ad aggiungere Di Cesare e Pucino che a fine stagione avevano il contratto scaduto e la società glielo ha rinnovato facendo si che i due siano stati considerati a tutti gli effetti due nuovi giocatori. Sono andati via Simeri, Caprile, Mane, Bosisio, Scafetta, Marras, Cheddira, Perrotta, Polverino, Rossetti e Frattali.

Un Bari nuovo con giocatori di spessore e con un paio di giovani molto bravi che sono chiamati ad alzare il livello delle ambizioni del Bari.

Sono andati via i giocatori che hanno fatto più gol, ovvero Cheddira, Antenucci, Folorushno, Benedetti ed Esposito, ora toccherà ad altri non farli rimpiangere. I numeri e le basi ci sono, l’allenatore ha diversi pregi e qualche difetto, tra i pregi c’è quello di saper modellare subito una rosa rendendola uno “spogliatoio”, una “squadra”, una cui bozza si è già intravista in questo scorcio di campionato. Vediamo cosa produrranno questi innesti, si è messa un po di qualità sulla trequarti con Aramu e Achik coi quali c’è la possibilità di avvicinarsi verso la porta avversaria. E’ stata cambiata in toto la batteria dei portieri anche se è mancato il terzo, così come ha cambiato pelle, se non altro per tre quarti, il centrocampo, mentre la difesa è rimasta pero lo più invariata con la sola aggiunta di Frabotta.

Anche l’attacco ha cambiato completamente pelle per quanto, forse, è mancato il colpo finale in questo reparto. Si aspettava qualche punta importante, Gliozzi sembrava affare fatto ma sul gong è arrivata la notizia del naufragio della trattativa, Forte è stato “scippato” dal Cosenza, ovvero da una società decisamente non superiore al Bari, e probabilmente si sarebbe dovuto e potuto fare di più in attacco. Scheidler interessa al Principato di Andorra, lo stato minuscolo situato sui Pirenei dove il calcio è quello che è, e il che la dice lunga sulla affidabilità del giocatore il cui impegno non è mai stato in discussione. L’alternativa è quella che rimarrà a Bari.

C’è abbondanza di mezze punte che vanno bene per il gioco di Mignani, non è arrivato il quinto centrale difensivo che forse sarebbe servito tenuto conto della resa di Di Cesare che non prevederà l’impiego per 38 giornate.

C’è tuttavia delusione. I tifosi non appaiono soddisfatti nonostante il numero di giocatori arrivati, si aspettavano il colpo finale soprattutto in attacco, poi il ritardo con cui ci si è mossi sul mercato, quindi i tanti prestiti – metodologia contrattuale in vigore in ogni società, è il caso di precisare – non hanno contribuito a placare gli animi agitati degli stessi tifosi che si aspettavano qualche acquisto in più a parte gli investimenti sui giovani Faggi e Achik, soprattutto alla luce del denaro entrato dalla vendita di Caprile e di Cheddira, troppo poco in relazione ad una piazza come quella di Bari con i suoi sessantacinquemila tifosi di Bari Cagliari, e non solo. Polito, senza grosse somme a disposizione, ha fatto tanto, probabilmente la società avrebbe dovuto mettere qualcosa in più in termini economici nel portafoglio del DS. Ora sarà il campo il giudice supremo a stabilire se Polito ci ha visto bene o meno, sperando che tutti i giocatori  arrivino sani. Come diceva Pirandello: “Così è se vi pare!“.

Massimo Longo

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