Michelangelo oggi

Arte, Cultura & Società

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Sono a Firenze in V.Ghibellina a Palazzo Buonarroti, un edificio di due piani dove si trova anche il Museo di Casa Buonarroti; sono incuriosita dalla funzione di questa realtà museale nonché dalla personalità artistica del più importante scultore italiano, quel Michelangelo che suscita sempre un interesse particolare in noi fiorentini e non solo, in quanto innovatore ma anche in parte precursore di moduli artistici e istanze poi sviluppate successivamente.

E’ proprio per questo interesse che siamo venuti a parlare con il Prof. Alessandro Cecchi, Direttore di Casa Buonarroti e profondo conoscitore della storia del Museo.

Prof. Cecchi, potrebbe sintetizzare a grandi linee com’è nata questa realtà?

  • La donazione sia del palazzo che del patrimonio fu effettuata nel 1855 dall’ultimo discendente del casato, Cosimo Buonarroti, inizialmente come Ente Morale divenuto poi Fondazione dopo il 2000. Cosimo Buonarroti è stato un notevole benefattore, donando tutto il patrimonio rimasto alla collettività (contrariamente ai predecessori, che avevano già venduto molto materiale come disegni e documenti che si trovano oggi al Louvre e al British Museum…).

Quali sono le opere principali custodite nel Museo?

–   Il patrimonio artistico è costituito soprattutto dalle due sculture giovanili, la Madonna della Scala e la Battaglia dei Centauri. Risalgono alla fine del ‘400 quando lui è ancora sotto la protezione di Lorenzo il Magnifico, mirabile esempio di mecenatismo rinascimentale, che lo ospita nel Giardino di S.Marco dove ha riunito giovani talenti artistici.

Ci sono anche ben 200 disegni per la maggior parte di tipo architettonico.

C’è qualche opera che non si trova più nel Museo?

  • Sì, si tratta del Dio Fluviale, una statua in terra cruda restaurata a Firenze dall’ Opificio delle Pietre Dure e restituita di recente all’Accademia delle Arti del Disegno, a Orsanmichele.

Qui abbiamo comunque tuttora anche l’Archivio Buonarroti, pregevole raccolta di lettere, poesie e sonetti, nonché documenti originali di Michelangelo e dei discendenti.

In questa parte della città tutto parla di Michelangelo e della sua famiglia: del resto, qua vicino nella chiesa di S.Croce si può visitare la sua tomba e quelle dei suoi parenti.

Quando ha iniziato il suo percorso come Direttore?

Nel 2016 sono stato nominato Direttore da Pina Ragionieri, una signora lungimirante che molto ha fatto per la Fondazione.

Grazie anche agli sponsor, è stato raggiunto oltre il 60% degli obiettivi prefissati. Abbiamo provveduto ai pannelli bilingui, e siamo gia da qualche tempo presenti sui social, dato che oggi il pubblico s’informa anche e soprattutto in tal modo: questo ha portato come conseguenza un notevole incremento nel numero di visitatori, fra cui figurano anche molte scuole ovviamente.

Obiettivi futuri…?

Proseguirà lo studio e la valorizzazione delle opere di Michelangelo e anche dei suoi parenti, anche se certamente è stato il maestro che ha contribuito più di chiunque altro al prestigio e allo sviluppo economico della famiglia.

Inoltre ci sarà come al solito manutenzione e restauro delle opere d’arte, soprattutto di quelle più pregevoli.

E’ importante un ammodernamento costante per adeguarsi agli standard museali, per esempio con le luci a led. Verrà allestita anche una stanza con percorsi tattili per non vedenti, una stanza dei disegni con una nuova vetrina e un totem per la visione dei disegni principali della collezione, in alta definizione.

Scendiamo adesso al primo piano, dove si trovano una decina di stanze che costituiscono il Museo, e dove si può fra l’altro ammirare anche il Progetto del 1516 per la facciata mai realizzata della chiesa di San Lorenzo.

Il progetto fu commissionato da Leone X, importante Papa de’ Medici (il ‘500 è detto il secolo di Leone X).

Dopo una visita alla Galleria Buonarrotiana, si esce nel cortile trecentesco con la netta sensazione di aver visitato un luogo in qualche modo attuale malgrado gli oltre quattro secoli che ci separa

Sandra Massai Fallaci©

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