Tajani inaugura il post-Berlusconi, “Ora sulle nostre gambe”

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“Non possiamo essere più il partito che viene sempre coperto e aiutato dal suo leader”: così il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani alla festa dei giovani di Fi, a Gaeta

AGI – “Non possiamo essere più il partito che viene sempre coperto e aiutato dal suo leader. Adesso dobbiamo camminare con le nostre gambe, è il miglior modo per rendere onore a Berlusconi”.

Antonio Tajani sintetizza in questa frase, nel suo intervento finale alla festa dei giovani del partito, a Gaeta, l’orizzonte della stagione post-berlusconiana di Forza Italia. Il vicepremier e ministro degli Esteri non ha scelto a caso di fare il proprio primo comizio politico-programmatico da nuovo leader azzurro nel contesto della kermesse giovanile.

“Questa è la manifestazione – ha spiegato – che ha segnato l’inizio della ripresa politica di FI. Abbiamo voluto non a caso ricominciare coi giovani, perchè siamo e vogliamo essere il futuro dell’Italia. Berlusconi ha costruito FI perchè andasse avanti, perchè fosse portatrice dei suoi valori nel futuro e noi siamo ripartiti dai valori. È stata una tre giorni piena di contenuti. C’è un movimento giovanile vero – ha aggiunto – non truppe cammellate”. L’agenda politica, come è noto, impone due scadenze importanti a breve e medio termine: la manovra economica, con le priorità da indicare al premier Giorgia Meloni e le elezioni amministrative, regionali ed europee del 2024.

Temi su cui Tajani non si è sottratto dall’esprimere chiaramente il suo pensiero: “Noi combattiamo per dei valori – ha detto – non per una poltrona. Siamo alleati dei nostri amici del centrodestra ma anche diversi. Se no saremmo un partito unico. Siamo fieri di essere FI e vogliamo andare avanti con la nostra bandiera e il nostro simbolo e le idee di Silvio Berlusconi. Siamo convinti – ha proseguito – che le nostre idee siano le migliori per risolvere i problemi degli italiani. Siamo leali nei confronti del presidente del Consiglio e dei nostri alleati e vogliamo rappresentare l’elemento di stabilità e di affidabilità per i cittadini e anche sul palcoscenico internazionale”.

Capitolo manovra: Tajani ha citato le parole del Cavaliere: “Per far crescere l’economia c’è una triplice regola: meno tasse, meno tasse, meno tasse. Serve una riforma, una rivoluzione fiscale che è ovvio che non si possa realizzare in sei mesi, ma bisogna avere in testa un percorso che porti alla progressiva riduzione della pressione fiscale. Più si riduce la pressione fiscale più si può essere inflessibili con gli evasori”.

“Dobbiamo stabilizzare il taglio del cuneo fiscale – ha spiegato – dobbiamo detassare le tredicesime, gli straordinari e i premi di produzione. Dobbiamo cominciare dal lavoro, perchè oggi abbiamo un problema grave che è l’inflazione. Dobbiamo difendere il potere d’acquisto delle famiglie italiane”.

Su questo fronte è partito l‘affondo alla Bce: “Dobbiamo battere anche in Europa sulle grandi questioni economiche, sui tassi d’interesse e sulle scelte della Bce. Aumentare il costo del denaro in Europa significa provocare la recessione”.

Sempre in prospettiva legge di Bilancio, per Tajani “sulle pensioni minime siamo riusciti ad arrivare a 600 euro ma entro fine legislatura dobbiamo arrivare a mille euro” e “serve anche una riforma della Sanità, per una sanità di prossimità, meno Stato e più privati nell’economia”.

Sulle privatizzazioni, Tajani è tornato sulla questione porti per puntualizzare e polemizzare coi dem: “Il Pd vuole mantenere il potere dentro i porti come strumento elettorale, non come strumento della nostra economia. Figuriamoci se io penso che si possa privatizzare la sicurezza di questo paese. Però qualche servizio nei porti può essere più efficiente se dato ai privati. Inoltre – ha detto ancora – dobbiamo dare all’Italia una vera politica industriale”.

Sul fronte elettorale, Tajani ha insistito col suo disegno di creare liste aperte a componenti e candidati esterni, nel solco però del popolarismo europeo: “Le sfide elettorali del 2024 – ha detto – sono le sfide chiave della nostra storia. Abbiamo bisogno di più gente. Dobbiamo vincere, lo sforzo sarà quello di fare liste forti e competitive. Andremo avanti negli anni ottenendo risultati sempre migliori. Apriremo le nostre liste agli esterni ma andremo col nostro simbolo, e sono convinto che le prossime elezioni segneranno una svolta importante perchè dimostreranno che FI dura nel tempo ed è in grado di aggregare persone che possono venire anche da altre forze politiche”.

Da ministro degli Esteri, Tajani ha ribadito di volere “un’Italia protagonista in Europa e nel mondo, con due stelle polari, atlantismo ed europeismo”. Sull’Ucraina: “vogliamo che si raggiunga la pace ma deve essere una pace giusta, e non l’occupazione di un Paese con forze militari straniere”. Salutando la platea della kermesse, il segretario di FI si è complimentato con tutti i presenti per lo “straordinario successo”. “Gli italiani – ha concluso – guarderanno a Fi come quella forza che garantisce stabilità. Questa è la ripartenza, da domani si ricomincia comune per comune e casa per casa”.

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