Macron: abbiamo un dovere di solidarietà europea con l’Italia

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Il presidente francese: le decisioni verranno prese con Roma. L’Ue: contiamo su ogni Paese. Verso lo svuotamento dell’hotspot di Lampedusa, via oltre 3.500 ospiti; arrivano 15 addetti dell’Agenzia per l’asilo. Tajani annuncia: andrò a Parigi e a Berlino. La Germania: accoglienza sospesa è un segnale per l’Italia

AGI –  “Abbiamo un dovere di solidarietà europea”: lo ha affermato il presidente francese Emmanuel Macron, interpellato in merito alla crisi migratoria a Lampedusa, a margine di una visita a Semur-en-Auxois. “Agiremo con rigore e umanità” nel determinare se questi migranti “sono persone che hanno diritto all’asilo o se sono destinati a tornare a casa”, ha promesso il capo dell’Eliseo, assicurando che “le decisioni verranno prese con l’Italia”.

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha avuto un colloquio telefonico con l’omologo francese, Gerarld Darmanin nel corso del quale i due ministri hanno fatto un punto sulla situazione attuale dei flussi migratori nel Mediterraneo. I due ministri – informa il Viminale – hanno concordato sulla “prioritaria esigenza di una strategia che punti innanzitutto ad un rapido rafforzamento della cooperazione operativa con i Paesi di origine che possa incidere efficacemente sul blocco delle partenze, onde evitare che il problema si ripercuota anche sui movimenti secondari”.

Su questo punto e sulle iniziative che verrano rispettivamente avviate, Piantedosi e Darmanin manterranno stretti contatti per aggiornarsi anche in vista del prossimo Consiglio Affari Interni e Giustizia.

“L’incontro del meccanismo di solidarietà volontaria (Vsm) ha luogo oggi. Si tratta di un incontro tecnico. Siamo in contatto con la Germania e tutte le nostre controparti. Ma il nostro messaggio è molto chiaro: abbiamo bisogno di solidarietà e contiamo su tutti i Paesi membri per assicurarla“, ha dichiarato la portavoce della Commissione, Anitta Hipper, nel briefing quotidiano con la stampa.

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© Alessandro Serrano/ AFP

Migranti a Lampedusa

Intanto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha assicurato che “il governo è determinato e probabilmente in Consiglio dei ministri affronteremo la situazione, lunedì potremmo prendere dei provvedimenti, ma deve essere chiaro che l’azione dell’Italia non basta”. “Servono dei provvedimenti per fermare i flussi migratori. Bisogna andare avanti con i rimpatri. L’Europa non può far finta di nulla e sono convinto che la Francia comprenderà i nostri problemi. Appena tornato dagli Usa andrò in Francia e Germania”, ha sottolineato Tajani.

In queste ore l’hotspot di Lampedusa si va svuotando: entro le 20 sarano trasferite 2.800 persone. All’una di notte, inoltre, un catamarano ne preleverà circa 800 dall’isola per trasferire a Pozzallo, nel Ragusano, dove sbarcheranno domani alle 9.30. Sono 3.800 i migranti presenti questa mattina nell’hotspot, riferisce la Croce Rossa Italiana, i cui 130 operatori e volontari “stanno facendo oltre l’impossibile”, come ha sottolineato ieri il Presidente dell’organizzazione, Rosario Valastro, per assicurare beni di prima necessità.

A Lampedusa 15 addetti dell’Agenzia Ue per l’asilo

Quindici addetti del personale dell’Agenzia europea per l’asilo sono dispiegati a Lampedusa “per supportare le autorità italiane nella fornitura di informazioni sulla protezione internazionale, nella valutazione delle vulnerabilità, nonché nell’accoglienza degli arrivi e dei trasferimenti ai centri di accoglienza all’interno del Paese”. Lo rende noto su X l’Agenzia Ue.

Il sindaco di Pozzallo: “L’arrivo di altri 780 crea grave difficoltà”

Se l’hotspot di Lampedusa si svuota, quello di Pozzallo si riempie oltre il consentito. “Da notizie di stampa è circolata la notizia che nella giornata di domani, dovrebbe approdare a Pozzallo un catamarano con altri 780 migranti. Se la notizia dovesse essere confermata, si tratterebbe di una scelta che metterebbe in grave difficoltà la citta'”, ha detto il sindaco Roberto Ammatuna. “Attualmente – ha aggiunto – nelle due strutture sono ospitati 730 migranti, oltre i 100 MSNA di Cifali, che rappresentano un numero al di sopra della normale capienza. Pozzallo non si è mai tirata indietro nell’accoglienza e non lo farà mai, ma il Ministero dell’Interno deve rendersi conto che si ha a che fare con esseri umani e quindi bisogna accoglierli e trattarli come tali”.

“Inutile ribadire, ancora una volta, che bisognava organizzarsi a questo aumento di afflusso già dall’inizio dell’anno e purtroppo si affronta questo problema cosiì drammatico con ritardo. In ogni caso occorre immediatamente potenziare i servizi sanitari e fare in modo di attuare un’accoglienza equilibrata e diffusa in tutto il territorio nazionale. Comunque Pozzallo farà la sua parte e come sempre supportata dalla Prefettura di Ragusa, ma occorre però che tutti facciano la loro, garantendo sicurezza e legalità”, ha aggiunto Ammatuna.

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© Alessandro Serranò / AGF

Germania, accoglienza sospesa è segnale un per l’Italia

La Germania ha voluto “mandare un segnale” all’Italia sospendendo l’accoglienza volontaria dei richiedenti asilo prevista dagli accordi europei, tenendo conto del rifiuto italiano di applicare per la sua parte l’accordo. Lo ha affermato un portavoce del governo di Berlino.

Le rilocalizzazioni previste nel “meccanismo volontario di solidarietà europea” potranno riprendere “in qualsiasi momento se l’Italia adempie alla sua obbligazione di riprendere i rifugiati in conformità agli accordi di Dublino”, ha aggiunto il portavoce, respingendo le critiche sulla mancanza di “solidarietà” della Germania.

Metsola sente Meloni: “Lampedusa è l’Europa”

“Ho parlato con Giorgia Meloni. Lampedusa è l’Europa. E l’Europa deve rispondere insieme. La migrazione è una sfida europea e richiede una risposta europea. Non siamo lontani. La dobbiamo affrontare insieme. Il nuovo patto sulla migrazione e l’asilo è indispensabile. Urgente”. Lo scrive su X la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola.

Piantedosi: Il sistema ha tenuto

“La situazione è stata ed è abbastanza complicata. Abbiamo avuto la concentrazione in alcuni giorni, era già accaduto ad agosto, di un numero di arrivi che ovviamente ci ha messo a dura prova nella gestione del sistema di accoglienza. Io segnalo che nonostante tutto e anche nonostante alcune espressioni usate da questo punto di vista, fino ad alcune settimane fa c’era la discussione dell’ideologizzazione dello stato di emergenza: ora è stato dichiarato anche a livello comunale”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, a Napoli durante la conferenza stampa dopo il comitato ordine e sicurezza convocato dal prefetto Claudio Palomba, cui ha partecipato anche il capo della Polizia, Vittorio Pisani, rispondendo alla domanda dei giornalisti su Lampedusa.

“Ci hanno accusato di aver esagerato quando volevamo avere a disposizione procedure e metodologie per fronteggiare questa situazione – spiega – Qualcuno dice ancora che non abbiamo una visione o una previsione, invece proprio perché li avevamo messi in conto ci siamo organizzati per tempo. Nonostante situazioni sicuramente non ordinarie, da non augurarsi e complicate, c’è stata una tenuta e ringrazio il personale che lavora a Lampedusa, le forze dell’ordine, la Croce rossa”, ha aggiunto Piantedosi.

 

 

La riproduzione è espressamente riservata © Agi 2023

foto © Alessandro Serrano/ AFP – Migranti a Lampedusa

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