Una crepa filorussa nel fronte europeo per l’Ucraina

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Nelle elezioni in Slovacchia vince il partito populista Smer che si oppone all’invio di armi a Kiev. Ma non potrà governare da solo e dovrà cercare l’appoggio, ad esempio, dell’ex premier Pellegrini, costretto a dimettersi per lo scandalo seguito all’assassinio di un giornalista che indagava sui legami tra ”ndrangheta e politica slovacca

AGI – Il partito populista Smer-Sd, che si oppone agli aiuti all’Ucraina, ha vinto le elezioni legislative in Slovacchia. La formazione dall’ex premier Robert Fico ha ottenuto il 23,3% dei voti, davanti al partito centrista Slovacchia Progressista (17,03%), dopo lo spoglio del 99,43% delle schede.

Fico ha recentemente dichiarato che la Slovacchia non invierà “un solo proiettile” all’Ucraina se il suo partito salirà al potere e ha chiesto colloqui di pace tra le due parti in conflitto.

E se in passato ha salutato l’adozione dell’euro da parte della Slovacchia come una “decisione storica significativa”, durante la campagna elettorale ha preso di mira l’Ue, la Nato e Kiev nel tentativo di corteggiare gli elettori di estrema sinistra e di estrema destra.

“La guerra in Ucraina ha avuto origine nel 2014, quando i fascisti ucraini hanno cominciato a uccidere vittime civili di nazionalità russa”, ha dichiarato in un recente video. “È nel nostro interesse vitale avere buone relazioni con tutti i Paesi del mondo, compresa la Federazione Russa”, ha aggiunto, etichettando i suoi avversari filo-occidentali come “guerrafondai”.

Ha inoltre dichiarato che non permetterà l’arresto del presidente russo Vladimir Putin in base al mandato di cattura internazionale se si recherà in Slovacchia.

Da dove viene Robert Fico

Avvocato di professione, Fico ha iniziato la sua carriera politica nel Partito comunista poco prima che la Rivoluzione di Velluto del 1989 dissolvesse l’ex Cecoslovacchia. È stato rappresentante della Slovacchia presso la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo dal 1994 al 2000. Nel 1999, dopo non essere stato preso in considerazione per un posto da ministro, ha abbandonato il Partito Democratico di Sinistra (Sdl), erede politico del Partito Comunista, per fondare la propria formazione politica, lo Smer-Socialdemocratico (Smer-Sd).

L’azzardo ha dato i suoi frutti nel 2006, quando Smer-Sd ha ottenuto un successo elettorale che ha catapultato Fico sulla poltrona di primo ministro due anni dopo l’ingresso della Slovacchia nell’Unione europea.

Senza pensarci due volte, Fico ha formato una coalizione con il Partito Nazionale Slovacco (Sns) di estrema destra, dalla forte retorica anti-rifugiati e dalle spiccate inclinazioni populiste.

Fico ha sfruttato abilmente la crisi finanziaria globale del 2008 per rafforzare la sua popolarità, rifiutandosi di imporre misure di austerità. L’ingresso della Slovacchia nell’Eurozona nel 2009 ha coronato il suo primo quadriennio come primo ministro, ma le elezioni del 2010 lo hanno rispedito all’opposizione, non essendo riuscito a formare una coalizione nonostante la vittoria.

Un nuovo successo elettorale è arrivato nel 2012, dopo la caduta di una coalizione di centro-destra abbattuta dalle accuse di corruzione. Nel 2014 però è stato sconfitto nella corsa alla presidenza da Andrej Kiska, filantropo e novizio della politica.
Quando la crisi dei rifugiati ha travolto l’Europa nel 2015, Fico ha assunto una posizione dura nei confronti dei migranti, rifiutandosi di “dare origine a una comunità musulmana distinta in Slovacchia” e criticando il programma di quote dell’Ue per ridistribuire i rifugiati. Su questa piattaforma, Smer ha vinto le elezioni del 2016, ma il mandato di premier di Fico è terminato due anni dopo in seguito alle proteste nazionali per l’omicidio del giornalista Jan Kuciak e della sua fidanzata.

Le elezioni del 2020 lo hanno visto perdere ma mantenere il suo seggio in Parlamento. Nato il 15 settembre 1964, Fico è sposato con Svetlana Ficova, con cui ha un figlio, Michal, anche se i media slovacchi sostengono che la coppia si sia separata. Il suo motto preferito descrive bene la sua storia politica: “La pazienza porta sempre rose rosse”.

I possibili alleati di Smer

Smer è destinato a conquistare 42 seggi nel Parlamento di Bratislava che conta 150 membri e quindi avrà bisogno di partner di coalizione per ottenere la maggioranza. Il partito di sinistra Hlas-Sd, sorto nel 2020 da una costola di Smer, è un potenziale partner, con una proiezione di 27 seggi. L’Hlas è guidato da Peter Pellegrini, che è diventato premier della Slovacchia nel 2018 dopo che Fico si è dovuto dimettere

Pellegrini ha dichiarato ai giornalisti che non è una buona idea avere due ex primi ministri in un unico governo, ma “questo”, ha aggiunto, “non significa che una coalizione del genere sia impossibile”. I due partiti potrebbero unirsi al Partito Nazionale Slovacco, con cui Fico è già stato alleato in passato, che dovrebbe ottenere 10 seggi, per una maggioranza parlamentare di 79 seggi.

Il prossimo parlamento slovacco comprenderà anche il partito centrista Olano dell’ex premier Igor Matovic, in carica nel 2020-2021, coinvolto in una scazzottata con un membro dell’Smer durante l’accesa campagna elettorale.

Olano si è presentato alla testa di una coalizione di tre partiti che dovrebbe ottenere 16 seggi. Anche i centristi cristiano-democratici e il partito di destra Sas hanno raccolto abbastanza voti per ottenere seggi in parlamento.

foto © TOMAS BENEDIKOVIC / AFP

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