Approvato stasera dal governo il nuovo piano per la messa in sicurezza dei Campi flegrei, senza pace a causa del bradisismo e del “respiro del vulcano”

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La zona dei Campi flegrei in Campania ospita circa 600.000 residenti che abitano su case costruite negli anni, assieme ad impianti sportivi ed edifici pubblici, sopra la grande e vasta caldera di un supervulcano le cui bocche si estendono anche sotto il mare.

Il governo italiano ha appena stanziato oltre cinquanta milioni di euro per l’attuazione di un nuovo piano articolato in quattro punti per la messa in sicurezza della zona rossa nei Campi Flegrei, ove abitano circa 600.000 persone, e nella quale ormai da anni sono progressivamente aumentate – in numero e magnitudo – le scosse di terremoto dovute al fenomeno del bradisismo, con innalzamento del suolo, degassamento dal sottosuolo, odore di zolfo e danni alle abitazioni. Lo sciame sismico ha ormai raggiunto livelli di guardia e non accenna a fermarsi, perciò il governo ha deciso di intervenire con un provvedimento d’urgenza adottato proprio stasera, contenente il “piano straordinario di analisi della vulnerabilità delle zone edificate interessate” contenuto all’articolo 2.

Proposto dalla Protezione civile in coordinamento con i ministri competenti, la Regione e il sindaco di Napoli, il piano si struttura in quattro punti:

uno studio di microzonazione sismica;

un’analisi della vulnerabilità sismica dell’edilizia privata, finalizzato all’individuazione di idonee misure di mitigazione e alla stima del relativo fabbisogno finanziario;

un’analisi della vulnerabilità sismica dell’edilizia pubblica e di un primo piano di misure per la relativa mitigazione;

un programma di implementazione del monitoraggio sismico e delle strutture.

Per lo studio di cui al primo punto è stato stanziato un milione e mezzo di euro, per l’analisi al punto due tre milioni  mezzo, e 40 milioni per quella al punto tre; sono stati anche previsti 200.000,00 euro per il programma di monitoraggio.

Oggi ancora uno sciame sismico ha spaventato i residenti, con le scosse più forti che hanno raggiunto 1,8 e 2,6 di magnitudo; i bambini sono stati fatti uscire dalle scuole.

In attesa degli interventi del governo, diversi ospedali già si sono organizzati per attuare delle prove di evacuazione in caso di forti terremoti o di un’eventuale eruzione.

Il dottor Giuseppe De Natale, geologo e fisico di fama internazionale, dal 2013 al 2016 Direttore dell’Osservatorio Vesuviano, coordinatore del progetto Campi Flegrei Deep Drilling Project, ha espresso pubblicamente la sua grande preoccupazione per la situazione attuale, raccomandando che con urgenza vengano evacuate le abitazioni fatiscenti: “ho scritto al prefetto, ma non ho avuto risposta”.

La popolazione, fra mille paure, aspetta di essere evacuata con provvedimento dello Stato o di un ente pubblico, per potere ricevere i ristori e sostegni economici che per molte persone sono indispensabili per potere affrontare un trasloco anche solo provvisorio, ma ancora l’evacuazione è rinviata in attesa di segnali di pericolo più chiari.

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