Via al processo per falso per la consulente che accusò Laura Massaro: il mistero del cd sparito

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Si è aperto il processo per falso nei confronti della consulente tecnica che ha accusato la mamma coraggio Laura Massaro di aver ‘manipolato’ il suo bambino. Al centro dell’udienza il cd sparito in cui il bambino aveva manifestato grande disagio parlando del padre

Silvia Mari

ROMA – È iniziato al Tribunale penale di Roma il processo della consulente tecnica d’ufficio (Ctu) che, sul caso ormai noto di Laura Massaro, accusò la donna di essere una ‘mamma alienante’, determinando una serie di provvedimenti giudiziari che misero a rischio di prelevamento e casa famiglia il figlio della donna e che le costarono la decadenza dalla responsabilità genitoriale. La vicenda ha visto la sua conclusione in Cassazione con un’ordinanza nota come ‘Massaro‘ che ha stabilito che i prelevamenti per alienazione parentale e tutti suoi corollari (diagnosi ascientifica e disconosciuta in tutte le sedi istituzionali) sono fuori dai principi dello Stato di diritto e definitivamente in Corte d’Appello che ha stabilito che il bambino dovesse rimanere con la mamma. La Ctu è stata rinviata a giudizio per falsa perizia e falso ideologico in atto pubblico.

Nell’udienza di ieri, a piazzale Clodio, è stata interrogata mamma Massaro e la sua consulente di parte, la psicologa e consulente giuridica Bruna Rucci. Alla base del capo di imputazione per la CTU e oggetto di numerosi confronti nel corso dell’udienza un cd con le testimonianze registrate del bambino che argomentava il rifiuto del padre e che la Ctu sosterebbe, pur avendolo inserito nell’indice degli atti ritenuti dalla stessa più significativi della sua perizia, di non aver mai trovato. Un aspetto che l’avvocato di Laura Massaro ha più volte evidenziato nei suoi interventi come elemento doloso da portare all’attenzione della giudice, visto che dei contenuti di quel cd venne comunque parlato diffusamente durante le operazioni peritali e nella perizia di parte della consulente Rucci: perchè ci si dimentica di quel cd che in fin dei conti è il documento principale per indagare il vissuto sofferente del bambino e il suo rifiuto del padre?

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Laura Massaro è difesa dall’avvocato Giacomo Tranfo, mentre la CTU dagli avvocati Marco Lepri e Guglielmo Gulotta. “La consulenza e la conduzione delle operazioni peritali- ha dichiarato in aula la mamma icona della lotta all’alienazione parentale- è stata costellata da un’alterazione dei dati di realtà, da omissioni e da un atteggiamento di parzialità a mio danno. Ed è stato affermato falsamente che non c’era il cd in cui mio figlio riferiva dei suoi terribili vissuti dolorosi e sofferenti di quando frequentava liberamente il padre, da giugno 2013 a marzo 2014”.

Sarebbe in questi racconti del bambino, registrati sul cd poi scomparso, la causa del rifiuto che il minore ha sempre mostrato verso il padre, che poi ha frequentato in incontri protetti richiesti e condotti dai servizi sociali. La Ctu avrebbe da subito “rimosso, estromesso questo elemento, a cui non è stata data alcuna importanza”, ha riferito ancora Laura Massaro e avrebbe da subito indagato soltanto la madre secondo la tesi precostituita, come emerso dai racconti della parte offesa, che la mamma fosse manipolatrice e alienante e che lo condizionasse.

Va ricordato che la querela sporta da Laura Massaro e che conteneva tra le altre questioni questi riferiti del bambino e allegato il cd è stata archiviata “accorpata alle 24 nel frattempo sporte dal mio ex contro me e i miei genitori e tutte archiviate- ha precisato Massaro- perchè per loro (ndr la Procura) il quadro era quello confuso di una separazione conflittuale”. Proprio in merito alla mancata analisi del disagio mostrato dal bambino ha concentrato la sua attenzione la psicologa Bruna Rucci e ha ricordato che nella perizia della consulente del Tribunale “è mancato questo tassello fondamentale. Si è partiti da un pregiudizio verso la madre e non si è parlato delle vere istanze del bambino e del suo rifiuto paterno”.
Un vissuto di dolore che il bambino avrebbe manifestato in Ctu senza di fatto esser mai creduto, ha ricordato la madre.

“Non voleva andare dal padre, aveva sviluppato tic, enuresi notturna” fino a sviluppare una malattia autoimmune, la porpora di Schönlein-Henoch, che ha determinato 2 ricoveri e per quale, ha ricordato Massaro, “ancora oggi è in osservazione essendogli rimasto un problema di ipertensione”.
“Non è stato preso in considerazione nulla per mettere in evidenza quali comportamenti del padre portassero al rifiuto del bambino- ha denunciato ancora Laura Massaro in aula a gran voce- subito è stato puntato un faro sulla mia persona con la tesi che tutto fosse il frutto del mio essere alienante“.
Ed è stata la tesi della CTU e quindi il conseguente provvedimento del giudice a determinare quello che la donna ha definito “l’inferno in cui siamo precipitati” ovvero: “la casa famiglia, lo stop dei contatti con me- ha detto ancora Massaro- e anche l’interruzione di quelli telefonici e l’affido super esclusivo al padre”. Un incubo che ha scongiurato la Corte d’Appello nel 2020 e che ha affossato la Cassazione nel 2022 con l’ordinanza 9691 e che ha definitivamente estinto la Corte d’ Appello che nel 2023 ha restituito la responsabilità genitoriale alla mamma.

È stata la psicoterapeuta Bruna Rucci a rimarcare che in un ambito di consulenza sul disagio di un minore bisogna approfondire i motivi di quel dolore. Agli avvocati della Ctu che incalzavano se lei avesse ‘interrogato’ il minore sui fatti di quel rifiuto, ha risposto: “Esiste un modo di condurre i colloqui con i minori, non sono interrogatori. Vista la grande sofferenza del bambino non avrei mai incalzato con domande perché il mio focus è il benessere dei minori”, ha ribadito. Durante la Ctu invece il bambino, ha raccontato ancora Rucci, “veniva ‘minacciato’ dalla consulente con gli obblighi scolastici, con i carabinieri”.
Va ricordato, a questo proposito, che la terapia della minaccia sul minore è stata ufficialmente ‘ideata e riconosciuta’ da Gardner, ideatore della sindrome dell’alienazione parentale, come strumento necessario, fino alla reclusione in strutture lontani dal genitore amorevole e accudente, per ‘resettare’ i bambini.

Agenzia DIRE www.dire.it

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