Sorrisi senza mascherina in due ospedali di Roma

Interviste & Opinioni

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Quattro mani avevo sulla testa. Due maschili e due femminili. Le mani maschili, benedette mani, usavano il trapano per bucarmi il capo. Di questo mi accorgevo benissimo, essendo l’anestesia solo locale. E del resto sentivo la voce maschile che lo chiedeva, il trapano. E sebbene si trattasse di piccoli buchi, sembrava che lo strumento mi squassasse il cranio. Non so di che si occupassero le benedette mani femminili. Finito l’intervento, finita la tortura, svanita miracolosamente l’emiparesi, la giovane proprietaria delle mani femminili mi comunica che devo indossare nuovamente la mascherina, ed io, ancora frastornato, anziché pensare a ciò che mi era capitato, al rischio di morte evitato, le chiedo se lei non può tirala giù un attimo la mascherina. “Non possiamo”, mi risponde. Ma credo mi avrebbe accontentato, se non fossero state presenti altre persone.  La mattina dopo, infatti, viene a visitarmi e senza che glielo chieda, per farmi capire meglio ciò che dice, tira giù la mascherina, e sorride mentre mi parla. Mi saluta, si allontana, la chiamo, la ringrazio per aver tirato giù la mascherina. Si volta, e fa un gesto con la mano, come per dirmi prego non c’è di che.

Torno dopo qualche giorno in ospedale per essere nuovamente visitato dalla dottoressa. Non ci sono persone presenti, ed io,  spudoratamente le chiedo se non può nuovamente tirarla giù un attimo la mascherina. Mi accontenta. Senza esitare, mi accontenta. E allora glielo dico che è molto carina. Sorride e mi ringrazia. Le dico anche che è riuscita a rendermi meno penosi i giorni in ospedale. Sorride e mi ringrazia ancora. La saluto dicendole che non l’avrei dimenticata. Non l’ho dimenticata.

Pochi giorni or sono, di questa storia ho fatto cenno alla dottoressa di un altro ospedale di Roma, che mi fatto encefalogramma di controllo. Salutandola le ho detto che non osavo chiedere anche a lei di tirare giù la mascherina. Sembrava non aspettasse altro. Mi ha regalato uno splendido sorriso. E’ il vantaggio di avere barba bianca e tanti anni sulle spalle.

Però, a ben riflettere, non sarebbe giusto che sempre il medico almeno per un attimo mostrasse per intero il volto al paziente? Ovviamente nessun obbligo di sorridere.

Renato Pierri 

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