Elezioni europee: tutto ciò che c’è da sapere

Europa

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di Alice Ceccarelli

Sabato 8 e domenica 9 giugno si voterà per rinnovare il Parlamento Europeo, il principale organo legislativo dell’Unione Europea. Il ruolo dei parlamentari europei, schierati non per nazionalità, ma per affinità politica, è quello di garantire il funzionamento democratico delle istituzioni dell’Unione Europea e rappresentare gli interessi dei cittadini nel processo legislativo europeo. Alla fine delle votazioni, che avverranno in tutta l’Unione Europea a suffragio universale, si comporrà il nuovo Parlamento, che avrà un mandato di cinque anni. L’Italia, secondo un criterio di proporzionalità, è chiamata a eleggere 76 europarlamentari su 720 totali che comporranno il Parlamento dopo le elezioni.

I seggi saranno aperti sabato dalle ore 15 alle 23 e domenica dalle 7 alle 23. Per votare, bisogna portare con sé un documento d’identità, la tessera elettorale e altri eventuali documenti necessari, come la documentazione medica per le persone con disabilità per il voto assistito o l’attestazione per gli studenti fuorisede.

La scheda elettorale, che verrà consegnata prima dell’ingresso in cabina insieme a una matita copiativa, è diversa a seconda delle circoscrizioni, che in Italia sono cinque: circoscrizione nordoccidentale (Liguria, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta), circoscrizione nordorientale (Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Veneto), circoscrizione centrale (Lazio, Marche, Toscana, Umbria), circoscrizione meridionale (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia), circoscrizione insulare (Sardegna, Sicilia).

Ogni circoscrizione ha la propria lista candidati, consultabile in questa pagina del sito  del                                      Ministero  dell’Interno:

https://dait.interno.gov.it/elezioni/trasparenza/europee2024.

I programmi dei singoli partiti o gruppi di partiti sono consultabili sulle singole pagine web di ciascun schieramento.

Fac-simile Elezione dei membri del Parlamento Europeo Circoscrizione centrale,  https://dait.interno.gov.it/elezioni/documentazione/europee-2024-fac-simile-schede-di-voto

Per votare, bisogna segnare con una X il simbolo della lista elettorale, che può essere formata da un singolo partito o da un gruppo di partiti. Ci si può limitare a mettere una X sul simbolo della lista, oppure si può mettere una X sulla lista e in più esprimere fino a tre preferenze sui candidati di quella specifica lista. Per dare il voto a uno o più candidati, bisogna scrivere il nome e il cognome, o solo il cognome, di questo, o questi, sulle righe accanto al simbolo. Sulle preferenze dei candidati, bisogna rispettare la rappresentanza di genere: se si indica più di un nome, almeno uno deve essere di genere diverso dalle altre persone indicate; quindi, se si indicano due preferenze, necessariamente devono essere di sesso diverso. Nel caso non venga rispettata questa regola, verrà considerata valida solo la prima preferenza. Inoltre, non è possibile il voto disgiunto: i candidati per cui si esprime la preferenza devono far parte della stessa lista votata. Una volta espresso il voto, la scheda va ripiegata e infilata nell’urna all’uscita dalla cabina in cui si vota.

Per la prima volta, gli studenti fuori sede avranno la possibilità di votare per le liste e i candidati della propria circoscrizione, senza la necessità di rientrare nel comune di residenza: è questo quanto introdotto dalla legge n. 38/2024. I quasi 24 mila studenti fuori sede (da dati del Ministero dell’Interno), che, entro la data limite del 5 maggio scorso, hanno richiesto di poter votare fuori dalla propria circoscrizione, potranno recarsi nelle apposite sezioni speciali istituite nei capoluoghi di regione, per esprimere la propria preferenza per i candidati della circoscrizione di origine. All’uscita dalla cabina, dovranno inserire la scheda elettorale nell’urna relativa alla circoscrizione del comune di residenza.

Dopo la chiusura dei seggi, le schede verranno scrutinate; la documentazione verrà poi inviata all’ufficio elettorale provinciale e, infine, all’ufficio elettorale nazionale, dove verranno calcolati i voti ottenuti da ciascuna lista e le preferenze ottenute dai vari candidati. Nei giorni seguenti lo spoglio, si dovrà stabilire quanti seggi spettano a ciascuna lista in ogni circoscrizione e chi deve occuparli.

Per poter ottenere dei seggi al Parlamento Europeo, le liste elettorali devono superare il 4% dei voti su tutto il territorio nazionale: questo è quanto prevede la legge elettorale italiana per le elezioni europee. I partiti che non supereranno la soglia di sbarramento non avranno diritto ad alcun seggio. Nel caso in cui uno o più candidati nominati non possano andare al Parlamento, come nel caso di un’eventuale elezione della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni o della Segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, il seggio verrà assegnato al candidato della stessa lista che ha preso più preferenze tra quelli non eletti.

Alice Ceccarelli

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