Riarrestato per stupro Simone Borgese, aveva scontato in carcere 7 anni per una violenza nel 2015

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Stupro su una studentessa che è stata fatta salire in auto l’8 maggio: il colpevole è Simone Borgese, 39enne che ha già fatto 7 anni di carcere per una precedente violenza sessuale del 2015, anche in quel caso commessa l’8 maggio

Autore: Marcella Piretti

ROMA – L’ha fatta salire in auto con la scusa che il suo telefono era scarico e aveva bisogno di indicazioni per arrivare al Gra di Roma. Poi le ha preso il telefono (dicendo di dover fare un paio di telefonate) e senza ridarglielo l’ha portata in un luogo appartato e l’ha violentata. Per questa violenza sessuale, accaduta l’8 maggio a Roma nei confronti di una studentessa di 26 anni, è stato arrestato il 39enne Simone Borgese: non è la prima volta che finisce sotto accusa per uno stupro, visto che per una precedente violenza sessuale su una tassista, avvenuta nel 2015, il 39enne venne arrestato per rapina e violenza e ha passato in carcere sette anni, fino al 10 novembre del 2021. La cosa incredibile è che anche la violenza sessuale del 2015 fu commessa l’8 maggio. Nove anni fa, Borgese fermò il taxi in mezzo alla strada dicendo di dover correre a Fiumicino. Poi fece cambiare alla tassista itinerario varie volte, fino a farla finire in una zona isolata di Ponte Galeria, dove l’aveva picchiata e poi violentata.

C’È ANCHE UNA VIOLENZA NEL 2014

Oltre al caso del 2015, c’è anche un terzo episodio di violenza per cui Borgese nel 2022 è stato condannato a 2 anni e 10 mesi: avvenne nel 2014 dentro un’ascensore e la vittima fu una 17enne. Lei lo aveva denunciato la violenza ma non era stato possibile risalire al colpevole, poi dopo le notizie dell’arresto nel 2015 per lo stupro della tassista, la ragazza disse che si trattava di lui.

I FATTI DELL’8 MAGGIO

Nella nota dei Carabinieri che danno conto dell’arresto (avvenuto in base a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per violenza sessuale aggravata) è spiegata bene la dinamica dello stupro, avvenuto nel primo pomeriggio dell’8 maggio. La vittima della violenza, una giovane studentessa, si trovava alla fermata dell’autobus in via della Magliana: Borgese si è accostato con la sua auto e le ha chiesto indicazioni stradali per poter raggiungere l’entrata al Gra direzione Eur. La ragazza, ricorrendo a Maps, gli ha dato le informazioni. Lui allora, avendo la fila dietro e mostrando il suo cellulare completamente scarico, a quel punto ha aperto lo sportello e l’ha invitata a salire per accompagnarlo. Lei aveva accettato.

“Una volta ripartito con l’auto, aveva chiesto alla ragazza di poter effettuare una chiamata con il suo telefono ma, dopo aver fatto due telefonate senza risposta, lo aveva tenuto in suo possesso iniziando a farle delle avances insistenti“, scrivono i Carabinieri. La giovane, intimorita e impaurita, poiché l’uomo aveva proseguito la marcia raggiungendo una zona isolata, a lei sconosciuta, è stata poi costretta a subire una violenza. Il soggetto ha poi restituito lo smartphone alla ragazza, riaccompagnandola nei pressi di Villa Bonelli.
Gli investigatori, grazie alle informazioni e descrizioni fornite dalla vittima, hanno svolto un’intensa attività di indagine durante la quale hanno visionato anche le immagini del sistema di videosorveglianza cittadino presente sul tragitto percorso dall’uomo. Hanno mostrato anche un album fotografico con i volti di alcuni uomini, tra cui Borgese che è stato riconosciuto dalla vittima. Il gip ha disposto per lui il carcere.

 fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

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