VIDEO | Non ha un braccio, ma è così forte che gareggerà sia alle Paralimpiadi che alle Olimpiadi

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ROMA – Bruna Alexandre non ha il braccio destro. Un coagulo di sangue gliel’ha portato via quando aveva solo pochi mesi. Ha iniziato a giocare a tennistavolo a sette anni. Alle Paralimpiadi di Rio 2016 ha vinto due medaglie di bronzo, a Tokyo 2020 un argento in singolare e un bronzo a squadre. Ora ha 29 anni e a Parigi farà il bis: è così forte che la federazione brasiliana le ha chiesto di gareggiare sia alle Paralimpiadi che ai Giochi Olimpici. Si allena con lo skateboard e il futsal per migliorare equilibrio e coordinazione. E’ la prima brasiliana della storia. Una storia di confini abbattuti, barriere mentali dissolte. Rivincite.

Non è la prima in assoluto a fare il “salto”: nel suo sport c’erano già riuscite la polacca Natalya Partyka e l’australiana Melissa Tapper, tra Pechino 2008, Londra 2012 e Rio. C’è il precedente, un po’ diverso, della croata Sandra Paovic, che aveva partecipato alle Olimpiadi del 2008 prima di subire un infortunio alla colonna vertebrale in un incidente stradale, e tornare all’agonismo – vincendo l’oro – alle Paralimpiadi del 2016.

Ma ovviamente gli esempi che più di ogni altri hanno scalfito ogni grado di separazione tra sport e disabilità sono Oscar Pistorius e la nuotatrice Natalie du Toit.

“Sono molto felice di avere l’opportunità di rappresentare tutti i brasiliani con disabilità ai Giochi Olimpici e di dimostrare che posso giocare ad armi pari con qualsiasi atleta”, ha detto Alexandre. “Ho il sogno di diventare un campione paralimpico, e giocare contro atleti senza disabilità mi rende più forte nel perseguire questo obiettivo.”

 fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

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