Iolanda Ferraro intervista la curatrice di un libro per bambini: “Quello che conta è dare retta ai semplii”

Interviste & Opinioni

Di

di Lana Lia

Qual è l’opera che hai scelto oggi?

L’opera che ho scelto oggi è una raccolta di storie brevi per bambini, scritte dai miei genitori per me, di cui io sono curatrice, co-editor e ideatrice del collage di copertina. Si intitola “Buonanotte con mamma Olla” ed è acquistabile su Amazon a un buon prezzo, oppure, in PDF a €3 tramite me. Altrimenti sempre cartaceo su Lulu.

Perché hai scelto quest’opera , in cosa ti

rappresenta?

Quest’opera non mi rappresenta esattamente, sono delle storie scritte per farmi superare dei momenti particolari tipo l’avversione per un cibo specifico. In generale, mangiavo tutto. Oppure superare la paura delle forbici quando bisognava tagliare le unghie dopo il bagno.

Raccontano anche come sia l’amicizia vera rispetto a quella possessiva.

Ci sono due personaggi che hanno dei soprannomi che avevo io. Cippo ero io e quindi Cippo verde viene da lì. Poi ci sarà anche Cipposauro, però non diciamo tutto subito, e Patitù che era un altro mio soprannome.

Ovviamente, il bambino è quello che deve imparare è molto più discolo di me perché è più grande rispetto all’età che avevo io. Deve anche creare l’avventura per tenere alta

l’attenzione dei bambini e, in primis, logicamente la mia all’epoca. Questo libro rappresenta la mia infanzia le nostre lotte piccine per i piccoli problemi quotidiani che un po’ tutte le famiglie hanno.

Ricorda i nostri soprannomi: Cippo, Patitù, scoiattolo – da cui tribù degli Scoiattoli neri – Squò ,che è diventata una finta parola indiana la quale, nella storia, si riferisce a scoiattolo anche se, in realtà, non è così. L’abbiamo fatto noi. Quest’ultimo è il soprannome di mia mamma. Grande bisonte era mio papà, grande e forte: il capofamiglia, quindi il il personaggio è il capo indiano e anche della famiglia di cui si raccontano le avventure.

Mia mamma ha inventato il gatto Semiverde che, anche lui, è un bel personaggio particolare. Esso insegna qualcosa sui rapporti, sulle invidie e sulle gelosie

Qual è il messaggio che vorresti trasmettere con quest’opera?

Il messaggio che vorrei dare con questo libro è che noi siamo sempre qui, qualunque

cosa cerchiate di farci, noi siamo sempre qui. Le abbiamo superate e le supereremo. Non ci avete ancora distrutti: Noi siamo qui e siamo ancora in tre, anche se in modo diverso. E, per gli ascoltatori, di non arrendersi perché, tante volte, un sogno sembra non potersi avverare ma poi, quando meno uno se lo aspetta, dopo tanti anni si può realizzare e proprio per mano di chi non credevi potesse farlo.

Quindi un grande richiamo a chi, perché purtroppo c’è, prende e cestina i manoscritti

delle persone non famose e risponde: “ No, no, siamo pieni. No, no, non va bene” anche se, in realtà, non ha letto nulla. Per favore, smettila di fare questa cosa perché, tante volte, puoi distruggere dei sogni di qualcuno e puoi perder qualcosa di buono. Quindi,non fare più questo. Dai l’opportunità a tutti – anche se non sono importanti, non sono conosciuti. Visto che ora è l’epoca dei social, anche se l’autore non ci bazzica, non ha milioni di follower, dagli una possibilità. Non è importante quello. Conta come viene fatto il lavoro, lo scopo vero: mandare avanti delle notizie, dei sentimenti, delle idee che portino al bene e alla semplicità.

Che portino all’unità alla vera famiglia, ricostituita oppure sempre quella, ma vera perché vive di ciò che effettivamente la rende tale cioè

l’amore. Un’unione tra queste persone che non si può spegnere qualsiasi cosa gli altri dicano o facciano.

Quanto ti rispecchia quest’opera nella tua sulla tua vita vissuta?

Nella mia vita conta questo: dimostrare che ce l’ho fatta a portare a termine questo lavoro. Finalmente, mio papà ha pubblicato queste storie che sono state le prime ad essere inviate agli editori. Tramite me è riuscito ad avere il suo libro. I bambini che lo hanno letto l’hanno apprezzato. Perciò, l’importante è dare retta ai semplice.

Lana Lia

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