Telomeri e Longevità

Ambiente, Natura & Salute

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I telomeri sono dei cappucci sopra il terminale dei cromosomi, organuli delle cellule implicati nella divisione e deputati a dare stabilità al DNA evitando che si riavvolgano su stessi e siano artefici di una divisione cellulare irregolare. Un danno a carico dei telomeri, come in situazioni di stress, rende la divisione cellulare  più difficile e di conseguenza  la capacità dell’organismo di generare nuove cellule. Un po’ alla volta l’organismo stressato si avvia in tal modo verso un invecchiamento precoce. Il fenomeno è stato osservato su madri che dovevano accudire bambini malati, confrontate con altre che avevano invece bimbi sani. Le madri stressate mostravano telomeri che ci si sarebbe aspettati di trovare in donne più anziane di circa 10-15 anni. Poiché i telomeri si allungano per azione della telomerasi, si sta discutendo molto sulla funzione di questo processo sia per la longevità che per il cancro. Laddove i telomeri si accorciano fino a raggiungere una lunghezza critica, la divisione cellulare si arresta e le cellule entrano in una fase conosciuta come stato di “senescenza”. Invece cellule a proliferazione continua, come ad esempio quelli delle gonadi maschili o  embrionali hanno una telomerasi particolarmente attiva. Normalmente  le cellule somatiche dell’organismo umano, presentano un’attività telomerasica molto bassa, o addirittura assente, al contrario quelle cellule cancerose. Per evidenziare la correlazione tra attività telomerasica e longevità è stata modificata in laboratorio la lunghezza dei telomeri, di cromosomi appartenenti a cellule di individui d’età compresa tra 0 – 93 anni. Riattivando, con analoghi delle teIomerasi, la lunghezza dei telomeri accorciati, si è dimostrato  che la  loro lunghezza  sia un marcatore  per l’invecchiamento delle cellule somatiche umane. Accorciandosi ad ogni divisione cellulare, i telomeri si comportano come veri e propri “ orologi molecolari “, indicando il numero di volte in cui la cellula si è divisa. Un’altra prova a favore dell’ipotesi della correlazione esistente tra invecchiamento e telomeri è stata offerta dal clamoroso caso della pecora Dolly. Analizzando, infatti, il DNA della famosa pecora, i ricercatori scozzesi scoprirono che la lunghezza dei telomeri corrispondeva a quell’attesa per l’età della cellula donatrice. Dolly sarebbe dunque nata geneticamente “vecchia” di sei anni. Molti laboratori di ricerca, stanno cercando il modo di resettare l’orologio biologico al fine di ottenere l’allungamento delle estremità cromosomiche nelle cellule eucariotiche e rallentare quindi i processi di invecchiamento.  Pertanto, se con lo studio approfondito delle telomerasi, si riuscisse a capire il funzionamento esatto dell’orologio biologico che scandisce il tempo in ognuno di noi, potremo controllare longevità e cancro. La strada, pur essendo ancora lunga, fa intravedere ugualmente una possibilità concreta di lotta all’invecchiamento e al cancro, in fondo la cellula tumorale è solo una cellula tornata bambina e immatura come fosse ancora allo stato embrionale. Per saperne di più contattare :   https://www.longevitycenter.it/ 

Umberto Palazzo

Editorialista de Il Corriere Nazionale.net

 

 

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