A proposito di felicita’

Interviste & Opinioni

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Secondo il Word Happiness Report 2024, il rapporto annuale del SDSN (Sustainable Development Solutions Network) dell’ONU che misura il grado di felicità delle persone nei vari Stati, ai primi posti si trovano i paesi nordeuropei o scandinavi come la Finlandia che è la prima da 7 anni, la Danimarca, l’Islanda, la Svezia, ma anche la Svizzera e l’Australia per esempio. E’ sempre più o meno così, i primi posti vengono assegnati a questi paesi (ne vengono confrontati più di 140). Gli USA sono al 23° posto, perché è molto diminuito il benessere giovanile.

Purtroppo l’Italia ha perso ben otto punti dall’anno scorso, risultando al 41° posto dopo l’isola di Malta.

I concetti di fondo su cui si basa il Rapporto sulla felicità sono che la felicità si possa valutare chiedendo il parere delle persone nei sondaggi, e che si possa individuare cosa gli abitanti di un paese considerino benessere ossia a quale modello di felicità s’ispirino. Lo scopo di tutto questo dovrebbe essere quello di porsi l’obiettivo di migliorare la qualità di vita per ottenere una comunità più serena e soddisfatta, tenendo presente che le condizioni possono bruscamente variare in caso di catastrofi naturali, guerre ecc… Sciagure imprevedibili, diciamo.

Vengono usati dei parametri per misurare il benessere e la felicità: aspettativa di vita, solidarietà,   grado di libertà, livello di corruzione, Pil ecc… che non riguardano solo lo sviluppo economico ma anche la percezione che la società ha del quotidiano, della qualità della vita sociale, del lavoro, della vita relazionale, della comunicazione, dell’informazione e di quant’altro costituisce  l’esistenza.

Qualche perplessità può nascere considerando che la felicità è uno stato d’animo, quindi del tutto soggettivo, un dato non comparabile né confrontabile da un individuo all’altro: tuttavia esistono criteri oggettivi come libertà, corruzione, Pil, aspettativa di vita, che possono essere misurati con una certa precisione e danno l’idea di come si vive in un paese (fermo restando che alla base di tutto     c’è ovviamente un’elaborazione statistica).

Il grado di soddisfazione soggettiva e oggettiva, ovvero personale e sociale, è quindi in qualche misura rilevabile: non penso si possa quantificare esattamente la sensazione di benessere però ci possiamo avvicinare molto, infatti tutti più o meno hanno un’idea di come si viva nei vari paesi e di dove piacerebbe andare ad abitare oppure no. Naturalmente conviene essere flessibili: la duttilità può rendersi utile, infatti c’è anche chi sceglie un luogo di vacanza pensando che mai e poi mai vorrebbe viverci e invece rimane lì ad abitare felice e contento… Cose che succedono.

Oggi è più difficile orientarsi in tutto questo, data l’egemonia del monopolio oligarchico mondiale che provvede a destrutturare ciò che faticosamente era stato pensato, costruito e consolidato negli ultimi due secoli; pensiero e azione avevano prodotto benessere, non v’è dubbio.

Adesso siamo in un momento di passaggio (verso cosa…?), un periodo confuso che richiede tutto il nostro coraggio e la nostra determinazione per lasciare una traccia positiva nonostante il marasma.

Quanto alla felicità, valgono le parole di Leopardi: l’immaginazione è la prima fonte della felicità umana.

SandraFallaci©

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