Giornata conclusiva dell’iniziativa di educazione alla legalità “Nei panni di Caino per capire e difendere le ragioni di Abele”

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Si è svolta oggi, presso la Scuola Superiore di Polizia, alla presenza del Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Vittorio Pisani, la giornata conclusiva del progetto di educazione alla legalità “Nei panni di Caino per capire e difendere le ragioni di Abele”.

L’iniziativa è stata promossa dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza – Direzione Centrale per la polizia stradale, ferroviaria e per i reparti speciali della Polizia di Stato, in collaborazione con il Dipartimento di Psicologia della “Sapienza” Università di Roma, nell’ambito delle azioni del Ministero relative al PON Legalità, con l’obiettivo di creare un filo conduttore tra le Forze di Polizia e i giovani che si trovano in contesti a rischio devianza e connotati da un elevato livello di criminalità.

Nell’ambito del progetto, che ha coinvolto 1.631 studenti di 80 istituti scolastici di secondo grado delle Regioni PON (Calabria, Basilicata, Puglia, Campania, Sicilia), sono stati sviluppati, grazie all’intervento degli operatori della Polizia di Stato e del team di psicologi della Sapienza, percorsi educativi mirati alla prevenzione dei comportamenti antisociali, utilizzando metodologie formative innovative che hanno consentito ai giovani, mediante visori in 3D, di immergersi in scenari virtuali di illegalità costruiti per indurre stati emozionali profondi.

 Gli esiti della relativa ricerca scientifica che ha visto coinvolti e coinvolte il 52.8% di ragazzi e il 47.2% di ragazze di età compresa tra i 14 e i 19 anni (età media 16.09 anni) ha dato la possibilità di indagare la loro percezione su questi temi e l’impatto emotivo cui ha portato il vivere l’esperienza dei 12 scenari realizzati nell’ambito del progetto e dei modelli formativi ad essi collegati. Alla domanda: “quanto raccomanderesti questa esperienza formativa con l’utilizzo di scenari virtuali ad un/a amico/a”, su una scala da 0 a 10, l’86% dei/delle partecipanti (9 ragazzi/e su 10) hanno risposto con un valore tra compreso tra 8 e 10. Rispetto alla domanda: “ritengo che questa esperienza mi abbia fatto vivere forti emozioni?” su una scala da 1 a 5, i ragazzi hanno risposto per l’82% con valori compresi tra 4 e 5 (8 ragazzi su 10). 9 ragazzi su 10, rispondono che c’è un concreto rischio per i ragazzi e le ragazze della loro età di essere “vittime” in Rete (89,1%), ma quando si chiede loro di indicare se esista un possibile rischio di vittimizzazione on-line per sé stessi il risultato cambia e solo 5 ragazzi/e su 10 (54%) valuta questo possibile rischio come medio-alto. In particolare, le ragazze percepiscono la possibilità che questo possa accadere con maggiore prevalenza rispetto ai ragazzi.

Inoltre, soprattutto le ragazze percepiscono come maggiormente probabile un concreto rischio per ragazzi e ragazze della loro età di scambiare confidenze e immagini private con degli sconosciuti (8 su 10; 83%) e 8 su 10 (79.8%) ritengono che possano verificarsi diffusioni di immagini non autorizzate on-line e su canali social tra coetanei.

Sono stati analizzati i vissuti emotivi di ragazze e ragazzi a seguito della partecipazione a questa esperienza: le emozioni e le sensazioni che maggiormente emergono sono rabbia, tristezza, ansia, paura, dispiacere, curiosità, empatia, capacità di riflessione, interesse e ascolto.

Rispetto a cosa ha lasciato loro questa esperienza, alcuni/e riferiscono che: “È interessante vedere certe situazioni da questa prospettiva. Fa capire molte cose”, “Credo che sia un’esperienza che tutti dovrebbero fare perché ti aiuta a riflettere”, “Ti permette di immedesimarti in situazioni attuali e di pericolo”, “Con l’utilizzo di questi scenari si possono realmente vivere le situazioni che ogni giorno sottovalutiamo”, “È molto realistica e fa vivere emozioni forti”, “Mi ha fatto entrare nei panni del protagonista e quindi vivere l’esperienza come se fossi io”, “Voglio che anche i bulli capiscano cosa prova chi è dalla parte della vittima”.

Durante la mattinata, il referente regionale scolastico per la Calabria, Dott.ssa Sofia Ciappina, ha illustrato l’esperienza dell’utilizzo dei dispositivi di realtà virtuale nell’ambito della realtà scolastica territoriale, mentre l’atleta paralimpico delle Fiamme Oro Manuel Bortuzzo ed il regista Alessandro Celli, della serie Netflix DI4RI, testimonial dell’evento, hanno condiviso la loro esperienza sull’utilizzo della realtà virtuale per la visione degli scenari.

L’incontro si è concluso con il saluto del Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Vittorio Pisani che , nell’esprimere apprezzamento per l’iniziativa odierna, ha sottolineato come il progetto, dall’importante carattere educativo, possa essere implementato nel settore della formazione dei minori che, secondo recenti dati statistici, sono sempre più coinvolti nella commissione di reati violenti. “Questa fascia d’età merita una particolare attenzione, occorre, come avveniva un tempo, una alleanza educativa tra la famiglia, la scuola e la parrocchia dove venivano trasmessi gli stessi valori educativi, ispirati alla legalità, anche attraverso la pratica sportiva”.  Per queste ragioni,  la Polizia di Stato promuoverà “giornate della legalità” con il coinvolgimento degli studenti delle classi quarta e quinta superiore. Il Prefetto Pisani ha annunciato l’imminente sottoscrizione di un Protocollo con il Ministero dell’Istruzione per affermare nei giovani i valori della legalità e per confrontar

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