Il romanzo della Bibbia

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Il Romanzo della Bibbia  ha aperto lunedì sera la XXVI edizione del Festival ‘Teatri Antichi Uniti’ (TAU), rassegna regionale di teatro classico che in un dialogo aperto, tra passato e presente, tra beni e attività culturali, offre anche l’opportunità di ‘fruire’ dei luoghi marchigiani di interesse archeologico.
Lo spettacolo -prodotto da Corvino e CTB Centro Teatrale Bresciano e svoltosi a Pesaro, nella cornice verde del Miralfiore, il più bel parco cittadino- poggia su una storia narrata a due voci: quella narrante appartiene a Aldo Cazzullo (giornalista del Corriere della Sera) mentre il talentuoso artista Moni Ovadia lo accompagna con letture, interventi e canti.
Le musiche – che spaziano dal sacro al contemporaneo – sono curate da Giovanna Famulari, brava a creare una struttura musicale mistica su cui sfilano, enfatizzate, le parole della Bibbia (luci e direzione tecnica Stefano Delle Piane).
Chi pensa che i due protagonisti siano molto diversi tra loro, non s’inganna:
«Siamo due persone molto diverse…io avevo bisogno di avere al mio fianco un artista. Lo vidi in uno spettacolo che si chiamava Il Casellante, tratto da Camilleri, in cui interpretava sei personaggi diversi. Pensai fosse un genio. Moni Ovadia è il più bravo interprete che abbiamo in Italia. Non ha mai studiato recitazione e sono 61 anni che sta sul palcoscenico perché il suo talento è un dono di natura. Parla mille lingue, nello spettacolo precedente ha cantato in ebraico, russo, spagnolo, greco…Il pubblico piangeva quando cantava Lili Marlene in tedesco» -ha raccontato Cazzullo alla stampa.

Nello spettacolo la voce di Moni (vero nome Salomone, nato a Plovdiv in Bulgaria nel 1946) è quella di Dio. Canta soprattutto in ebraico ma anche in inglese e italiano. Vi figurano brani come ‘La battaglia di Gerico, ‘Let my people go’, ‘Amazing Grace’, e si finisce con un ‘Halleluiah’ liberatorio cui si unisce -seppur timidamente- anche il pubblico.
Il racconto tocca alcuni degli episodi e dei personaggi più noti dell’Antico Testamento: la creazione del mondo, Caino e Abele, il diluvio universale e l’arca di Noé, Mosè, Isacco, Sodoma e Gomorra… ‘da Abramo fino alla profezia di Isaia che preannuncia e lascia intravedere l’arrivo del Messia’.

Raccontiamo anche le grandi donne della Bibbia, tra cui Ester e Giuditta.
E poi raccontiamo Il Cantico dei cantici, la più bella poesia d’amore che sia mai stata scritta. Ne l’Ecclesiaste ci viene detto che c’è un tempo per ogni cosa, per uccidere e per sanare, per seminare e per raccogliere, per la guerra e per la pace: il nostro auspicio è che venga il tempo per la pace.
Sarebbe ipocrita negare che la Bibbia non racconti anche la guerra.
Gli ebrei combattevano contro i filistei : è come la guerra di oggi, poiché i filistei sono gli antenati dei palestinesi.
Sansone venne fatto prigioniero a Gaza e distrusse il tempio chiedendo amore ai filistei.
Quando l’esercito egiziano inseguiva gli ebrei nel Sinai.. si tratta dello stesso campo di battaglia in cui Israele ed Egitto si affrontarono in due guerre, quella del ‘67 e quella del ‘73’– ha concluso Cazzullo stanco e contento alla fine dello spettacolo durato circa 2 ore e mezzo.
Ovadia è molto bravo, come sempre.

Il Festival TAU – circuito multidisciplinare di teatro, musica, danza e circo contemporaneo delle Marche, organizzato da AMat, con il patrocinio di Regione Marche, MiC e 14 Comuni del territorio (Ancona, Ascoli Piceno, Castelleone di Suasa, Corinaldo, Falerone, Fano, Macerata, Monte Rinaldo, Pesaro, Porto San Giorgio, San Severino Marche, Senigallia, Sirolo, Urbisaglia): è un prezioso scrigno che esalta le ricchezze archeologiche regionali e i contenuti di spettacolo.
Da ben 26 anni è un fiore all’occhiello della scena nazionale. Nell’anno in corso 32 sono gli appuntamenti e 14 i siti coinvolti.

Maria, il grande enigma della Cristianità, vergine e madre, corpo sensuale e spirituale, sarà al centro del testo di Giovanni Testori ‘Interrogatorio a Maria’, interpretato da Maria Chiara Arrighini presso la Chiesa sconsacrata di San Francesco a Fano (11 luglio).
Il 17 luglio, sempre al Parco Miralfiore, Metamorfosi (tratto dal poema di Ovidio, a cura dei performer e musicisti Munedaiko) proporrà una sorta di concerto di musica, corpo e parola capace di restituire la potenza visiva e sonora di cui il testo di Ovidio è ancora oggi sorprendentemente portatore.
Un’estate indubbiamente interessante.
Paola Cecchini

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