Sessualità femminile nelle Dee

Arte, Cultura & Società

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Cinque dee dell’Olimpo, rappresentano nel patriarcale mondo antico,l’archetipo di immagine femminile umana.

Tre delle cinque dee dell’Olimpo sono vergini, con Atena guerriera mascolina e sapiente, Artemide cacciatrice e guerriera ed Estia, sorella di Zeus e custode del tranquillo focolare domestico. 

Atena è nemica della femminilità, vergine e nata da un uomo poiché quando la madre era incinta Zeus la divorò facendola poi nascere dalla sua testa con un colpo di ascia di Efesto e già armata per invocare la guerra. Negli antagonismi tra uomini e donne si schiera sempre con i primi essendo lei stessa nata da un uomo.

Artemide, Diana per i Romani, lancia frecce e tiene lontano uomini e dei preferendo la compagnia di bestie selvagge, venerata dalle Amazzoni anch’esse nemiche degli uomini e armate dell’arco con una corta tunica che lasciava scoperto un seno per facilitare il tiro. Artemide è forse l’evoluzione della dea madre di Creta protettiva e mai sottomessa a un matrimonio.

Estia, è un’anziana signorina che preferisce la quiete di casa di cui è protettrice, vergine anche lei e mai rappresentata in fattezze umane ma comunemente identificata come una fiamma ardente.

Dioniso  è il dio del vino e degli eccessi ,circondato da Satiri e Menadi 

Afrodite, è la quarta delle dee maggiori, rappresenta la bellezza fisica, l’amore sessuale e la fertilità. Generata dagli organi sessuali di un uomo nella schiuma del mare, è dotata di capacità di seduzione con un carattere frivolo e ingannatore, qualità propria delle femmine attraenti.

Nel Simposio di Platone troviamo una duplice natura di Afrodite con una, Afrodite Urania, nata da Urano senza madre e che rappresentava l’amore spirituale e non fisico e una che rappresentava l’amore comune e volgare come Afrodite Pandemia, patrona delle prostitute. L’amore volgare poteva essere etero o omosessuale, mentre l’amore spirituale poteva essere trovato solo tra due maschi.

Era, la Giunone dei Romani è la donna matura sposata al fratello Zeus, entrambi divinità della fertilità, le figlie sono la scialba Ebe, coppiera degli dei e Ilitia, dea del parto. Ares figlio maschio e dio della guerra, simboleggia l’unione bellicosa dei genitori.

Dioniso con il figlioletto Oinopion . Pittore di Altamura 470 a.C. cratere a campana dalla tomba 311 di Valle Trebba

Era è sempre a caccia delle amanti del marito Zeus, costretto a far nascere figli ora dal capo come Atena o dalla coscia come Dioniso. Era per ribellione genera per partenogenesi il deforme Efesto di cui tutti si fanno beffe compresa la madre che spesso si comporta da matrigna e insegue le vergini che si accoppiano con il marito.La differente distribuzione di caratteristiche femminili desiderabili è appropriata  in una società patriarcale che Demostene nel IV secolo a.C. sintetizzava così: Abbiamo amanti per il nostro godimento, concubine per servire la nostra persona e mogli per generare la prole legittima.

 

 

Umberto Palazzo

Editorialista de IlCorriereNazionale.net

Cultore di Storia della Sessualità 

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