“Questa è una riprogrammazione innanzitutto tecnica, che seguirà ad altre riprogrammazioni tecniche, perché più si va avanti con gli obiettivi e più il confronto tra la parte tecnica che segue il PNRR, cioè la nostra struttura di missione, e la Commissione europea è più vasta”. Lo ha dichiarato il ministro per gli Affari europei, le politiche di coesione e il PNRR, Tommaso Foti, durante le comunicazioni alla Camera in merito alla revisione degli investimenti e delle riforme inclusi nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Si tratta di una revisione dice Foti che non è affatto anomale ma si tratta di una possibilità stabilita dal regolamento dello stesso piano.” E non è che non abbia vincoli legislativi a riguardo, perché può essere chiesta per giustificate circostanze oggettive, per errori materiali, per modifiche, alternative che riguardino gli obiettivi di politica pubblica e anche la riduzione di oneri amministrativi, ma la condizione per la quale la Commissione la esamina è che non sia minimamente ridotto il livello di ambizione”. ha detto il ministro. La revisione si ritiene necessaria per ottenere il pagamento della settima rata, D’altra parte il nostro paese continua ad essere quello piu avanti nei piani di resistenza e resilienza. Secondo un recente rapporto della banca di affari spagnola BBVA, la Spagna rischia seriamente di non portare a compimento il suo piano, considerando i forti ritardi che sta accumulando. Dieci giorni fa la Corte dei conti europea ha segnalato irregolarità nell’attuazione di questo strumento e sottolinea i ritardi nell’erogazione dei fondi Next Generation, un rimprovero che colpisce direttamente la Spagna, con un ritardo di quasi un anno rispetto alla scadenza inizialmente proposta. Inoltre, sottolineano la persistente mancanza di trasparenza e la difficoltà nell’identificare i beneficiari dei finanziamenti, il che comporta il rischio che i fondi vengano erogati senza che la Spagna, insieme agli altri Stati membri menzionati, completi le misure corrispondenti. Mentre per quanto riguarda il nostro paese pur presentando ancora criticità, la corte ribadisce come si tratta del piano in stato piu avanzato e che ha già messo in campo riforme importanti sia sul piano degli interventi di carattere assistenziale e delle politiche attive del lavoro, sia per i progressi raggiunti nell’ambito della riforma dei servizi di vigilanza e delle azioni di contrasto al lavoro sommerso.
Secondo quanto precisato, durante la sua audizione, il ministro ha fatto presente come vi siano state altre revisioni del piano, ed è in relazione a queste revisioni che si è arrivati ai 194,4 miliardi che lo compongono, vi sono 71,8 miliardi di euro di sovvenzioni e 122,6 miliardi di prestiti”. Le 7 missioni si compongono di 621 milestone e target, 94 in più del piano originale, e il numero delle riforme di questo attuale piano, cioè 66, sono 7 riforme in più di quanto era previsto precedentemente.
“A questo PNRR non si è tolto nulla, si è aggiunto. Questa nostra revisione è finalizzata ad avere, entro i tempi previsti dal regolamento, la liquidazione della settima rata. Una rata che è composta da 67 obiettivi, 18,2 miliardi di euro che devono esserci versati, e che porteranno ad oltre 140 miliardi di euro, con 337 obiettivi raggiunti. In pratica, il 54% degli obiettivi e il 72% delle risorse che complessivamente rappresentano la dotazione economica del piano”. ha proseguito il ministro. Il ministro ha anche ancora una volta ripetuto che i fondi del PNRR non saranno spesi per acquisto di armi.
Dopo la settima rata, sono previste altre tre scadenze. L’ottava prevede 40 obiettivi e 12,8 miliardi di corrispettivi, la nona prevede 60 obiettivi e 12,8 miliardi e la decima rata – che è quella conclusiva e su cui si concentra quindi il maggior numero di obiettivi, prevede 177 obiettivi e 28,4 miliardi. “Noi il 21 marzo abbiamo dato l’avvio ad una procedura- ha detto Foti- perché la condizione per poter entrare ad interloquire con la Commissione è quella di chiedere la revisione del piano, che è un atto che parte ovviamente dal governo, non da terzi. L’unica risposta che ci ha dato la Commissione è stata quella di circoscrivere le richieste di modifica e su cui la Camera oggi e il Senato domani sono chiamate a pronunciarsi”. Le richieste “sono relative alla settima rata e ad alcune questioni attinenti all’ottava rata, perché quelle relative alla nona e alla decima sono soltanto connesse, e quindi sono la trasposizione logica di quelle che noi oggi chiediamo di attuare sulla settimana rata”.
Infine il ministro ha sostenuto come la revisione del piano è volta ad aggiungere risorse e non a ocome vorrebbe far credere qualcuno all’ opposizione: “Secondo alcune testate, questa riprogrammazione toglierebbe addirittura risorse ad alcune regioni, assegnandole ad altre. Io spero che siano dichiarazioni fatte senza aver letto la relazione, perché ad esempio le risorse per quanto riguarda l’Alta Velocità del Nord restano 8,6 miliardi come previsto, non c’è modifica. L’AV sulla Napoli-Bari nel complesso prevede risorse del PNRR che passano da 1,25 miliardi a 2,18 miliardi di euro, con un riconoscimento delle risorse PNRR in più pari a 926 milioni di euro. La quota di PNRR relativa all’Alta Velocità della tratta Palermo-Catania passa da 799 milioni del PNRR a 1,28 miliardi di questa revisione” Occorre infine aggiungere che l’Italia ha ricevuto finora la quota di risorse Pnrr più alta in assoluto: pari a 122,2 miliardi di euro, al lordo del prefinanziamento, pari al 63% della dotazione complessiva del Piano (se si somma la settima rata chiesta a fine dicembre 2024, le risorse raggiungerebbero il 72,2%). Laddove la media europea di risorse del Recovery ottenute da ciascun Paese è ferma al 41%, sottolinea la Sesta relazione italiana sullo stato di avanzamento del Pnrr, ( La Spagna che è secondo beneficiario in termini di fondi ricevuti è fermo a poco piu del 32 %) raggiungendo ben il 44% degli obiettivi da raggiungere















