Fu istituita nel 1972 .Scrittori come il filosofo della scienza Telmo Pievani (“Tutte le minacce di un’altra estinzione“), Leakey e Lewin con “La sesta estinzione. La vita sulla Terra e il futuro del genere umano”, già venticinque anni fa consideravano la distruzione degli ecosistemi alla base di una crisi paragonabile alle peggiori catastrofi del passato. Sono più di 350 le specie di vertebrati terrestri estinte dal Cinquecento ad oggi e moltissime altre (un terzo del totale) sono in via di estinzione. Oggi l’ambiente e la sua manifestazione più pericolosa sono messe in discussione dai populismi di destra e da altri che lo attaccano come “ideologico”. La giornata di oggi non sia una festa ma una seria riflessione.
Oggi è il “World Environment Day”, Giornata mondiale dell’ambiente nata nel dicembre del 1972.
Lo slogan, nell’anno di nascita, fu “Only One Earth” (una sola Terra). Era un invito a tener conto delle preoccupazioni alimentate dai rapporti del MIT di Boston (Massachusetts Institute of Technology, una delle più importanti università di ricerca del mondo con sede a Cambridge, nel Massachusetts) e del Club di Roma (una associazione non governativa, no-profit, di scienziati, economisti, uomini e donne d’affari, attivisti dei diritti civili, alti dirigenti pubblici internazionali e capi di Stato di tutti e cinque i continenti). Tali preoccupazioni sono riassumibili nella crescente consapevolezza di vivere (in tanti e in sempre di più) su un pianeta non espandibile, che è l’unico che abbiamo e che abbiamo avuto in prestito dalle generazioni precedenti alla nostra.
Negli anni successivi alla nascita del World Environment Day, i temi discussi sono sempre stati di rilevante importanza: la scomparsa delle foreste, l’inquinamento marino, la lotta alla plastica, il mutamento climatico, la biodiversità. In buona sostanza si tratta temi sempre legati alla distruzione degli ecosistemi.
Scrittori come il filosofo della scienza Telmo Pievani (“Tutte le minacce di un’altra estinzione“), Leakey e Lewin con “La sesta estinzione. La vita sulla Terra e il futuro del genere umano”, già venticinque anni fa consideravano la distruzione degli ecosistemi alla base di una crisi paragonabile alle peggiori catastrofi del passato. Sono più di 350 le specie di vertebrati terrestri estinte dal Cinquecento ad oggi e moltissime altre (un terzo del totale) sono in via di estinzione. È a questo che bisognerebbe cercare di porre un freno. Dalla biodiversità dipendono servizi essenziali per il nostro benessere come la dispersione dei semi, la fertilità dei suoli, la decomposizione, la qualità dell’acqua e dell’aria, senza contare che tre quarti delle colture alimentari nel mondo dipendono dagli insetti impollinatori. (Pievani).
Lo spazio che, iniziando dodicimila anni fa, ha registrato trasformazioni crescenti a iniziare dalla rivoluzione agricola è messo in discussione da cementificatori, siccità, inondazioni, “morte delle api”.
Ambiente è il participio del verbo latino ambire, significa ciò che sta intorno. Ambiente che è sempre “ciò che sta intorno”, ma che oggi è sempre meno “Natura” e sempre più costruito. Un costruito che sottrae sempre più spazio agli ecosistemi naturali.
Una Giornata mondiale per l’ambiente che si svolge registrando emissioni di anidride carbonica e di altri gas serra per 150 milioni di tonnellate: conteggio riferito a 18 mesi di guerra. L’equivalente di emissioni del Belgio in un anno!
Fonte Rapporto “Climate damage caused by Russia’s war in Ukraine”, frutto dell’Iniziativa di Ghg Accounting of War. Una Guerra che insieme allo sterminio del popolo palestinese ha messo in ombra problemi globali come la crisi climatica, la desertificazione, la perdita di biodiversità, la crisi di acqua e cibo in molte aree del Pianeta, i movimenti migratori di massa, la crisi energetica, i rischi tecnologici nuovi, i rischi globali alla salute, infatti non si è stati capaci di prevenire rischi gravi alla sicurezza ed alla pace e, addirittura, ripetute minacce di distruzione con armi nucleari.
L’ambiente, come diceva Papa Francesco, è la casa comune della intera umanità, è un “contenitore di tutti i diritti, delle speranze e dei sogni, da vivere e proteggere con “condivisione”. Un dato certo che sfugge è che, se vogliamo un futuro per la nostra casa comune, l’ambiente deve, e dovrà sempre essere, una priorità indifferibile.
Purtroppo in Europa il green deal è messo in discussione dai populismi di destra e da altri che lo attaccano come “ideologico”. In USA si ha lo stesso atteggiamento: esaltazione e rilancio delle fonti fossili, carbone compreso e annientamento delle Agenzie governative per l’ambiente, comprese quelle che fanno ricerca sui cambiamenti climatici.
La giornata di oggi non sia una festa ma una seria riflessione.















