Italia guida la conferenza sulla ricostruzione dell’ ucraina, domani e venerdi a Roma

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Giovedì 10 e venerdì 11 luglio Roma ospiterà la Conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina 2025 (Ukraine Recovery Conference 2025). Ad aprire i lavori, il primo giorno, sarà la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Alla “Nuvola” dell’Eur sono attesi oltre 90 paesi e 80 tra capi di stato di governo, tra cui il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il primo ministro della Polonia Donald Tusk. E’ un grande evento a cui la Meloni e il sottosegretario alla presidenza Giovanbattista Fazzolari, grande regista dell’operazione, stanno lavorando da mesi. La difficile situazione che la presidente della commissione sta affrontando a Strasburgo, con la mozione di sfiducia prevista proprio domani, non impedirà alla Von der Leyen di essere a Roma per il vertice, anche perchè con la premier Meloni il legame sembra sempre piu stretto e collaborativo.

Roma raccoglie così il testimone dalle conferenze di Lugano (2022), Londra (2023) e Berlino (2024), con l’obiettivo di proseguire la mobilitazione di governi, settore privato e società civile per la ripresa e la modernizzazione del Paese aggredito. Ma questo di Roma, sia per la tempistica che per i protagonisti in gioco sembra possa avere ben altro rilievo rispetto alle precedenti conferenze tenute.

“L’Unione europea conferma il suo impegno, anche nell’ambito del percorso dell’Ucraina verso l’adesione all’Ue, a sostenere il suo ripristino, la ripresa e la ricostruzione, in coordinamento con i partner internazionali, anche nei settori della riabilitazione psicologica e psicosociale e di una maggiore assistenza allo sminamento. In tale contesto, il Consiglio europeo attende con interesse la Conferenza sulla ripresa dell’Ucraina che si terrà a Roma il 10 e 11 luglio 2025”. Questo quanto afferma l’ultima bozza delle conclusioni del summit Ue previsto domani e venerdì. Segno tangibile che anche a Bruxelles si guarda con estremo interesse al vertice di Roma.
La decisione del governo Meloni di tenere nella capitale italiana la conferenza URC2025 il 10 e 11 luglio 2025 è il chiaro segnale che da parte di Palazzo Chigi l’èimpegno verso l’Ucraina non p certo venuto meno, da quando alla Casa Bianca siede Donald Trump.
Quattro i capisaldi programmatici e valoriali su cui poggerà URC2025. Dimensione aziendale, ovvero mettere in risalto il capitale privato come leva per raggiungere la crescita economica e una ricostruzione di successo, ma al contempo rassicurando gli investitori quanto a sicurezza, finanziamenti e assicurazioni, eccesso di regolamentazione e mercato del lavoro. In secondo luogo quella umana, a proposito di coesione sociale, inclusione, donne e giovani. Tra le sfide principali ci sarà il reinserimento degli sfollati interni, dei rifugiati e dei veterani nella vita civile. In terzo luogo la dimensione regionale, dal momento che gli attori locali saranno un elemento fondamentale per la ricostruzione. Infine il nesso con l’Ue, con la prospettiva di entrare nel mercato unico e quindi di allineare le politiche e le istituzioni dell’Ucraina agli standard europei.
È il più grande vertice internazionale ospitato in Italia dopo il G20 di Roma del 2021. Alla Nuvola dell’Eur sfilano quindici capi di Stato, con in testa il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, accolto dal presidente Mattarella e dalla premier Giorgia Meloni. Come detto dietro questo grande vertice ci sarebbe la regi occulta del sottosegretario Fazzolari, che la messaggero ieri ha dichiarato che ” Noi tutti puntiamo ad un futuro libero per l’Ucraina.” E quel tutti evidentemente comprende anche gli Stati Uniti, Sarà insomma, come ha anche ribadito il sottosegretario al Foglio, un crocevia importante, non solo per cominciare ad organizzare l’imponete ricostruzione che dovrà esser fatta ( secondo le prime stime si parla di una cifra superiore ai 524 miliardi di euro), ma anche per ricompattare il fronte dei paesi contro l’invasione russa. E le parole di Trump a proposito di Putin, in queste ore, non fanno altro che dare ancora piu forza e senso a quanto detto dal braccio destro della Meloni.

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