Le fragilità strategiche del governo Meloni tra sovranismo retorico e realpolitik europea

Politica

Di

di Domizia Di Crocco

1. L’ambiguità europea

Il primo nodo strategico riguarda il rapporto con l’Unione Europea. Meloni ha cercato di disinnescare la diffidenza di Bruxelles presentandosi come una leader responsabile e atlantista, mantenendo in larga parte la rotta del PNRR e sostenendo l’Ucraina nel conflitto con la Russia. Tuttavia, questa postura si scontra con le pulsioni euroscettiche ancora forti nella sua maggioranza, in particolare nella Lega di Salvini, e con il rischio di una deriva isolazionista. […]

2. La gestione del PNRR e la debolezza amministrativa

Un’altra criticità strategica riguarda l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il governo ha ereditato un impianto complesso, ma non è riuscito finora a imprimere quella svolta operativa attesa. […]

3. Politiche sociali e conflitto con il terzo settore

Sul fronte interno, la narrazione della “patria sociale” si è rivelata in più occasioni disallineata con le scelte concrete. […]

4. L’illusione del controllo sull’immigrazione

Nonostante i proclami, la gestione dei flussi migratori resta una sfida irrisolta. […]

5. L’accentramento comunicativo e il rischio di isolamento

Infine, la centralità assoluta della figura della premier, se da un lato ha garantito una forte coesione politica, dall’altro accentua il rischio di un eccessivo accentramento decisionale e comunicativo. […]

Conclusione

Il governo Meloni si muove su un crinale delicato, stretto tra la necessità di rassicurare i mercati e le istituzioni internazionali e il bisogno di tenere compatta una base elettorale plasmata da anni di opposizione sovranista. […]

foto Agenzia Fotogramma

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