Dazi USA al 35% sul Canada dall’1 Agosto 2025: Trump intensifica la guerra commerciale 

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Donald Trump conferma la sua linea dura sul fronte commerciale, scatenando un terremoto nelle relazioni internazionali. Giovedì 10 luglio, il presidente americano ha fatto recapitare una lettera ufficiale al primo ministro canadese Mark Carney, annunciando l’introduzione di una tassa doganale del 35% su tutte le importazioni dal Canada a decorrere dal 1° agosto 2025. Un provvedimento che non ammette mezze misure, accompagnato da un monito chiaro: “Questi dazi potranno essere modificati, in aumento o in diminuzione, a seconda dell’evoluzione dei nostri rapporti”25.

Una strategia a colpi di tariffe: il mondo nel mirino

Quella contro Ottawa non è un’azione isolata, ma l’ultimo tassello di un’offensiva commerciale su scala globale. Negli ultimi giorni, una ventina di paesi — soprattutto asiatici — hanno ricevuto comunicazioni analoghe, con aliquote che spaziano dal 25% per alleati storici come Giappone e Corea del Sud fino a picchi del 40% per economie emergenti del Sudest asiatico39. Ma il colpo più eclatante è riservato al Brasile, penalizzato con un balzo senza precedenti: i dazi passeranno dal 10% al 50%, una ritorsione diretta legata alle tensioni politiche con l’amministrazione Lula e alle accuse di ostilità verso l’ex presidente Bolsonaro.

Canada sotto assedio: acciaio, auto e la minaccia del fentanyl

I settori più colpiti dalla nuova stretta sono quelli già vulnerabili: acciaio, alluminio e automobili, pilastri dell’export canadese verso gli Stati Uniti. Con questa mossa, Washington aggrava ulteriormente le condizioni per un partner che dipende dagli USA per oltre il 75% delle sue esportazioni57. Ma Trump non si limita a questioni commerciali: nella lettera diffusa su Truth Social, accusa il Canada di scarsa collaborazione nella lotta al fentanyl, nonostante Ottawa ribadisca che il flusso di sostanze illegali verso gli USA sia marginale e proveniente principalmente da altre rotte28.

“Invece di collaborare, Ottawa ha risposto con dazi punitivi. Ora pagherà le conseguenze”, ha dichiarato Trump, lasciando intendere che qualsiasi ritorsione canadese comporterà sanzioni ancora più severe. Una posizione che rischia di innescare una spirale pericolosa, con ripercussioni immediate sui mercati: il dollaro canadese ha già accusato il colpo, crollando dello 0,42% nel giro di poche ore11.

L’Europa trema in attesa della lettera

L’Unione Europea è ora sul chi vive. In un’intervista a NBC, Trump ha confermato che una missiva analoga è pronta per Bruxelles: “La invieremo oggi o domani”, ha dichiarato, sottolineando la complessità di negoziare con un blocco di 27 paesi. Sebbene i dettagli non siano ancora noti, fonti europee temono un’impennata delle tariffe su auto tedesche, vini francesi e prodotti agroalimentari italiani, con un potenziale danno di 110 miliardi di euro per le esportazioni UE.

Slittamento al 1° agosto: tregua breve o illusoria?

Originariamente previsto per il 9 luglio, il pacchetto di dazi è stato posticipato per concedere spazio a ultimi negoziati. Ma la strategia di Trump è chiara: protezionismo senza compromessi, con l’obiettivo di ridisegnare gli equilibri commerciali globali a vantaggio dell’industria americana. Intanto, i mercati iniziano a tremare: il Nasdaq ha perso l’1,3%, mentre il TSX di Toronto è crollato del 2%, trascinato al ribasso dai titoli energetici e industriali9.

Un gioco pericoloso con conseguenze globali

Quella di Trump non è una semplice guerra commerciale, ma una ridefinizione delle regole del gioco. Con l’America First che si trasforma in “America Only”, il rischio è un isolazionismo economico che potrebbe frammentare le catene di approvvigionamento, aumentare i costi per i consumatori e persino alimentare l’inflazione. Mentre il Canada si prepara a contrattaccare e l’Europa valuta sanzioni mirate, una cosa è certa: il 1° agosto segnerà l’inizio di una nuova era, dove i dazi non sono più armi economiche, ma strumenti di pressione geopolitica.

Fonte immagini: aNews

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