Per fare i nostri auguri al grande stilista non useremo molte parole. Come di sicuro preferisce lui. Peraltro quando dici Armani hai detto tutto: indichi il bello, il buon gusto e il buon senso per antonomasia.
Egli, da solo, ha fatto per l’ economia e la bilancia commerciale italiana molto più di tanti governi della prima e della seconda repubblica. Noi lo abbiamo in casa e non ci rendiamo conto dell’ eco che Armani produce nel mondo.
Negli anni 70 rivoluzionò la moda mondiale ancora stretta tra la triangolare compassatezza del boom economico e il finto povero del dilagare dei jeans.
Ammorbidendo e destrutturando le linee recuperò la nitida e naturale eleganza maschile e femminile degli anni 40 adattandola al moderno. Ma soprattutto la sua rivoluzione fu questa: scardinò il confine con l’ inaccessibile haute couture del cambio armadio ad ogni stagione.
Armani introdusse la pratica della moda che dura nel tempo. Come durerà nel tempo la sua lezione.
Lezione di stile e di vita. Non mischia, egli, il modo di vedere il suo mondo privato facendo abdicare il suo gusto alle ideologie di bassa deriva.
Per intenderci, Armani rese chiaro un concetto molto semplice:
“Gli uomini non mettono le gonne, vestono completi scuri su camicie bianche il cui polsino esce leggermente dalla giacca e mettono la cravatta. Poi ci sono le cafonate di quelli con gonne e rossetto, ma gli uomini vestono così.”
Auguri Maestro. Grazie di tutto.
Francesco Magisano
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