Ci troviamo in una delle zone più belle e suggestive della Marca Trevigiana, poco distante dalle colline del Prosecco.
L’itinerario suggerito ben coniuga la passeggiata in mezzo alla natura con la curiosità per la storia. È l’ideale, sicuramente, per suscitare l’interesse di bambini e ragazzi in età scolare.
Nervesa della Battaglia e l’Ossario
Le origini del nome risalgono, probabilmente, ad epoca romana. Nerva o Nervinius, apparteneva ad un proprietario terriero. L’appellativo “della Battaglia” viene aggiunto in seguito, in epoca fascista e si rifà alla seconda battaglia del Piave.
La battaglia del solstizio (o seconda battaglia del Piave) fu combattuta nel giugno 1918 tra l’Imperiale e Regio Esercito Austro-ungarico e il Regio Esercito Italiano ed impegnò gli austro-ungarici nella loro ultima grande offensiva della Prima Guerra Mondiale.
Qui si trova uno dei principali ossari che raccolgono le spoglie dei caduti durante la Prima Guerra Mondiale. Quelli sepolti qui sono 9.235.
La sua costruzione risale al 1935 ed è situato, per la precisione, a Colesel de Zorzi, località nell’estremità orientale del Montello, nel territorio del Comune di Nervesa della Battaglia.
La parte inferiore di tre piani conserva i resti dei caduti; salendo si ha la possibilità di ammirare, dall’ampio torrione, il paesaggio che fu al centro dei combattimenti.
Al suo interno ci sono anche il mausoleo e la cappella ed un piccolo museo che raccoglie reperti e notizie della battaglia del Solstizio. 
Dal piazzale adiacente si può raggiungere, tramite un sentiero, il monumento a Francesco Baracca, il celebre pilota dell’aviazione italiana che precipitò in questa zona.
Il monumento a Francesco Baracca

A poco più di 1km dall’Ossario, seguendo le indicazioni, si giunge ad un ampio parcheggio: da qui parte una suggestiva camminata, tra alti cipressi, che conduce al Sacello.
Francesco Baracca è stato un asso dell’aviazione italiana; la sua prima vittoria, nel 1916, ufficialmente confermata, fu anche la prima in assoluto dell’aviazione italiana.
Di vittorie aeree gliene vengono attribuite ben 34 ed è Medaglia d’oro al valor militare durante la Prima Guerra Mondiale.
Il 19 giugno 1918 mentre infuriava la Battaglia del Solstizio sul Montello, il giovane Baracca fu abbattuto mentre mitragliava a bassa quota.
La sua morte è in realtà, a tutt’oggi, avvolta nel mistero. Secondo la versione italiana il Maggiore venne ucciso da un colpo sparato da terra, mentre la versione austriaca parla dell’abbattimento di Baracca da parte di un aereo ricognitore austriaco.
Altre ipotesi parlano di un suicidio per non subire gli effetti di un incendio a bordo o per non cadere in mano nemica.
I lavori di costruzione del sacello iniziarono poco dopo la fine del conflitto: il monumento venne inaugurato il giorno del primo anniversario della morte di Baracca.
Il “Ceppo di Baracca” è formato da otto colonne doriche, contornate da fregi metallici che sostengono la cupola, sopra la quale è stata posta una piccola croce. Sul piccolo tamburo si possono leggere le parole: “Così principia / il salmo di questo re / 19 – 6 – 1918 / Di morte in morte / Di meta in meta / Di vittoria in vittoria / Così comincia / Il suo inno senza lira”.
Alla base, su una lastra di marmo di Verona, sono stati inseriti i simboli tipici di Francesco Baracca: l’ippogrifo e il cavallino rampante. 
Curiosità Nel 1923 un giovane Enzo Ferrari ebbe l’occasione di incontrare i genitori dell’aviatore; dall’amicizia nacque l’idea alla Contessa Paolini (madre di Francesco) di porre l’emblema del figlio disegnato sull’aereo, il cavallino rampante, sulle auto prodotte da Ferrari. Ma non proprio lo stesso: la coda del cavallino di Baracca è rivolta verso il basso, mentre quella della Ferrari verso l’alto.
Il cimitero britannico di Giàvera del Montello

Il cimitero accoglie le tombe di 417 soldati del Commonwealth morti in questa zona durante la Prima Guerra Mondiale. Si parla di una violenta offensiva, sferrata da parte delle truppe austriache nel 1918, nei confronti di quelle inglesi che si erano insediate proprio a Giavera.
Come tutti i cimiteri britannici, il luogo ha assunto le sembianze di un curatissimo giardino che si confonde con la bellezza della natura circostante. Ci sono 417 “steli marmoree”, tutte di uguale forma e dimensione e recano inciso generalità del defunto, l’età al momento del decesso e il ruolo nell’esercito. In certi casi sono presenti anche frasi, stemmi di divisione e simboli relativi all’appartenenza religiosa.
All’ingresso si nota subito la Croce del Sacrificio ed una scalinata con due iscrizioni ai lati, una in italiano e l’altra in inglese, quale tributo d’onore del popolo italiano ai soldati alleati caduti durante la guerra del 1915/1918. Alla fine del prato la Pietra della Rimembranza, un altare in pietra tra due grandi magnolie in cui è stata incisa la frase “Their name liveth for evermore” (Il loro nome vive per sempre).
Osservatorio del Re e Colonna Romana – Crocetta del Montello
Ci troviamo in via Medaglie d’Oro, sulla presa 15 del Montello.
Perfettamente conservato, l’osservatorio si trova nel sottosuolo di una casa rurale preesistente. Da qui Re Vittorio Emanuele III seguì, durante la Prima guerra mondiale, la battaglia finale di Vittorio Veneto (Battaglia del Solstizio) tra l’esercito italiano e quello austro-ungarico, dal 27 al 29 ottobre 1918. Grazie alle sue lunghe feritoie
l’osservatorio permetteva di controllare il corso del fiume e l’intero campo d’azione della XXII Corpo di Armata.
L’avvenimento è ricordato anche da una lapide collocata sul muro della casa colonica

Poco distante la colonna romana inviata dalla capitale come monumento al sovrano. Per celebrare questo evento, nel 1932 sul prato ad est dell’osservatorio, venne collocata un’antica colonna romana.
L’uso di un reperto della Roma imperiale voleva stabilire un legame ideale tra questo luogo e la Roma dei cesari, di cui il fascismo si proclamava erede.











