di Luisa Muttin
I Modena City Ramblers sono il gruppo Combat Folk d’eccellenza. Questo genere unisce le sonorità del folk tradizionale con testi impegnati a sfondo sociale .
Una band libera , che da anni porta la propria energia in giro per l’Italia e oltre confine. La formazione attuale dei Modena City Ramblers è composta da musicisti poliedrici che portano amore incondizionato al lavoro svolto .
Alla voce c’è Davide “Dudu” Morandi che possiede un timbro esclusivamente suo, inconfondibile. Scandisce le parole con precisione e intensità, facendole arrivare dritte a destinazione, senza mezzi termini. La sua voce è diretta, autentica, e crea un contatto immediato con chi ascolta.
È accompagnato dal basso di Massimo “Ice” Ghiacci, che contribuisce anche con cori e strumenti acustici. Alle corde e agli archi troviamo Francesco “Fry” Moneti, che alterna violino, chitarre e altri strumenti tradizionali. Franco D’Aniello ci guida in un viaggio magico , porta con sé la dolcezza folk attraverso il flauto, il tin whistle e anche la tromba . Leonardo “Leo” Sgavetti musicista , pianista e fisarmonicista , mentre il punk rocker Enrico Torreggiani anima il ritmo con i tamburi . Completa la band Riccardo Sgavetti, con un suono ricco e variegato di chitarre, mandolino, e ukulele. Insieme costruiscono un paesaggio sonoro vivace, dove ogni strumento racconta la loro storia .
Le loro hit attraversano il tempo : da brani storici come I Cento Passi, dedicato alla lotta contro la mafia, passando per Ebano e Contessa, fino a quattro canzoni inedite contenute nel nuovo album che dà il nome al tour: Appunti Resistenti . Ogni traccia è un frammento di impegno, memoria e vita vissuta .
Durante i concerti l’energia è contagiosa: le persone ballano, cantano, si lasciano trasportare guidati dalla voce espressiva di Davide ,dalle melodie scandite dal flauto di Franco e dagli strumenti della band. I più giovani saltano senza sosta, mentre i meno giovani catturano l’attimo con una foto, un ricordo da portare a casa. Conoscono ogni brano, ogni parola: sono lì perché sentono di appartenere a qualcosa. Appoggiano la loro band con affetto autentico , come si fa con una storia che si è vissuta insieme.
Ho incontrato Franco D’Aniello che con la sua gentilezza , mi ha raccontato qualcosa di sé, del tour e della band.

La libertà è un tema centrale nella vostra musica e nella vostra storia. Oggi, nel mondo che viviamo, cosa significa per voi essere veramente liberi?
Franco : La libertà è un diritto fondamentale, non una concessione né una possibilità da negoziare. Non la si offre a qualcuno: è una condizione che ci appartiene, incedibile e vitale. Per me non si limita alla sfera intellettuale, ma tocca ogni aspetto dell’esistenza. Ci sono momenti in cui ci confrontiamo con figure di autorità, come un capo, e proprio lì diventa essenziale preservare la nostra autonomia. La libertà è individuale . È una parte profonda e preziosa di ciò che siamo.
Il tour Appunti Resistenti celebra anniversari importanti , come l’ottantesimo anniversario delle Liberazione e porta in scena nuovi brani.
Cosa lo rende unico, speciale , necessario oggi?
Franco : Credo che Appunti Resistenti abbia anche un valore affettivo ed educativo. Ci sono date come il 25 Aprile che un tempo venivano vissute con grande partecipazione emotiva; oggi le celebriamo ancora, ma i modi cambiano con il tempo. È come se avvenisse una trasformazione naturale, un adattamento al presente. Le nuove generazioni spesso non conoscono a fondo le origini di queste ricorrenze, anche perché il divario tra le epoche è ampio. Ecco perché è bello e importante raccontare, condividere, far rivivere queste storie: per tenere viva la memoria, dare valore alla libertà che abbiamo e donare a chi ci ascolta un pezzetto di ciò che siamo.
Come riuscite, all’interno della band, a comporre scelte condivise mantenendo viva la coesione del gruppo e il rispetto reciproco?
Franco : La coesione e il rispetto tra noi nascono dalla condivisione di valori forti e autentici. Abbiamo tanti punti in comune, e questo rende naturale camminare insieme. Temi come la libertà ci legano profondamente, così come il nostro pensiero deciso contro ogni forma di ingiustizia e sopraffazione tra cui anche la lotta alla mafia e alla Ndrangheta. Non si tratta solo di opinioni: sono ideali che ci definiscono, che ci guidano. E quando le idee diventano collante, la musica diventa Amore e il gruppo insieme ha una voce unica!
Durante il tour Appunti Resistenti , cosa fate per rilassarvi lontano dal palco? Ci sono abitudini o momenti speciali che vi aiutano a staccare e ricaricare le energie?
Franco: C’è una tensione costante, ma non è stress: è concentrazione pura, alimentata dall’amore per quello che facciamo. Ogni brano, ogni tappa, ogni soundcheck è parte di un viaggio che richiede zero distrazioni . Non riusciamo a distogliere la mente, perché tutta la nostra energia è dedicata alla riuscita del concerto che non è solo le due ore sul palco, ma anche ciò che le precede e le accompagna: le prove, i chilometri in auto, la gestione dei compiti . Solo quando rientriamo a casa troviamo davvero spazio per ricaricarci. Poi il corpo riposa, ma l’anima resta elettrizzata dalle emozioni. Perché ogni tappa lascia un segno, e in quel percorso c’è tutta la nostra dedizione.
Se doveste lasciare un solo ‘appunto resistente’ a chi vi ascolta, quale sarebbe?
Franco : Imparare una canzone, come ‘Bella Ciao’, può essere un gesto potente. Non si tratta solo di cantarla, ma di entrare nel suo significato, di sentirne la storia e l’energia che trasmette. È un modo per avvicinarsi alla libertà e per riconoscersi tra persone che provano a essere libere, anche se non è facile. Noi ci proviamo, ogni giorno, attraverso la musica e le parole. È il nostro modo di dare senso a quello che facciamo e di condividere un pensiero che ci rappresenta.
Luisa Muttin
Scatto fotografico Modena City Ramblers primo piano: foto d’archivio fornita da Franco D’Aniello.
Scatto fotografico Modena City Ramblers con pubblico : foto di Ferdinando Bassi
Luisa Muttin









