Ottanta anni da Hiroshima e rischio nucleare

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IL 6 agosto del 1945, nel cielo di Hiroshima, alle 8.15, da diecimila metri di altezza, un B-29 sgancia una bomba di quattro tonnellate con un “cuore” di uranio 235. A 580 metri dal suolo esplode la bomba. Centoventimila morti, la città distrutta da un lampo di fuoco congiunto a un fungo di polvere.  1 kg d’Uranio genera per fissione l’energia prodotta da  20 milioni di kilowattora o 18 mila tonnellate di tritolo. Centoventimila persone vaporizzate.

Un ottantesimo compleanno della bomba nucleare su Hiroshima con Trump che informa la Russia del posizionamento di due sottomarini nucleari presso le sue coste. Una risposta all’ex presidente russo Medvedev che, rivolto a Trump, aveva detto due giorni prima : “Si ricordi dei suoi film preferiti sugli zombie e anche di quanto possa essere pericolosa la leggendaria ‘mano morta’.” Un riferimento al sistema segreto semi-automatico capace di lanciare missili nucleari se la leadership di Mosca fosse stata eliminata in un attacco nemico. IL 6 agosto del 1945, nel cielo di Hiroshima, alle 8.15, da diecimila metri di altezza, un B-29 sgancia una bomba di quattro tonnellate con un “cuore” di uranio 235. A 580 metri dal suolo esplode la bomba. Centoventimila morti, la città distrutta da un lampo di fuoco congiunto a un fungo di polvere. Tre giorni dopo, alle 11, nel cielo di Nagasaki viene sganciata una bomba con un cuore di plutonio 239, settantamila morti e la città distrutta. Sufficienti quarantatre secondi per far scomparire un’intera città, gli edifici, gli animali e gli abitanti, liquefatti, vaporizzati, letteralmente svaniti. Una bomba convenzionale nel punto di esplosione raggiunge una temperatura di 50 mila gradi Celsius, una bomba nucleare raggiunge subito milioni di gradi. L’esplosione di una bomba nucleare genera una sfera di fuoco (di dimensioni variabili a seconda dell’energia della bomba) con temperature anche tre volte quella della superficie solare. I principali effetti delle armi nucleari sono onda d’urto, radiazione termica, radiazione nucleare iniziale (entro un minuto dall’esplosione) e radiazione nucleare residua e fallout.

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