Una vocazione, talvolta una missione che potrebbe essere resa impossibile, quella del giornalista impegnato tra sentieri tortuosi di normative di tutela della privacy, tutela della concorrenza, codice di procedura penale ed altro, mentre prova a riportare informazioni di pubblico interesse perché l’opinione pubblica possa essere informata ad ampio raggio.
Sono molteplici i nomi dei giornalisti morti per la loro attività. Il RSF (Reporter Sans Frontiers) ha pubblicato il World Press Freedom Index 2025, per la prima volta l’indice è risultato in declino, pertanto la situazione globale della libertà di stampa è ora classificata come “situazione difficile”.
L’Italia ha subito una leggera flessione, passando dalla posizione 46 alla 49 tra i 180 paesi esaminati.
In precedenza, nel 2018, con 80 morti, RSF aveva denunciato una “violenza inedita” contro i giornalisti. Si ricordino le vittime come i giovanissimi Antonio Megalizzi e Bartosz Orent-Niedzielski, uccisi nell’attentato di Strasburgo nel 2018, la strage dei mercatini di Natale.
Ma da RSF dichiarano che, nonostante la riduzione delle “minacce fisiche”, del rischio di morte, un altro fattore importante, spesso sottovalutato, sta seriamente indebolendo i media: la pressione economica. I dati misurati dall’indicatore economico dell’RSF Index mostrano con chiarezza che i media di oggi sono combattuti tra il preservare l’indipendenza editoriale e garantire la propria sopravvivenza economica. Un Trade off complesso e di difficile definizione: “senza indipendenza economica, non può esserci libertà di stampa.”
Un editoriale, un blog devono poter respirare liberamente. L’obiettivo dovrebbe essere l’interesse pubblico, per il quale occorre la garanzia di una informazione libera e affidabile. Libera in quanto autonoma e indipendente.
Sono altresì molteplici i nomi dei giornalisti, blogger e altri operatori dei media che abbiano subito delle minacce. Una tabella pubblicata da “Ossigeno per l’informazione” riporta i casi di intimidazione subiti da giornalisti in relazione al loro lavoro, divisi per anni, rendendo possibile la consultazione dei singoli episodi con degli articoli di approfondimento. La tabella è aggiornata periodicamente, attualmente lo è al 31 dicembre 2024.
Riportiamo un caso singolare del 2023 quando l’associazione dei consumatori Codacons, con un esposto, chiese all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato AGCM di ostacolare la pubblicazione da parte de “Il Salvagente” dei risultati di una indagine sulla corrispondenza degli oli extra vergine di oliva in commercio ai requisiti dichiarati dai produttori, diffidando il giornale che invece respinse la diffida e pubblicò i risultati.
Sempre Codacons diffidò l’Agenzia delle Dogane di Roma dal fare analisi di laboratorio in nome e per conto di soggetti privati, denunciando un possibile conflitto di interesse.
Riccardo Quintili, direttore di Salvagente annunciò che avrebbe pubblicato i dati, in quanto si stava configurando una chiara violazione dell’art. 21 della Costituzione, in base al quale la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure preventive. Purché si garantisca il buon costume e il corretto funzionamento della giustizia, il giornalismo non può in nessun caso essere ostacolato, se non con un atto motivato dell’autorità giudiziaria.
Gli episodi di intimidazione sono consultabili al seguente link: La Tabella dei Nomi – Ossigeno per l’informazione.
https://www.corrierenazionale.net/category/rubriche/ora-legale-diritti-umani/














