Riduzione di tasse per la classe media???

Economia & Finanza

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Riduzione di tasse per la classe media???
di Canio Trione
Si sa, la classe media si è impoverita anche per il carico fiscale. Se ne sono accorti i patrioti al governo e quindi corrono ai ripari. Così si è deciso, pare, di farla finita con la stagione dei bonus e procedere con la riduzione delle aliquote. Tutti -legislatori inclusi- mentre approvavano le leggi fiscali dei passati anni le trovavano ingiuste ma erano “necessarie” (forse a pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici? Non sappiamo) e quindi adesso cercano di porvi rimedio.
La vulgata, senza andare per il sottile, vede, subisce, paga e sentenzia che le tasse sono alte e quindi per tacitarla il governo, senza cercare di capire, esegue la volontà popolare. Ma non è questo il suo compito: i governanti devono capire e assieme a questa doverosa riduzione di aliquote devono introdurre le altre innovazioni che devono rimuovere le altre e maggiori cause dell’impoverimento della classe media.
Come si fa?
La parte colpita in questi anni è la categoria dei professionisti e quella dei piccoli imprenditori. Per i dipendenti pubblici con lo stesso reddito di un autonomo una riduzione delle aliquote equivale ad un aumento di stipendio non meritato; e quindi quella riduzione delle aliquote non va applicato ai dipendenti pubblici…
Al contrario un professionista o un commerciante o artigiano o altro…oltre a pagare tasse inique è costretto ad altre due cose incivili: la prima è dichiarare i propri redditi pagando profumatamente un commercialista; la seconda a rispondere degli errori o omissioni dello stesso commercialista. Quindi un costo certo (e non dovuto) e un altro costo incerto (nel senso non quantificabile anticipatamente ma che è certo che prima o poi arriva) che rende la vita invivibile. Inoltre, questi obblighi -che non sono costituzionalmente previsti e quindi illegittimi- distolgono il contribuente dal proprio lavoro (o spesso lo inducono a smettere di lavorare) con immenso danno per la collettività.
Lo sanno a Palazzo Chigi? E se no, chi glielo ricorda?
La doverosa riduzione delle aliquote che il governo sembra voglia introdurre significa che secondo loro tutto il resto può rimanere com’è, perché -forse- per loro è bene com’è!!! laddove non è accettabile che un reddito di un ministeriale o di un assessore di 60.000 euro la cui tassa viene calcolata e versata dal datore di lavoro-Ministero sia trattato con la stessa aliquota dello stesso reddito percepito da un falegname o medico che invece devono onerosamente compilare una dichiarazione, calcolare l’importo della tassa e versarla con SOLDI PROPRI pur essendo certi di essere poi tacciati di evasione laddove proprio con i suoi soldi il ministeriale e l’assessore si vedono pagare il proprio stipendio e le proprie tasse….
Inoltre ancora, la maggiore causa di crollo del reddito della classe media è data dall’aver favorito anche con danaro pubblico -e ancora lo si fa- le multinazionali in diretta concorrenza con le partite iva che così oggi si scopre che sono state danneggiate (meglio sarebbe dire: uccise) proprio dal governo nazionale. Basti ricordare il danno subito dal commercio dalla grande distribuzione. Oggi un negoziante teme le attenzioni e le politiche dello stato molto, ma molto di più delle attenzioni di un malvivente.
Ma tutto ciò detto è nulla se ci chiediamo: come si fa a dire che una imposta del 40% da applicare sul reddito di un falegname di Milano è uguale ad una imposta del 40% destinata ad un altro falegname ma che opera a Grottole o a Castelluccio dei Sauri? L’Italia è stata così gravemente colpita dai governi precedenti che la correttezza formale non solo non è giustizia fiscale ma è politica dello struzzo, e quella correttezza formale è espressione di scollamento tra politica e realtà concreta e quindi anche di profonda impossibilità culturale di elaborare una strategia adatta a tutti.
Questa sarà l’ennesima occasione persa di una riforma fiscale nel senso giusto? Certamente si, sarà un nulla di fatto: i pagatori di tasse (le partite iva) saranno sempre perseguitati se la decisione di riformare il fisco la prendono i percettori di tasse (dipendenti pubblici) come sono i politici e i ministeriali.
La risposta delle PMI? resistere, resistere, resistere!
Canio Trione
foto Euronews

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