Tutti i siti italiani di Stellantis “rimarranno in attivita’”. Lo afferma Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy nell’intervista oggi al Giornale. Una dichiarazione che sembra fare un po di chiarezza su una situazione, quella della nuova Stellantis, che aveva lasciato alcuni dubbi, anche dopo la sostituzione del vecchio ad Tavares con Antonio Filosa. Quanto alle prospettive di rilancio, ‘l’intesa al tavolo Stellantis prevede investimenti di 2 miliardi nel 2025 e contratti per 6 miliardi alla componentistica italiana con la prospettiva, se cambiano le regole Ue, di una graduale ripresa produttiva a partire dal prossimo anno. Il piano assegna a ciascun sito un ruolo preciso: dalla nuova piattaforma Stla-Small a Pomigliano alla 500 ibrida a Mirafiori, dal 7 lanci a Melfi all’alto di gamma a Modena, dai 3 modelli Alfa a Cassino al rilancio della centralita’ di Atessa grazie alla nuova versione del Large Van. Stiamo monitorando che cio’ avvenga nei tempi prestabiliti. Allo stesso tempo abbiamo destinato le risorse del Fondo Automotive alla componentistica’. Un impegno quello del ministro Urso sulla-automotive che lo ha visti protagonista di un bacio di ferro con la commissione europea, qualche mese fa, per arrivare ad un ridiscussione dei termini stabiliti per il divieto di motori endotermici, stabilito nel 2035.
A livello Ue ‘siamo stati noi a smuovere il pachiderma europeo con il documento di indirizzo condiviso da altri 14 Paesi, che richiedeva l’immediata revisione delle regole e la rimozione delle super multe che avrebbero distrutto l’industria a vantaggio di cinesi e Tesla. Ora, pero’, bisogna rimuovere le follie del Green Deal. Ho incontrato piu’ volte i colleghi tedeschi e francesi per condividere una posizione comune. Importante l’intesa gia’ sottoscritta con la Germania per le flotte aziendali, al fine di rilanciare Atessa ed evitare la mannaia del tutto-elettrico’. Ha detto infatti Urso, che non nasconde la soddisfazione per avere dato il la ad una sorta di sollevazione di buona parte dei paesi europei contro quelle che sembrano regole assolutamente assurde ed antieconomiche.
La posizione “espressa in Europa dalla nuova governance di Stellantis, a guida italiana, prima con la lettera comune di Elkann e dell’ex Renault, Luca De Meo, e ora con il documento unitario delle case europee, rispecchia la visione dell’Italia sulla neutralita’ tecnologica e sulla permanenza dei modelli ibridi anche dopo il 2035. Su queste posizioni mi sono confrontato con il ministro Pierre Ferracci, con il quale mi auguro si possa raggiungere una posizione comune, come quella sottoscritta con il ministero dell’Economia tedesco’. Quanto al mantenimento di tutti i siti italiani, precisa il ministro, ‘e’ l’impegno di Stellantis. A differenza di quanto accade in Germania e in altri Paesi d’Europa, in Italia rimarranno in attivita’ tutti gli impianti’.
Il ministro ha anche annunciato che la prossima settimana incontrerà il nuovo ad del gruppo Filosa per discutere di Piano Italia, che era stato siglato proprio al Ministero guidato da Urso a dicembre del 2024 alla presenza dei sindacati, per il rilancio e la modernizzazione dei suoi stabilimenti nel paese. Questo piano va oltre la semplice continuità produttiva, puntando a fare dell’Italia un polo d’eccellenza per lo sviluppo di tecnologie avanzate e la produzione di modelli all’avanguardia.
Secondo quelli che erano gli accordi siglati nel dicembre scorso, ha poi spiegato Urso nel dettaglio Stellantis, prevede investimenti di 2 miliardi nel 2025 e contratti per 6 miliardi alla componentistica italiana con la prospettiva, se cambiano le regole UE, di una graduale ripresa produttiva a partire dal prossimo anno. “Il Piano assegna a ciascun impianto un ruolo preciso: dalla nuova piattaforma Stla-Small a Pomigliano alla 500 ibrida a Mirafiori, dai 7 lanci a Melfi all’alto di gamma a Modena, dai 3 modelli Alfa Romeo a Cassino al rilancio della centralità di Atessa grazie alla nuova versione del Large Van. Importante l’intesa già sottoscritta con la Germania per le flotte aziendali, al fine di rilanciare Atessa ed evitare la mannaia del tutto-elettrico. Stiamo monitorando che tutto ciò avvenga nei tempi prestabiliti. Allo stesso tempo, abbiamo destinato le risorse del Fondo Automotive alla componentistica”.














