Blittz degli Houthi nella sede Onu dello Yemen

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Arrestati ieri almeno 11 dipendenti della sede Onu della capitale yemenita dagli  Houthi con un blitz a sorpresa. Immediata la reazione di Guterres

Nella mattinata di ieri le forze di sicurezza Houthi hanno fatto irruzione negli uffici delle agenzie delle Nazioni Unite preposte alla salvaguardia dell’alimentazione, la salute e l’infanzia nella capitale yemenita. Pesante il bilancio di questo blitz che si é concluso con l’arresto di almeno 11 dipendenti di tali uffici. Immediata la condanna del Segretario Generale dell’Onu, Antonio Guterres, che ne ha dato notizia in una dichiarazione pubblica nella tarda serata di ieri.

Il blitz

Come riferito da Abeer Etefa, portavoce del Programma alimentare mondiale, gli Houthi, nella loro incursione, hanno perquisito anche gli uffici dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, nonché quelli dell’Unicef, sottraendo anche materiale importante.

Grande lo sconcerto per un’azione che s’inserisce in un quadro quanto mai complesso e ovviamente ulteriormente agitato da un clima di estrema tensione  a seguito dell’uccisione del Primo Ministro Ahmed al-Rahawi. Morto, unitamente a diversi altri ministri del suo governo nel corso di un raid israeliano a Sana’a, la capitale.

Un attacco, quello israeliano,  considerato dagli Houthi un grave oltraggio al loro governo e che indubbiamente non mancherà di intensificare la tensione già esistente tra Houthi e Israele.

Un raid legittimato da Israele come conseguenza del missile balistico, lanciato dagli Houthi contro Israele lo scorso 21 agosto. Un missile di enorme portata, descritto dall’esercito israeliano come la prima bomba a grappolo lanciata contro lo Stato giudaico dai ribelli dal lontano 2023, fortunatamente intercettato.

Probabili conseguenze

In questa escalation di tensione preoccupa la reazione degli Houthi che, già da tempo, minano la libera circolazione delle navi nel Mar Rosso, compiendo diversi attacchi contro lo Stato ebraico.

In un botta e risposta continuo, fatto di incursioni ed azioni presumibilmente intimidatorie, preoccupano le parole pronunciate domenica sera in un discorso televisivo da Al- Houthi, leader riservato del gruppo.

Il nostro approccio militare nel colpire il nemico israeliano, sia con missili, droni o un blocco navale, è continuo, costante e in escalation” parole che lasciano chiaramente intendere le intenzioni future degli Houthi..

Le parole di Guterres

L’aperta condanna di Guterres di questo blitz dei ribelli, sostenuti dall’Iran, in realtà sembra non aver sortito alcun esito. Del resto l’incursione degli Houthi all’interno degli uffici delle Nazioni Unite, é l’ennesima pagina di un copione già scritto da tempo.

Sono tanti infatti i membri dello staff Onu arrestati, nel corso anche di passate incursioni, sulle cui sorti non si sa nulla e, certamente la linea fin troppo dura del governo Netanyahu non fa che inasprire ulteriormente i rapporti.

Guterres ha chiesto il rilascio immediato dei numerosi prigionieri , membri dell’Onu, nelle mani degli Houthi. Ma da tempo sono nelle mani dei ribelli dello Yemen decine di persone operanti sul territorio per gruppi umanitari, nonché cittadini comuni, unitamente a membri dell’Ambasciata statunitense a Sana’a, ormai chiusa da tempo.

Un clima incandescente

Mentre Netanyahu, incurante delle pressioni all’interno di Israele, nonché di quelle internazionali, prosegue nel suo folle progetto espansionistico in Cisgiordania e nella totale conquista di Gaza, l’odio sembra radicarsi sempre più nel Medio Oriente, e non solo.

Un odio che ormai si manifesta come l’anticamera di un inferno, illuminato dai sinistri bagliori delle bombe e popolato dai fantasmi delle vittime innocenti di un’umanità alla deriva

 

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