La nostra economia e’ particolarmente viva

Attualità & Cronaca

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di Francesco Megna

Nonostante le tensioni geopolitiche  tornino  a fa sentire i loro effetti nocivi il 2025 della nostra economia risulta comunque particolarmente viva, col pil che chiuderà in lieve crescita Le nostre imprese sono in salute; i numeri parlano di uno sviluppo discreto: la velocità e i numeri della ripresa  si devono  in gran parte alle piccole e medie imprese che hanno resistito alla fase acuta della crisi, sono ripartite velocemente ed hanno recuperato competitività su tutti i fronti. L’analisi dei bilanci provvisori  riferibili ai  primi sei mesi del 2025 rafforzano questi dati. Un sistema capace di reagire e che ha continuato ad investire sulle persone, sui progetti e sulla tecnologia. Cresce anche se di poco il ricorso al credito bancario, nello specifico i finanziamenti a medio lungo termine destinati agli investimenti.  Ci sono timori sul fronte dell’approvvigionamento delle forniture; le problematiche riferibili all’energia, un elemento complesso che dovrebbe riassorbirsi nelle prossime settimane.  Se si supereranno queste difficoltà la ripresa, comunque auspicata, avrà connotati più forti e stabili.  E’ comunque fondamentale attuare una conversione energetica perchè il nostro Paese è povero di materie prime di natura fossile e deve cercare altrove la propria energia.

Siamo un paese trasformatore e l’energia è sinonimo di competitività. Ci sarà poi  una forte iniezione di liquidità con l’attuazione del Pnrr  Un tema rilevante  per la la realizzazione delle infrastrutture , la modernizzazione e gli investimenti pubblici : si aprirà così una fase di sviluppo determinante per la nostra economia, locale e nazionale. Per quanto riguarda i consumi, dall’analisi sulle transazioni con i pos si evidenzia che i dati dello scontrino medio sono oramai vicini a quelli che si registravano nel 2019. Questo orientamento, se proseguisse, permetterebbe di assorbire l’eccesso di liquidità giacente sui conti correnti, contribuendo così alla crescita economica. Dobbiamo essere consapevoli che la liquidità sul conto corrente comporta la perdita di potere d’acquisto, a fronte poi di un’inflazione crescente. Destinare parte della liquidità agli investimenti da una parte consentirebbe ai risparmiatori di far rendere le proprie disponibilità , ma potrebbe contribuire a sostenere il debito pubblico e a spingere i consumi.  Un altro fattore di crescita potrebbe essere poi generato dal superamento dei blocchi alle forniture, ovvero la ricostituzione delle scorte. Le nostre aziende sono poi sempre coinvolte sul tema della sostenibilità: il 75% dei consumatori  è diventato più consapevole dell’importanza della sostenibilità in seguito all’inizio della pandemia da COVID-19.

E questo porta con sé importanti conseguenze per l’attività economica e produttiva delle aziende nostrane che dichiarano di destinare tra il 3 e il 15% del proprio investimento in incentivi alla sostenibilità; e sebbene il dato sia  in crescita, rimane comunque ridotto (21%) il numero di imprese che ad oggi dedicano oltre il 20% dei propri investimenti a misure sostenibili. Le organizzazioni che investono in queste azioni lo fanno soprattutto in misure ambientali (80%), seguite da misure sociali (65%) e, per ultime, misure economiche (38%). Il 45% delle PMI  ha ricevuto finanziamenti governativi per introdurre misure sostenibili, mentre il 55%  non ha ricevuto aiuti ma ha comunque deciso di implementare questi cambiamenti con i propri mezzi. Il risparmio energetico  e quello economico  sono ai primi posti tra le ragioni che spingono le aziende a diventare più sostenibili. Investire in sostenibilità può aiutare le aziende a migliorare la loro relazione con dipendenti e clienti e ad attrarre nuove opportunità commerciali.

Avere un’azienda sostenibile consente inoltre  di richiedere inventivi fiscali, oltre ad aumentare l’attrattiva per ottenere investimenti da altre aziende o acquisire sponsor.

foto da google

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