Nave attivisti: drone o incendio? Versioni a confronto

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Il convoglio Global Sumud denuncia un attacco con drone al largo della Tunisia. Le autorità tunisine smentiscono: “Principio d’incendio da mozzicone”.

In acque internazionali al largo delle coste tunisine, il convoglio navale carico di rifornimenti umanitari e attivisti per la causa palestinese ha denunciato un attacco aereo contro una delle proprie unità. Secondo i promotori della missione, la dinamica dell’incidente sarebbe riconducibile all’intervento di un drone, sebbene le autorità tunisine abbiano categoricamente escluso la presenza di velivoli non identificati nell’area.

La coalizione Global Sumud Flotilla, autodefinitasi indipendente e apartitica, ha diffuso attraverso i propri canali comunicativi le riprese delle telecamere di sicurezza imbarcate sulla nave “Family”, presentate come prova concreta di un “attacco da drone”. L’imbarcazione, ancorata a circa cinquanta miglia dal porto di Sidi Bou Said, ha subito un principio d’incendio, tempestivamente domato dall’equipaggio senza conseguenze per le persone a bordo.

Fonti della Guardia Nazionale tunisina hanno avviato accertamenti tecnici, confermando il principio d’incendio ma escludendo il coinvolgimento di droni. Una ricostruzione ufficiale preliminare attribuisce l’origine delle fiamme alla combustione di alcuni giubbotti di salvataggio, potenzialmente innescata da un mozzicone di sigaretta. Un comunicato diffuso sui portali istituzionali ha definito le voci relative al drone come «completamente prive di fondamento».

Fonte immagine: Reuters

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