Fenix, al via all’Eur a Roma, la festa della gioventù meloniana

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E’ iniziata eri sera alla presenza di Ignazio la Russa, al laghetto dell’Eur a Roma, Fenix,  la festa di gioventù nazionale, l’orgnaizzazione giovanile di Fratelli d’Italia, da cui anche Giorgia Meloni ha mosso i primi passi in politica ( anche se all’epoca si chiava Fronte della gioventù). Una quattro giorni, in cui si confronteranno quasi tutti i big del partito, oltre ad ospiti esteri di grande valore, prima del gran finale di Domenica mattina alla presenza della premier Giorgia Meloni.

“Nessuno più di lei sa cosa vuol dire realizzare un evento del genere”, ha detto Fabio Roscani, presidente dell’organizzazione giovanile di Fratelli d’Italia presentando la kermesse. ll claim di questa edizione è “Senza filtri. Il coraggio di essere in un tempo nuovo”, una dichiarazione di guerra ai ‘filtri’ che non sono solo quelli dei social ma più in generale le convenzioni che anestetizzano il dibattito e neutralizzano intelligenze ed energie. “Senza filtri” significa autenticità, niente gabbie ideologiche, niente dietrologie, ma solo passione ed impegno per una causa comune in cui si crede e si lotta.

Ieri dopo un anticipo politico del derby calcistico che si terrà domenica alle 12,30 all’Olimpico ( quasi in contemporanea con l’interveto di Giorgia Meloni a fenix). Con il governatore della Regione Lazio, Francesco Rocca e il sindaco di RomRoberto Gualtieri, moderati dal direttore del Messaggero, Massimo Martinelli, che si sono sfidati con grand fairplay. Segno tangibile che malgrado le differenti provenienze politiche, il rapporto tra i due continua ad essere ottimo “Il modello Giubileo può proseguire dopo la chiusura dell’Anno Santo – ha chiarito Gualtieri, ribadendo un concetto già più volte esternato nell’ultimo anno -. Ma il rapporto con Rocca è altra cosa. Chi ha una funzione istituzionale come me rappresenta tutti i cittadini romani e Rocca tutti i cittadini del Lazio. Tra istituzioni bisogna sempre avere un rapporto basato su correttezza e collaborazione. Anche se non si condividono le stesse idee. Poi con Rocca c’è anche simpatia e stima”. Ha detto Gualtieri. “Quando si decide un’opera, poi bisogna lavorare tutti insieme affinché si faccia – dice invece il presidente della regione lazio, Rocca -. Il metodo dell’ascolto e del dialogo è un metodo che, a prescindere dalla parte amministrativa, deve continuare. Il successo di Roma è un successo di tutti, il successo della Regione è il successo della regione intera che avanza. Questi aspetti li devi mettere come centrali, come priorità. E quando abbiamo dei disaccordi, abbiamo trovato delle soluzioni che consentivano di andare a risultato, puntando alla concretezza senza darli in pasto alle polemiche”.
La serata poi è proseguita con un pane sull’Europa, alla presenza del capodelegazione di fdi Carlo Fidanza, il copresidente dell’ecr, Nicola Procaccini, il segretario del gruppo, Antonio Giordano e della eurodeputata francese Marion Marechal. Fidanza, ha ricordato il cambio di paradigma: «Oggi le forze di centrodestra hanno i numeri per incidere su politiche dannose come il green deal. Giorgia Meloni è riuscita a far cambiare narrazione all’Ue: non più redistribuzione dei migranti, ma frontiere, accordi con paesi terzi, rimpatri. Termini che fino a pochi mesi fa non esistevano nel vocabolario europeo».
Marechal invece ha puntato il dito contro l’inazione dell’Europa verso quello che deve invece essere la priorità e cioè il controllo dei flussi migratori. «. La prima sfida non è l’energia né la guerra: è l’immigrazione. Ogni anno in Nigeria nascono più bambini che in tutta l’Ue. Il primo dovere che avete come militanti di destra è avere figli. È così che si difende la civiltà europea».

Procaccini, copresidente Ecr e presidente di New Direction, ha voluto dedicare anche una stoccata alla nuova veste di fustigatore dell’Europa che sembra avere pervaso Mario Draghi, che proprio di questa Europa è stato uno dei costruttori: «Denunciare ora gli eccessi del green deal è facile. Noi lo facevamo mentre lui governava l’Italia e quelle politiche venivano approvate. La premessa per difendere ambiente e diritti è la crescita economica»

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