Dalle inchieste de Il Tempo sui rapporti tra i parlamentari di sinistra e gli esponenti pro-Pal, Mohammad Hannoun e Suleiman Hijazi, sono nate interrogazioni parlamentari e richieste di chiarimenti. I due uomini, secondo il quotidiano romano, sarebbero vicini alle posizioni di Hamas. Al convegno intitolato “Tutte le ambiguità della propaganda pro-Pal” al Senato, sono intervenuti i deputati di Fratelli d’Italia Sara Kelany e Francesco Filini, assieme ai senatori Marco Scurria ed Ester Mieli. Presenti anche i due capigruppo alla Camera e al Senato Galeazzo Bignami e Lucio Malan. Per l’occasione sono stati invitati anche il direttore de Il Tempo Tommaso Cerno e la giornalista Giulia Sorrentino. Nel corso della conferenza stampa, i parlamentari di FdI hanno smentito le voci della propaganda pro-Pal, che vorrebbero il governo Meloni lontano dalle sofferenze dei civili a Gaza. Piuttosto, sono stati smascherati gli intenti solo apparentemente genuini degli estremisti di sinistra, che dicono di andare in piazza per la pace.
Il capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami, a margine della conferenza stampa, ha ringraziato la «stampa libera, coraggiosa e indipendente» che «ha ricostruito una rete di interessi e collusioni che nulla hanno a che fare con la genuina aspirazione alla pace». Secondo il capogruppo di Fratelli d’Italia, «dietro iniziative che si presentano come pacifiste si celano infatti disegni eterodiretti da Hamas, che utilizza la buona fede di alcuni per legittimare i propri obiettivi eversivi e violenti». Per Bignami «non si tratta di semplici interferenze, ma di vere e proprie collusioni, alimentate anche finanziariamente, con lo scopo di diffondere una narrazione distorta e di rafforzare lo statuto jihadista di Hamas». Anche il presidente dei senatori di FdI, Lucio Malan, chiede di «verificare quali sono i collegamenti e le commistioni con Hamas che è un’organizzazione terroristica che usa gli scudi umani, ruba il 90 per cento degli aiuti umanitari che arrivano a Gaza e sfrutta le ingenti somme di denaro che giungono dall’estero per fare tutto meno che il bene della popolazione palestinese».
Un convegno che ha voluto insomma porre l’attenzione su organizzazioni che in nome della giusta solidarietà alla popolazione palestinese, stremata da due anni da una guerra ingiusta, cercano la facile strumentalizzazione per attaccare il governo. “La propaganda Pro Pal è coperta da un velo di ipocrisia che utilizza poveri bambini, basti vedere le immagini della manifestazione di ieri: in varie città come Milano, Torino, Roma, Napoli accanto alle bandiere palestinesi sventolavano quelle con la falce ed il martello”. A dirlo è stata Sara Kelany, ricordando i disordini che ieri hanno bloccato intere città italiane e provocato disagi anche ai civili, che nel capoluogo lombardo sono rimasti bloccati nella stazione centrale durante l’assalto antagonista.
Francesco Filini, responsabile dell’organizzazione del partito e dell’importante centro studi del partito ha avuto parole assai dure anche con la spedizione Flotilla, che avrebbe già mostrato alcune ambigue connessioni e legami con ambienti vicini a gruppi antagonisti “ la spedizione Global sumud flotilla sia una gigantesca opera di propaganda, che non ha gli strumenti reali per offrire un concreto aiuto alla popolazione civile palestinese, al contrario di quanto sta facendo il governo italiano che è il quarto al mondo e il primo tra i Paesi non arabi per il sostegno offerto alla popolazione di Gaza con l’operazione Food for Gaza“ Infine, il deputato meloniano ha denunciato come “Gli effetti ottenuti dal riconoscimento dello Stato Palestinese da parte di alcuni stati occidentali sono stati le grida di giubilo di Hamas e l’irrigidimento di Israele“. Insomma, “non si è fatto alcun passo avanti verso la pace. Strumentalizzare una tragedia come quella di Gaza è quanto di più ignobile la politica possa fare ed è ciò che sta facendo la sinistra, sventolando in ogni occasione la bandiera della Palestina come fosse una clava contro il governo Meloni, arrivando ad addossargli colpe di ciò che sta accadendo in Medio Oriente















