Più fede per mangiare sano

Longevità, prevenzione & stili di vita

Di

Il peccato di gola è nella tradizione cristiana anche Lutero pur protestando, consentiva il mangiare a volontà in contrapposizione alle indicazioni papali

Benedettini a tavola da Storia del Monachesimo

La normativa ecclesiastica medievale imponeva di astenersi dalla carne per 140-160 giorni l’anno, la rinuncia alla carne inizialmente praticata dagli eremiti viene poi allargata come modello all’ intera società con astensione dal mangiar carne mercoledì e venerdì e nelle grandi e piccole Quaresime.

La rinuncia assume carattere penitenziale poiché si riteneva favorisse una sessualità esuberante nemica del perfetto cristiano. Arriva in alternative il pesce, riservato ai benestanti per i giorni di magro e simbolo di quella dieta monastica ideata da San Benedetto secoli prima.

Era Il 21 marzo 547 quando San Benedetto conclude la sua vita terrena lasciando in eredità la sua famosa regola monastica che dice:

il monaco deve alzarsi a seconda della stagione tra l’una e le tre del mattino , recarsi in chiesa per la preghiera di un’ora e mezza quindi dedicarsi alla lettura della Bibbia (lectio divina) quando spunta l’alba inizia il lavoro che s’interrompe nelle ore liturgiche per partecipare alla preghiera comune. Intorno a mezzogiorno d’estate e verso le 14,15 d’inverno, mangia per poi tornare al lavoro fino al Vespro, l’alimentazione è frugale ma abbondante , ogni giorno ha una libbra di pane e mezzo litro di vino.

Monaci di Cluny elaborazione IA 

Il monastero di Cluny che nasce nel 910 per iniziativa di Guglielmo d’Aquitania si differenzia, sia nella sua struttura organizzativa che nell’esecuzione della liturgia quale sua principale forma di lavoro. Poiché l’intenzione di Guglielmo era che i monaci pregassero senza perder tempo con il lavoro materiale, il precetto “ora et labora” della regola benedettina venne sostanzialmente ridimensionato e i monaci di Cluny perdono l’ influenza spirituale della nascita e la sobrietà alimentare criticata da San Bernardo di Chiaravalle (1090-1053) che così ne dichiarava la lontananza :

<<il loro stomaco si dichiara pieno solo con potenti rutti>>  

Allo stomaco dei gentiluomini si addicono cibi preziosi, elaborati e raffinati a quello dei contadini cibo comune e rozzo. Anche Lutero nel 1536 dice la sua, in risposta al dottor Cordato che doveva tenere una lezione sull’ubriachezza di Noè e beve birra per diventare esperto della cosa cattiva:

Ad ogni paese si devono perdonare i suoi difetti. I boemi s’ingozzano, i vandali rubano,I tedeschi bevono come lanzi; ordunque, caro Cordato, come vorreste voi mettere in mostra un tedesco, trattandosi di uno che non ama né la musica, né le donne, se non con l’ubriachezza?

Nel XV secolo in Germania si consumavano 100 Kg di carne all’anno pro capite, quasi mezzochilo al giorno per 200-220 giorni effettivi, un eccesso confermato anche altri paesi del Nord come Polonia Svezia e Inghilterra con Parigi in evidenza per eccessi anche tra i meno ricchi bottegai.

L’immaginario antico ci porta a popoli del Sud sobri e frugali, quelli del Nord, voraci e carnivori. La realtà poi insegna che il mangiare poco fa bene ma solo a chi mangia molto, invece la paura della fame, presente ancora oggi in Palestina, non trova rimedio se non con un sogno!

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Traduci
Facebook
Twitter
Instagram
YouTube